La trilogia della villeggiatura: pagine di diario di fine settecento

La trilogia della villeggiatura: pagine di diario di fine settecento

Trilogia della villeggiaturaDal 4 aprile al 12 maggio 2013, Quelli di Grock presentano al Teatro Leonardo da Vinci di Milano, La trilogia della villeggiatura, una rielaborazione del trittico di commedie di Carlo Goldoni, scritto e rappresentato nel 1761 a Venezia, poco prima della partenza per la Francia. Esso comprende: Le smanie della villeggiatura, in cui fervono i preparativi per le vacanze, “Le avventure della villeggiatura”, in cui ci si inguaia, “Il ritorno dalla villeggiatura”  in cui si paga il conto della condotta poco giudiziosa. I personaggi entrano in scena scoppiettanti e dinamici. I registi Valeria Cavalli e Claudio Intropido li hanno voluti vestiti anni cinquanta. Sulla scena, una catasta di bauli pieni di cose inutili. Entra Leonardo, il marchesino che sta dilapidando il patrimonio per vivere sopra le sue possibilità e che in villeggiatura vuole  impressionare ancor più gli ospiti soprattutto Giacinta, di cui è innamorato; poi la sorella Vittoria, che aspetta trepidante il vestito all’ultima moda da sfoggiare in villeggiatura, pronta a rimandare la partenza se il sarto non glielo consegnerà a tempo. Paolo, il  servo, che invano prova a mettere in guardia i padroni sulle spese pazze sostenute da tempo e li esorta a prudenza, economia e giudizio; Filippo, vicino di casa di Leonardo, eccitato per la partenza con sua figlia Giacinta, la cameriera Brigida, una svenevole zia Sabina e il giovane Guglielmo, che ronza intorno a sua figlia. Tutto è palpitare, sussultare, sognare, in attesa di momenti di trasgressione, di illusione o redenzione per tutti. Poi arriva la villeggiatura: Leonardo è innamorato di Giacinta, la quale però, si innamora di Guglielmo, che si finge innamorato di Vittoria per poter vedere Giacinta, mentre la zia Sabina, vecchia ricca e sola, si illude di essere amata da Fabrizio, un patetico scroccone.
Ma il ritorno dalla villeggiatura, interrotta prima del previsto, si tradurrà in un’amara ricomposizione delle regole precise del mondo borghese. Guglielmo sposerà, senza amore, Vittoria. Leonardo, dopo aver sperato invano in un aiuto del cinico e beffardo zio Bernardino, sarà costretto a lavorare per il suocero Filippo per rendere la dote di Giacinta. La zia resterà sola, avendo capito che Fabrizio cercava solo di derubarla.
In bilico tra i sentimenti scivolosi dell’animo, Giacinta si veste da sposa, alternando una danza eterea a movimenti di frustrata isteria. Anche quel secolo, illuminato da ragione e razionalità, stava morendo inghiottito dalla rivoluzione francese ed il vestito bianco di Giacinta, indossato senza entusiasmo, sogno e illusione, ma per sottostare alle convenzioni ed alla morale scevra da passioni, prepara ad altre vestizioni: quella di Madame Bovary e Anna Karenina.
Spettacolo anche per bambini, che si divertiranno per la comicità motoria dei personaggi; gli adulti apprezzeranno la maturità psicologica di Goldoni  resa perfettamente da Quelli di Grock.

Raffaella Roversi
23 aprile 2013

 

INFO:
Teatro Leonardo da Vinci – Via Ampère 1, angolo piazza Leonardo da Vinci, Milano
02 26.68.11.66 dal lun al sab dalle 15.30 alle 19.30
[email protected]
 www.teatroleonardo.it

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