L’importanza di chiamarsi Ernesto: bomba di humor contro la società benpensante

L’importanza di chiamarsi Ernesto: bomba di humor contro la società benpensante

Se anche voi vi siete sempre chiesti quale sia L’importanza di chiamarsi Ernesto, sappiate che sino al 10 dicembre 2017, potrete scoprirlo tra tante risate, al teatro Elfo Puccini di Milano.

Grazie a Ferdinando Bruni e Francesco Frongia, che ne firmano regia, scene e costumi, e ad un cast di attori scoppiettanti, sarete catapultati nell’universo di Oscar Wilde (1854/1900).

L’importanza di chiamarsi Ernesto è stata infatti la sua ultima opera teatrale. Ebbe un brillante esordio; seguito, nel giro di pochi mesi, da una condanna ai lavori forzati.

Contiene infatti, oltre al culto del piacere anche al di là della morale comune, i temi cari allo scrittore: l’importanza delle apparenze, della menzogna, della cultura confusa col nozionismo, del denaro.

Può sembrare una commedia frivola ma per gente intelligente, ricca di codici e allusioni nascoste (omosessuali) e di critica al perbenismo vittoriano della fine del XIX secolo.

L‘Inghilterra della regina Vittoria era infatti molta attenta alla facciata nobile e filantropa; ma dietro ad essa, si nascondevano, specie nelle città, povertà e degrado delle classi operaie sempre più vaste e meno pagate (ricordate i racconti di Charles Dickens 1812/1870 ?); i matrimoni combinati avvenivano anche tra preadolescenti; l’età legale per il consenso sessuale era di 12 anni, cosa che avallava notevolmente prostituzione infantile e pedofilia; le malattie veneree legate alla prostituzione molta diffusa per necessità economica delle donne, erano diventate una piaga sociale al punto che fu necessario promuovere pratiche repressive di pulsioni sessuali.

Wilde, sofisticato provocatore, critico sovversivo e moderno, punito dalla società benpensante per le sue inclinazioni sessuali e gli atteggiamenti di libero pensatore, getta allora una bomba di humor, di battute e aforismi; che, pur non essendo mai grossolani, perchè detti con grazia e raffinatezza, sono capaci però di squassare l’opinione pubblica.

Bruni-Frongia ributtano questa bomba sul palco dell’Elfo, arricchendola di musica e di costumi sgargianti tra pop parodia e satira.

L’intera commedia gioca sul suono inglese del nome Ernest uguale a quello dell’aggettivo earnest, che vuol dire onesto, serio, affidabile.

I protagonisti maschili, dueamici  gentlemen, scoprono di aver ideato uno stesso strattagemma. Per fuggire agli obblighi famigliari, professionali, morali e sociali si sono inventati un doppio: Jack, che abita in campagna, dove è anche il tutore morigerato della giovane Cecily, per poter scappare a Londra si è inventato l’esistenza di un fratello scapestrato di nome Ernesto che vive proprio nella capitale; il suo amico Algeron, che invece vive a Londra, si è inventato un amico invalido chiamato Bunbury, che gli permette frequenti scappatelle in campagna.

Ci sarà un corto circuito quando i due, che dicono di chiamarsi Ernest, si innamoreranno uno della cugina di Algeron, l’altro della pupilla di Jack. Nessuno dei due vuole dare il conseso all’altro per il matrimonio, proprio perchè entrambi conoscono la loro doppia natura. Mentre invece, entrambe le signorine vogliono sposarsi con quello che credono si chiami Ernest perchè questo nome fa vibrare qualcosa dentro di loro. Non sono interessate a sapere che vita conduca Ernest, che oltretutto non si chiama cosi nella realtà; ma solo al nome perchè è più importante chiamarsi Ernesto che essere earnest, cioè onesti.

Bravissimi tutti gli attori: divertenti, divertiti e sincronizzati alla perfezione in questa “bomba” di spettacolo.

Teatro Elfo Puccini, corso Buenos Aires 33, Milano

Info e prenotazione: tel. 02.0066.0606 – [email protected] Martedì / sabato ore 20.30, domenica ore 16.00 (domenica 3 dicembre, ore 15.30).

Prezzi: Intero € 32.50, Ridotto € 17, Martedì € 21,50

www.elfo.org

L’importanza di chiamarsi Ernesto

di Oscar Wilde

regia, scene e costumi Ferdinando Bruni e Francesco Frongia

luci Nando Frigerio

suono Giuseppe Marzoli

produzione Teatro dell’Elfo

con

Ida Marinelli Lady Bracknell

Elena Russo Arman Gwendolen Fairfax

Giuseppe Lanino John Worthing

Riccardo Buffonini Algernon Moncrieff

Luca Toracca Reverendo canonico Chasuble

Cinzia Spanò Miss Prism

Camilla Violante Scheller Cecily Cardew

Nicola Stravalaci Merriman / Lane

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook