Sospiri. Un amore di contrabbando, tra bionde e sirene

Sospiri. Un amore di contrabbando, tra bionde e sirene

C’è una città reale nel racconto a volte fantastico di Gabriele Genovese, con la regia Elisabetta Carosio sul palco del Teatro Linguaggi Creativi di Milano, dal 16 al 18 marzo 2018

É Brindisi, affacciata sul mare, col suo porto a forma di testa di cervo o di gambe aperte di una donna. Un approdo sicuro dal 1980 al 2000 (operazione Primavera) per il contrabbando delle bionde, le sigarette. In città tutti le fumano: giudici, avvocati finanzieri, operai.

Lo Stato tollera, rinunciando agli incassi del monopolio, perchè consapevole del fatto che il contrabbando sia un ammortizzatore sociale, un lavoro, una professione, per tante famiglie, per tante persone.

Mimì è una di queste, un giovane un po’ “tocco” che però guida la mitica alfetta come nessun altro. Lo hanno soprannominato Mimì fuggi-fuggi perchè riesce sempre a sfuggire a carabinieri e finanzieri. È l’asso del contrabbando.

Attorno a lui ruota un’intera comunità. C’è Nello, l’amico fraterno, con cui è sorpreso in mezzo al mare da una tempesta. Nello si salva, Mimì è dato per morto. Ma torna dopo tre giorni, coperto di alghe e detriti marini; salvato, dice lui, da una sirena. É Leucasia, trovata nell’attimo di un sospiro, che per Mimì si trasforma in eterno.

Leucasia, quasi come Lighea per Tomasi di Lampedusa è la tensione ad innalzarsi verso il sublime, il sogno, oltre il banale, il visibile, la finitezza. Un amore impossibile, quasi da contrabbando nella storia di Genovese.

C’è poi il sarto Nino, lo zio Rosario, la mamma di Mimì, che non vuole vedere la differenza tra il figlio sano e Mimì e che ogni sera cucina un piatto di pesce che Mimì porta sulla spiaggia aspettando la sua sirena.

Si è anche fatto fare un elegante vestito grigio chiaro per andarle incontro alla velocità dell’alfetta, anzi no, a quella del sogno…

Genovese è solo su un palco disadorno. Sullo sfondo qualche rete da pesca appesa ed una sedia impagliata. Come un aedo moderno ci dipinge, tra fantasia e onomatopee dialettali, un’intera comunità di povera gente, mettendosi una giacca, un cappello o sfilandosi la camicia.

Sono storie quotidiane di individui semplici, che da secoli subiscono oppressioni; storie, come specchi della nostra complessa umanità, sullo sfondo della Storia.

Teatro Linguaggicreativi, Via Villoresi 26, Milano

Tel. 0239543699 [email protected]

Sospiri. Un amore di contrabbando

di e con Gabriele Genovese | regia Elisabetta Carosio

produzione Compagnia Lumen.Progetti,arti,teatro

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