Freud o l’interpretazione dei sogni, i ricordi non elaborati

Freud o l’interpretazione dei sogni, i ricordi non elaborati
FREUD o l’interpretazione dei sogni di Stefano Massini riduzione e adattamento Federico Tiezzi e Fabrizio Sinisi regia Federico Tiezzi scene Marco Rossi, costumi Gianluca Sbicca luci Gianni Pollini, video Luca Brinchi e Daniele Spanò movimenti Raffaella Giordano, preparazione vocale Francesca Della Monica trucco e acconciature Aldo Signoretti con (in ordine alfabetico) Umberto Ceriani, Nicola Ciaffoni, Marco Foschi, Giovanni Franzoni, Elena Ghiaurov, Fabrizio Gifuni, Alessandra Gigli, Michele Maccagno, David Meden, Valentina Picello, Bruna Rossi, Stefano Scherini, Sandra Toffolatti, Debora Zuin produzione Piccolo Teatro di Milano - Teatro d’Europa Piccolo Teatro Strehler dal 23 gennaio all’11 marzo 2018

Freud o l’interpretazione dei sogni è la nuova produzione del Piccolo Teatro di Milano, imponente per cast di attori, luci, costumi, video, scene e movimenti coreografici.

É la trasposizione teatrale del libro L’Interpretazione dei sogni dove Freud si avventura nell’onirico per studiare la natura irrazionale della mente e le motivazioni inconsce dell’agire umano.

Fu pubblicato nel 1899 ma per volontà dell’autore la data impressa sul libro fu 1900. In questo cambio voluto c’è forse la consapevolezza di entrare in un secolo nuovo, con un nuovo sguardo.

La Vienna dove Freud ha vissuto sino a quel momento, è stata la capitale del grande impero austroungarico, secondo per estensione all’impero russo, con lingue, etnie e religioni diverse. La monarchia era il contenitore capace di garantire stabilità e continuità con il liberalismo illuminato di Francesco Giuseppe, la tolleranza, la fiducia nel progresso e il culto prettamente asburgico di ordine, obbedienza e sicurezza. Vienna era diventata la capitale culturale e scientifica, con università, valzer, opera e caffè.

Ma la positività ottocentesca comincia ad incrinarsi a fine ‘800, mentre va profilandosi il crollo dell’impero asburgico. É in questa atmosfera tra Klimt e Schnitzler,  considerato da Freud esploratore del profondo, che viene pubblicato L’interpretazione dei sogni.

Senza più un contenitore ci si sente smarriti, impauriti, sfiduciati. E si scivola nella sfera privata e psicologica.

Stefano Massini, che firma la drammaturgia, parte proprio dal racconto dei pazienti smarriti e in preda a nevrosi che raccontano a Freud i loro sogni. Si ferma su di loro, dà al pubblico la possibilità di conoscerli umanamente, di provarne compassione.

La bella Tessa per esempio, ci incanta con il suo sogno del vaso di viole- violette-violata-violenza; Elga K ci intenerisce nella sua postura raggomitolata, schiacciata dalla militare presenza del marito che censura i suoi sogni dove l’orologio, il denaro e i ragazzi d’oro rimandano al trauma della morte del figlio.

Ognuno di loro porta un sogno, un frammento che la regia di Federico Tiezzi compone in un mosaico a volte spettrale, come spettrali sono i volti sofferenti dei pazienti che bussano allo studio dello psicanalista, interpretato da Fabrizio Gifuni.

Lui è dritto sul palco. Ha capito che chi non riesce a spiegare la formazione e il significato del sogno non può riuscire a comprendere le fobie, le ossessioni, le nevrosi e non può perciò intervenire terapeuticamente su di esse; ha capito che il sogno è una struttura psichica che ha una relazione con l’attività mentale razionale, con la vita cosciente; che è perdita di controllo, laddove invece l’educazione impone di averlo; che è la trascrizione di un altro sistema di espressione che non sappiamo di sapere e che deve essere decifrato non nella sua totalità, ma pezzo pezzo con l’aiuto del sognatore stesso.

Ha capito, ma la voce talvolta perde la sicurezza, e la postura la granicità; teme di attribuire le sue idee ai pazienti, ricavandone conclusioni arbitrarie. É un pioniere e si muove su un percorso incerto senza strumenti, scontrandosi con i suoi stessi pazienti. Si sente nudo, fragile e cosi appare in una scena, incapace di arrestare un lento corteo funebre mosso da pulsioni di morte e distruttività.

Freud o l’interpretazione dei sogni, colpisce per la costruzione lenta ma spettacolare, che sembra inversamente proporzionale alla decostruzione dei sogni dei pazienti. Bravissimi tutti gli attori; oltre a Fabrizio Gifuni, Umberto Ceriani, Nicola Ciaffoni, Marco Foschi, Giovanni Franzoni, Elena Ghiaurov, Alessandra Gigli, Michele Maccagno, David Meden, Valentina Picello, Bruna Rossi, Stefano Scherini, Sandra Toffolatti, Debora Zuin.

Il Chiostro Nina Vinchi (via Rovello 2), ospita un ciclo di otto incontri (uno in programma nella sede di Banca Intesa Sanpaolo), sempre alle ore 17. L’ingresso è gratuito con prenotazione sul sito del Piccolo: www.piccoloteatro.org

 

Piccolo Teatro Strehler (largo Greppi – M2 Lanza), dal 23 gennaio all’11 marzo 2018

Freud o l’interpretazione dei sogni

da Sigmund Freud, di Stefano Massini

riduzione e adattamento Federico Tiezzi e Fabrizio Sinisi, regia Federico Tiezzi

scene Marco Rossi, costumi Gianluca Sbicca

luci Gianni Pollini, movimenti Raffaella Giordano

preparazione vocale Francesca Della Monica

con Fabrizio Gifuni

e con (in ordine alfabetico)

Umberto Ceriani, Nicola Ciaffoni, Marco Foschi, Giovanni Franzoni, Elena Ghiaurov, Alessandra Gigli, Michele Maccagno, David Meden, Valentina Picello, Bruna Rossi, Stefano Scherini, Sandra Toffolatti, Debora Zuin

produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa

foto di scena Masiar Pasquali

Orari: martedì, giovedì e sabato, ore 19.30;

mercoledì e venerdì, ore 20.30 (salvo mercoledì 28 febbraio ore 15, per le scuole)

domenica, ore 16. Lunedì riposo.

Prezzi: platea 33 euro, balconata 26 euro

Informazioni e prenotazioni 0242411889 – www.piccoloteatro.org

News, trailer, interviste ai protagonisti su www.piccoloteatro.tv

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook