La fabbrica dei bottoni di sughero, il Teatro Marconi di Roma all’insegna del noir

La fabbrica dei bottoni di sughero, il Teatro Marconi di Roma all’insegna del noir
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La Fabbrica dei Bottoni di Sughero è una commedia noir, in scena il 30 e il 31 gennaio al Teatro Marconi di Roma. Due appuntamenti al Teatro Marconi per uno spettacolo che è andato in scena al Teatro Cyrano dal 25 al 28 gennaio e ancor prima al Teatro Spazio Diamante dal 15 al 17 dicembre scorso. Scritta e diretta da Marco Cecili, prodotta da Surreale Produzioni in collaborazione con Ass. Culturale Quattr’etresette e OTTO P Management, la commedia vede come protagonisti gli attori Luca Capuano e Ludovico Fremont, noti al pubblico televisivo, e gli emergenti Stefania Chiara Cavagni e Gianni Alvino.

Si tratta di una commedia noir, di un giallo che prende le mosse dal ritrovamento del cadavere del ricco Bernie, ucciso da un ignoto assassino. La prima a scoprire il cadavere è la compagna di Bernie, Marie, il cui urlo straziante richiama l’attenzione di Dondolo, fratello di Bernie. Sul luogo del misfatto giunge l’Ispettore Gallican, a cui si chiede di scovare l’assassino, e Motello, amico di Bernie e amante di Marie. Le indagini sulla morte di Bernie hanno inizio in un susseguirsi di accuse reciproche tra i personaggi, tentativi fallimentari dell’Ispettore Gallican di conquistare la suadente Marie, che ha occhi solo per Motello.

Non abbiamo ancora menzionato tutti gli elementi che compongono la scena, anzi non abbiamo ancora introdotto la vera ed indiscussa protagonista della commedia, vale a dire una scatola. La scatola contiene gli ultimi 100 esemplari al mondo di bottoni di sughero, prodotti da una fabbrica ormai dismessa, i cui proprietari sono stati uccisi. I bottoni sprigionano una sorta di magia nera, di sortilegio, tale che tutti i personaggi in scena ne sono attratti in maniera malvagia, li vogliono, li bramano. Ognuno di essi è convinto che i bottoni debbano appartenergli di diritto, tutti dunque risultano essere potenziali assassini di Bernie, poiché tutti avrebbero potuto desiderare la sua morte per prendere possesso della scatola.

Il tutto risulta alquanto surreale se si pensa che l’oggetto di contesa sono dei bottoni di sughero. Ma la trama metterà in luce come un oggetto desiderato così ardentemente possa portare uomini e donne a gesti crudeli, macchinazioni di delitti e misfatti in una lunga serie di retroscena, che pian piano verranno alla luce. La gamma dei sentimenti, dall’amore puro alla sofferenza, non trovano accoglimento; né vincoli di parentela né legami di amore possono costituire un freno alla cupidigia e all’avidità. La brama dei bottoni giustifica e fonda i più sordidi inganni.

La commedia si svolge in un crescendo di toni e stili diversi. Il sarcasmo e l’ironia la fanno da padrone  nella caratterizzazione iniziale dei personaggi, un po’ eccentrici nei loro difetti e nei loro vezzi, che li fanno assomigliare a caricature o macchiette. L’infittirsi della storia e il venire a galla della verità colorano le scene di toni più grigi e tristi, a tratti macabri e violenti, a tratti colmi di disperazione. Tutto ciò a testimonianza di come nella vita dell’uomo gli eccessi di passioni e sentimenti possano accompagnarsi insieme fino al raggiungimento degli esiti più drammatici.

Se volete conoscere il finale inaspettato de La fabbrica dei bottoni di sughero, non vi resta che andare questa sera 31 gennaio, alle ore 21:00 al Teatro Marconi di Roma per scoprirlo!

Teatro Marconi
Viale Guglielmo Marconi 698 E
Orari: martedì 30, mercoledì 31 gennaio ore 21:00
Info: 06 5943554

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