Il sindaco del Rione Sanità, il sogno di un mondo quadrato

Il sindaco del Rione Sanità, il sogno di un mondo quadrato

Dal 9 al 28 gennaio al Piccolo Teatro Grassi di Milano, va in scena Il sindaco del Rione Sanità, la commedia di Eduardo De Filippo del 1961.

É inserita nel ciclo di La cantata dei giorni dispari, una raccolta di opere dai toni comici e drammatici, su un pessimismo di fondo, scritte dal 1945 al 1973.

C’è stata la seconda guerra mondiale: Napoli, l’Italia, l’Europa sono cumuli di macerie. Ma la distruzione non è solo materiale. L’ordine sociale e morale della società, si va sgretolando. In primis, quello della famiglia.

In Il sindaco del Rione Sanità, Eduardo dipinge il crepuscolo di questo mondo, tenuto in ordine tra violenza, omertà, minacce e paternalismo da Antonio Barracano; lui è un Don che da povero capraio si è conquistato, dopo una grande ingiustizia subita e un delitto impunito, onore e rispetto nel quartiere di Sanità. Ha superato i sessant’anni, perchè tanto ci voleva per conoscere e capire come andasse il mondo sino a cinquant’anni fa.

Mario Martone che dirige per la prima volta un testo di Eduardo, decide di attualizzarlo. L’allestimento vede impegnate realtà produttive diverse: Elledieffe/NEST Napoli Est Teatro/Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale.

Lo spettatore nostalgico può restare un attimo perplesso nel vedere che Il sindaco del Rione Sanità di Martone non è anagraficamente un Don, ma un giovane boss, neanche quarantenne, stile Gomorra, che fa esercizi su una panca fitness per potenziare la tartaruga.

Sarebbe però un vero peccato perchè, restando attaccato ad un’immagine di ieri, rischierebbe di perdere la forte valenza politica, sociale e morale dello spettacolo che tiene conto anche dell’accelerazione dei nostri tempi.

La scena è il salone moderno della casa del Sindaco, col costoso tavolo da pranzo che, all’occorrenza, si trasforma in tavolo operatorio per estrarre pallottole e ricucire ferite di giovani che agiscono fuori dalla legge.

É in questo salone che Antonio Barracano dirime controversie, aiuta, punisce, dispensando ordini tra forza, violenza e minacce.

Ma anche secondo una sua personale e illusoria idea di giustizia. Sogna un mondo quadrato, quasi che, la materia umana e sociale, informe, violenta e caotica, possa venire regolarizzata.

La legge, anche se buona, è per lui insufficiente perchè amministrata da corrotti.

Poichè poi la legge non ammette ignoranza, non è uguale per tutti: esclude gli ignoranti, quindi la maggior parte della popolazione. Che ha bisogno di Il sindaco del Rione Sanità per avere protezione.

C’è poi però, un’altra legge, archetipa: quella della famiglia.

É questa per Antonio l’unica vera legge perchè il codice normativo sociale esteriore, coincide con quello morale interiore.

Ed è un’altra storia, perchè la famiglia è la pietra fondante della società. All’interno della famiglia, non ci deve essere per Don Antonio, nè sangue, nè violenza, “i figli sono figli”, debbono avere un’eredità (metaforica) e non possono pagare per gli errori dei genitori. Quando nel suo salone arriva un giovane travagliato ma deciso a compiere un parricidio, Don Antonio Barracano lo impedisce al prezzo però della sua stessa vita.

Il sindaco del Rione Sanità di Martone è inserito all’interno di Novecento Italiano, il Palinsesto di iniziative culturali che attraversano Milano lungo il 2018, per esplorare, raccontare, e riflettere sulle espressioni culturali, sociali ed economiche del secolo scorso, che hanno contribuito in maniera determinante alla costruzione del nostro presente.

Piccolo Teatro Grassi (Via Rovello, 2 – M1 Cordusio)

dal 9 al 28 gennaio 2018

Il sindaco del Rione Sanità

di Eduardo De Filippo, regia Mario Martone

con Francesco Di Leva, Giovanni Ludeno

con la partecipazione di Massimiliano Gallo

e con Adriano Pantaleo, Giuseppe Gaudino, Daniela Ioia, Gennaro Di Colandrea, Viviana Cangiano, Salvatore Presutto, Lucienne Perreca, Mimmo Esposito, Morena Di Leva, Ralph P, Armando De Giulio, Daniele Baselice

scene Carmine Guarino, costumi Giovanna Napolitano, luci Cesare Accetta, musiche originali Ralph P

regista collaboratore Giuseppe Miale Di Mauro

assistente scenografo Mauro Rea, capo elettricista Giuseppe Di Lorenzo

fotografie Mario Spada, manifesto Carmine Luino

produzione Elledieffe / Nest – Napoli Est Teatro / Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale

Orari: martedì, giovedì e sabato ore 19.30;

mercoledì e venerdì ore 20.30 (salvo mercoledì 24 gennaio, ore 15 per le scuole);

domenica ore 16. Lunedì riposo.

Durata: 110 minuti senza intervallo

Prezzi: platea 33 euro, balconata 26 euro

Informazioni e prenotazioni 0242411889 – www.piccoloteatro.org

News, trailer, interviste ai protagonisti su www.piccoloteatro.tv

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