Play Strindberg: la seduzione della cattiveria grottesca

Play Strindberg: la seduzione della cattiveria grottesca

Play Strindberg è la commedia tragica di Friedrich Dürrenmatt in scena al Teatro Menotti di Milano sino al 3 dicembre 2017.

Ed è sicuramente uno spettacolo da vedere perchè, la sapiente e calibrata regia di Franco Però e la credibilità scenica dei tre bravi attori, restituiscono l’universo letterario pervaso da critica sociale e toni satiricogrotteschi di Dürrenmatt, scrittore satirico e drammaturgo svizzero, nonché pittore.

In Play Strindberg, riscrittura di Danza macabra del drammaturgo svedese Strindberg (1849/1912), Dürrenmatt si concentra sul primo nucleo societario, la famiglia, per sezionare quei fili ingarbugliati, quelle ragnatele di relazioni capaci di prendere pieghe tragico-grottesche.

Tre i personaggi: moglie, Maria Paiato, marito, Franco Castellano e il cugino-amante, Maurizio Donadoni. I primi due, si accingono a festeggiare i loro 25 anni di matrimonio.

Sono stati 25 anni di calvario, di gioco al massacro, in un isolamento sterile. Vivono infatti isolati da tutto e tutti, su un’isola, in una vecchia torre, abbandonati dai domestici, dalla fede religiosa, dallo spirito epico.

Lui capitano dell’esercito mai arrivato ad essere promosso maggiore, nonché scrittore fallito ed ora anche malato; lei in gioventù attrice sconosciuta.

Entrambi ora, una di fronte all’altro si rinfacciano con un linguaggio sarcastico, asciutto, cinico, i fallimenti reciproci, continuando ad attribuire all’altro, la responsabilità dei propri.

Si muovono sulla bella scena ( Antonio Fiorentino) che riproduce un interno borghese delimitato da corde come se fosse un ring. Al suo interno i due lottano, in undici combattimenti a tempo.

Sono come due immagini riflesse in uno specchio; incapaci da sole di definirsi, hanno bisogno dello scontro con l’altro e di questa danza di morte per sentirsi vive.

Ciascuno conosce le mosse dell’altro, come in un macabro gioco di scacchi, ma fuori dal gioco c’è il nulla. L’entrata in scena del cugino-amante, non riuscirà a scalfire questo legame malato, diabolico e distruttivo.

Ma non immaginatevi qualcosa di tragicamente disperato: la grandezza della pièce, perfettamente riprodotta da regista e attori, sta nel ricostruire una sottile presa in giro della società, delle apparenze, dei legami.

I personaggi vi sedurranno per la loro cattiveria grottesca.

Dopo aver oscillato tra tragedia e commedia, il finale si chiude con l’ironia, sintesi perfetta di entrambe.

Lo spettacolo è coprodotto dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Artisti Riuniti, Mittelfest 2016.

Bella la scena, i costumi e le luci.

Teatro Menotti, Via Ciro Menotti 11, Milano – tel. 02 36592544 – [email protected]

Play strindberg

di Friedrich Dürrenmatt

traduzione Luciano Codignola

con

Maria Paiato – Alice

Franco Castellano – Edgar

Maurizio Donadoni – Kurt

regia Franco Però

scene Antonio Fiorentino

costumi Andrea Viotti

luci Luca Bronzo

musiche Antonio Di Pofi

Durata 75 minuti senza intervallo

Prezzi : intero 28.00 € + 1.50 € prevendita

ridotto over 65/under 14 – 14.00 € + 1.50 € prevendita

martedì e mercoledì posto unico 14.00 € + 1.50 € prevendita

Orari Biglietteria:Dal lunedì al sabato dalle ore 15.00 alle ore 19.00

domenica ore 14.30 | 16.30 solo nei giorni di spettacolo

Acquisti online con carta di credito su www.teatromenotti.org

Orari Spettacoli:martedì, giovedì e venerdì ore 20.30

mercoledì e sabato ore 19.30 (eccetto le prime ore 20.30)

domenica ore 16.30

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