Il Consulente risponde N°2

Ben ritrovati al nostro secondo appuntamento,

invito fin da subito tutti voi nel leggere questa rubrica e nell’inviare le vostre domande.

L’obiettivo della rubrica “Il Consulente risponde” è quella di rispondere (o almeno provarci) alle vostre domande, quesiti o semplici curiosità sul come difendere il proprio portafoglio, effettuare delle scelte consapevoli tenendo ben presente le proprie esigenze personale e i propri obiettivi.

 

Questa settimana ci occupiamo di un argomento generalmente non molto amato dai più, ovvero di tassazione dei prodotti, strumenti e rendite finanziarie alla luce dell’introduzione del Decreto “Salva Italia” e delle sue novità in tema di imposta di bollo.

In fondo alla rubrica troverete le risposte in merito alle vostre domande.

 

1)    Le nuove Tasse sul risparmio (conoscerle e difendersi)

 

Risparmiare si può, anche in momenti difficile come questi.

Dopo il 2011 disastroso di Borsa Italiana e difficilissimo per i titoli di Stato, anche il nuovo anno inizia all’insegna dei mutamenti e delle difficoltà.

Dunque è opportuno fare un check-up al proprio risparmio, pure in funzione della riforma della tassazione sui risparmi ed investimenti.  Le tensioni che da Luglio colpiscono il debito pubblico italiano hanno complicato un quadro già difficile . Dal 2007 a fine 2010 la ricchezza delle famiglie è calata più del 3% (circa 20 mila euro in media in meno rispetto al periodo pre-crisi), lo certifica l’ultima indagine della Banca d’Italia sulla ricchezza delle famiglie. A calare sono state le attività reali (case, immobili e terreni) ma soprattutto quelle finanziarie. L’unica voce aumentata sono stati i debiti, cresciuti in un solo anno del 4,2%.

Dal punto di vista razionale, le famiglie italiane sono mediamente più ricche di quelle di altri Paesi (quasi il doppio rispetto a quelle statunitensi) e soprattutto meno indebitate (la metà di quelle britanniche). Ma i paragoni non placano la crescente percezione di insicurezza dei nuclei familiari.

L’Italia ha cercato di rispondere alle tensioni sul suo debito pubblico con una serie di riforme che negli ultimi sei mesi anno modificato in maniera sostanziale il prelievo fiscale sul risparmio.

Da Gennaio la nuova imposta di bollo che colpisce su base “proporzionale” le comunicazioni relative ai prodotti e agli strumenti finanziari, anche non soggetti a obbligo di deposito,con aliquota dello 0,1% annuo per il 2012 e che salirà allo 0,15% annuo a decorrere dal 2013, con un minimo di 34,20 Euro e un massimo di 1.200 Euro (limitatamente al 2012), calcolati in base al valore di mercato , o in mancanza, a quello “nominale o di rimborso” degli investimenti. Sono esentati i fondi pensione e quelli sanitari. Esenzione parziale ma senza meccanismo proporzionale per i buoni fruttiferi postali: se la giacenza media annuale è sotto i 5.000 Euro non si pagherà l’imposta di bollo di 34,20 Euro, che invece sarà pagata se la soglia è superata. Esentati di fatto i conto correnti che sotto i 5.000 Euro non pagano nulla e sopra pagano solo 34,20 Euro indipendentemente dal valore.

Da inizio anno, poi la riforma ha unificato al 20% le due vecchie aliquote del 12,5% e del 27%. La percentuale del 12,5% resta solo per interessi e capital gain sui titoli di Stato italiani, sovranazionali equiparati e di Stati esteri della lista bianca OCSE. Altra novità l’estensione della aliquota al 20% (dal 12,5% precedente) per i redditi di capitale (incasso periodico di utili o cedole) dei fondi comuni di investimento esigibili dal 01/01/2012 come pure per l’incremento del valore della quota (delta NAV) che scatta al rimborso o alla vendita.

2)    Il nuovo prelievo sulle attività finanziarie.

Il Decreto Monti istituisce un’imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero dalle persone fisiche residenti in Italia.

Si tratta di un’imposta dovuta su base proporzionale e in relazione al periodo di detenzione applicabile alle sole persone fisiche fiscalmente residenti nel nostro Paese, e non anche alle società e agli enti collettivi in genere. L’aliquota è fissata nella misura dello 0,1% annuo in riferimento al 2011 e al 2012 e del 0,15% dal periodo d’imposta 2013. Per il versamento (il primo sarà con il saldo di Unico 2012), la liquidazione, l’accertamento, la riscossione, le sanzioni, i rimborsi e il contenzioso si applicano le stesse disposizioni previste in materia di IRPEF. La misura si affianca alle previsioni sullo scudo fiscale e alla cosiddetta “IMU estera”.

La tassazione colpisce attività finanziarie quali azioni e strumenti finanziari assimilati, quote di società, titoli obbligazionari, certificati di massa e polizze assicurative. L’applicabilità dell’imposta di bollo prevista per lo scudo fiscale è infatti limitata all’ipotesi relative a conti ancora segregati e la regolarizzazione non prevedeva in nuce il regime di segretezza.

La scelta di differenziare questa tipologia di tassazione dall’imposta di bollo prevista sullo scudo è evidentemente connessa al fatto che l’imposta di bollo non avrebbe potuto colpire attività detenute all’estero. Qualche dubbio è correlato alla determinazione della base imponibile su cui calcolare l’imposta.

Come avviene per l”IMU estera, dal totale dell’imposta può essere dedotto, fino a concorrenza del suo ammontare, un credito di imposta pari all’eventuale imposta patrimoniale versata nello Stato in cui sono detenute le attività finanziarie, questo per arginare la doppia imposizione internazionale previste dalle convenzioni internazionali.

 

3)    Le risposte ai vostri quesiti

 

a)      Il diciottenne ed i bfp

Detengo un buono fruttifero postale per maggiorenni intestato a mio figlio tredicenne, come noto può essere riscosso dal minore solo al raggiungimento del 18°anno d’età, pagherà l’imposta di bollo sul dossier titoli?? Avendo una cifra modesta di 500 Euro come valore di rimborso a scadenza, se gli venisse applicata l’imposta di bollo, il minore riscoterebbe una cifra inferiore al versato o addirittura in negativo??

Le comunicazioni relative ai buoni fruttiferi postali sono soggette all’imposta proporzionale di bollo nella misura del 0,1% nel 2012 e del 0,15% nel 2013. L’imposta è in ogni caso dovuta per un importo minimo pari al 34,20 Euro e, limitatamente al 2012, per un importo massimo pari a 1.200 Euro. E’ prevista una speciale esenzione in riferimento ai bfp aventi un valore di rimborso a scadenza inferiore ai 5.000 Euro. Pertanto, per il caso prospettato , non si pagherebbe alcunché.

b)      Tempi di applicazione del bollo per i buoni fruttiferi postali

Volevo sapere se la tassa sui buoni fruttiferi postali riguarda quelli che saranno emessi dal 2012 oppure riguarda anche quelli emessi negli anni precedenti (2011, 2010, 2009, ecc.) in scadenza dal 2012 in poi?

In mancanza di diversa interpretazioni di norma, l’imposta di bollo è dovuta con riferimento alle comunicazioni inviate a decorrere dal 01/01/2012, senza nessuna distinzione circa la data di emissione dei buoni stessi; la suddetta imposta dovrebbe, pertanto, trovare applicazione anche per i buoni fruttiferi postali emessi in anni precedenti la data di entrata in vigore della norma.

c)       Prodotti postali senza deposito

Sono in possesso di buoni fruttiferi postali acquistati nel 2004 per un ammontare di 6.000 Euro, i quali verranno liquidati alla scadenza del ventesimo anno successivo alla data di sottoscrizione. Vorrei sapere se sono soggetto al pagamento dell’imposta di bollo, visto che nel mio caso non vi sono intermediari depositari.

Poiché i suddetti buoni fruttiferi postali eccedono complessivamente i 5.000 Euro, da un’interpetrazione letterale della norma, dovrebbe scontare l’imposta di bollo annua.  Al momento nulla è previsto in merito all’assolvimento dell’imposta in mancanza del suddetto deposito.

d)      Polizze Unit e Index, come si applica l’imposta?

Sono contraente di più polizze vita a carattere prevalentemente finanziario presso la stessa compagnia, in questo caso dovrei pagare un’imposta unica o per ogni singola polizza? (Es. 10 polizze da 8.000 Euro nel 2012 pagano 80 Euro o 342 Euro?)

L’imposta  di bollo in misura proporzionale è dovuta sulle comunicazioni alla clientela relative ai prodotti e strumenti finanziari anche relativamente a quei prodotti non soggetti ad obbligo di deposito, a esclusione dei fondi pensione e dei fondi sanitari. Pertanto, considerando che il presupposto della tassazione è rappresentato dalla comunicazione, se la comunicazione è inviata all’investitore è relativa a tutte le sue polizze vita sottoscritte, l’imposta di bollo sarà calcolata sul valore complessivo delle polizze (80.000 Euro).  Qualora invece sia effettuate comunicazioni separate per ogni singola polizza, l’imposta proporzionale sarà effettuata nella misura minima di 34,20 Euro per ogni singola comunicazione della stessa.

Dott. Marco Monte

5 marzo 2012

PER LE VOSTRE DOMANDE,  QUESITI O CURIOSITA’ POTETE INVIARE UNA E-MAIL  A

 

[email protected]

 

N.B.Questo documento non costituisce o contiene offerte, inviti ad offrire, messaggi promozionali o sollecitazione all’acquisto o alla vendita di strumenti finanziari rivolti al pubblico.

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook