Sorelle Materassi, la cattiveria ironica e leggera di Palazzeschi

Sorelle Materassi, la cattiveria ironica e leggera di Palazzeschi

Sino al 29 gennaio 2018, al Teatro Franco Parenti di Milano, è in scena Sorelle Materassi, romanzo di Aldo Palazzeschi, pubblicato nel 1934.

L’ adattamento è di Ugo Chiti che restituisce nella narrazione in dialetto toscano, quel sorprendente miscuglio di pathos e ironia, grottesco e pietà che contraddistingue questa opera.

La bella scena di Roberto Crea ci mostra l’interno ordinato e equilibrato di casa Materassi, ma lascia intravedere dalla grande finestra ad arco che da su un giardino,  un tortuoso ciliegio preso d’assalto da gazze e corvi.

La regia di Geppy Gleijeses ricostruisce perfettamente, senza attualizzazioni, questo mondo fermo, provinciale, ristretto di inizio secolo, dove c’è spazio solo per la dedizione al lavoro, la cura per il particolare, l’ordine. Come in una delle scene iniziali, dove le due sarte, prima di passare in sala da pranzo, ripongono minuziosamente i tessuti ai quali stanno lavorando, piegano con precisione il candido grembiule da lavoro e ricoprono con cura il tavolo da lavoro con un panno immacolato.

In scena tre splendide attrici: Lucia Poli, raffinatamente ironica, Milena Vukotic soave e leggera come sempre, e la dirompente Marilù Prati.

Le Sorelle Materassi, Teresa e Carolina, sono figure di donne umili, senza amore; non sono mai “state smaneggiate” da uomini, e, pur nella loro pocaggine, conservano una bella anima.

Grazie al loro accurato e infaticabile lavoro di sartine, si sono guadagnate la stima della migliore borghesia fiorentina riuscendo a risanare i debiti ed ad estinguere le cambiali che il padre dissoluto aveva lasciato loro in eredità.

Hanno accolto in caso una terza sorella, Giselda, abbandonata dal marito nobile e lussurioso, che ha una visione disincantata della vita e mal tollera i ritmi asfittici e ripetitivi delle sorelle.

In  casa delle Sorelle Materassi regna comunque una certa armonia, grazie anche alla figura positiva e rubiconda dell’affezionata domestica Niobe, Sandra Garuglieri.

Ma quando esse decidono di prendere in casa il figlio piccolo e bellissimo della sorella morta, questo equilibrio si incrina. In lui le due sorelle vedono il marito, il figlio che hanno sempre segretamente desiderato.

Remo cresce sempre più viziato, nell’ammirazione cieca e sensuale delle due donne. Privo di qualsiasi scrupolo morale ed interessato solo alla bella vita, finisce col derubarle di tutti i loro averi, e col abbandonarle sul lastrico, prive di dignità.

Quasi a sottolineare che la colpa di questa fine è da attribuire alla loro ingenuità caricaturale e alla repressione delle passioni, la scena si chiude con le due sartine che insieme a Niobe, guardano estasiate le foto di Remo seminudo.

Lo spettacolo è inserito all’interno di Novecento Italiano, il Palinsesto di iniziative culturali che attraversano Milano lungo il 2018, per esplorare, raccontare, e riflettere sulle espressioni culturali, sociali ed economiche del secolo scorso, che hanno contribuito in maniera determinante alla costruzione del nostro presente.

 

Teatro Franco Parenti, Via Pier Lombardo 14 – 20135 Milano
www.teatrofrancoparenti.it tel. 0259995206
[email protected]

Orari: mar h 20.00, mer h 19.30, gio h 21.00, ven h 20.00,

sab h 20.30, dom h 16.00
matinée scolastica h 11.00 Giovedì 11 Gennaio
durata: 90 min.

Prezzi: intero, prime file biglietto unico 38€; I e II settore 30€; III settore 23,50€ convenzioni (escluso prime file) > 21€
over65/ under 26 (escluso prime file) > 18€ + diritti di prevendita

9 – 21 gennaio 2018

Sorelle Materassi

di Aldo Palazzeschi
adattamento Ugo Chiti
con Lucia Poli, Milena Vukotic
e con Marilù Prati
e Gabriele Anagni, Sandra Garuglieri, Luca Mandarini, Roberta Lucca
regia Geppy Gleijeses
scene Roberto Crea
luci Luigi Ascione
costumi Ilaria Salgarella, Clara Gonzalez Liz Ccahua coordinate da Andrea Viotti, Accademia Costume&Moda, Roma-1964
musiche Mario Incudine
produzione Gitiesse Artisti Riuniti

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