Chroma_don’t be frightened of turning: la rotazione diventa evoluzione

Chroma_don’t be frightened of turning: la rotazione diventa evoluzione

Al Teatro dell’Arte di Milano, il 16 e17 dicembre 2017, Alessandro Sciarroni ha presentato Chroma_don’t be frightened of turning the page, tappa finale del progetto Turning, incentrato sull’azione della rotazione.

Turning, vuol dire girare ma anche anche evolvere, cambiare.

L’artista  riempie la parola turning con l’azione del corpo che ruota intorno al proprio asse e si sviluppa in un viaggio psicofisico emozionale, in una danza di durata. Gira per un tempo indeterminato senza perdere l’equilibrio, scoprendo che l’azione rotatoria, il graduale aumento del ritmo e i suoni musicali, sono in grado di creare una sorta di legame ipnotico tra il performer e lo spettatore.

Gli spettatori non si siedono in platea, ma sulle sedie disposte sui quattro lati del palco; si  forma cosi, un grande spazio quadrato( bianco), con un punto nero disegnato al centro.

L’artista entra dal fondo; é in canotta, calzoncini e calzini. Percorre, un piede dietro l’altro, la diagonale immaginaria del quadrato, da angolo ad angolo. Comincia cosi,  Chroma_don’t be frightened of turning the page.

Avanti e indietro. Ma ogni volta si ferma un pò più lontano dall’angolo, sempre più vicino al centro, sino a fermarsi proprio su quel punto nero.

È li che comincia, come impossibilitato ad andare avanti ed indietro, a roteare su sè stesso. Le luci si abbassano. Il rumore lieve dei suoi piedi e del suo corpo roteante sembra accelerarsi. Spalanca le braccia, sempre continuando a roteare.

In sala cominciano a sentirsi dei suoni. Escono di volta in volta da uno dei quattro altoparlanti disposti ai quattro angoli del palco; come una staffetta sonora, il suono parte da uno degli altoparlanti e passa al secondo, leggermente amplificato, poi al terzo, infine al quarto.

Sino a che le quattro casse riproducono autonomamente dei suoni che si uniscono agli altri, si amplificano, ne inglobano altri; fino a diventare un fiume che ha raccolto goccie d’acqua solitarie.

Sciarroni continua sempre col suo girare ininterrotto, aiutandosi con le braccia e le mani, che sposta ora sulla fronte, ora lungo il corpo.

Cambiano le luci. La sua ombra si moltiplica a terra in tante ombre che ora  si rincorrono roteando.

La musica si abbassa fino a dissolversi. Sciarroni continua a roteare. Poi si ferma. Immobile, marmoreo, senza perdere minimamente l’equilibrio.

 

 

 

Triennale Teatro dell’Arte, viale Alemagna 6, Milano

Biglietteria, T. 02 72434258, e-mail [email protected]

 

Alessandro Sciarroni (IT)

Chroma_don’t be frightened of turning the page

ideazione, performance: Alessandro Sciarroni

luce: Rocco Giansante

drammaturgia: Alessandro Sciarroni e Su-Feh Lee

musica originale: Paolo Persia

styling: Ettore Lombardi

sviluppo, promozione, consiglio: Lisa Gilardino

cura amministrativa: Chiara Fava

cura tecnica: Valeria Foti e Cosimo Maggini

ricerca: Damien Modolo

produzione Corpoceleste_C.C.00# e Marche Teatro – Teatro di rilevante interesse culturale

coproduzione: Le Centquatre, CCN2 – Centre chorégraphique national de Grenoble,

Les Halles de Schaerbeek

la creazione dello spettacolo è stata ospite di: Dialoghi – Residenze delle arti performative a Villa Manin, progetto del CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia e Azienda Speciale Villa Manin

con il contributo di: Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia

sviluppato come parte di: Migrant Bodies presso il Centro per la Scena Contemporanea Bassano del Grappa, La Briqueterie – Centre de Développement Chorégraphique du Val de Marne, Circuit-Est, The Dance Centre, HIPP The Croatian Institute for Dance and Movement e come parte di: La Biennale di Venezia – Biennale College 2015

durata: 40’

 

 

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