Ifigenia liberata,Dagli Atridi a oggi, indagine sulla violenza

Ifigenia liberata,Dagli Atridi a oggi, indagine sulla violenza
Ifigenia Liberata. Foto ©Masiar Pasquali

Sul palco del Teatro Strehler di Milano, dal 27 aprile al 7 maggio 2017, va in scena Ifigenia liberata, Dagli Atridi a oggi, indagine sulla violenza, una coproduzione LuganoInScena e Piccolo Teatro di Milano .

Il regista è Carmelo Rifici che lavora nuovamente con la drammaturga Angela Demattè; il testo attinge non solo ad Eraclito, ma anche a Omero, Eschilo, Sofocle, Euripide, René Girard, Antico e Nuovo Testamento.

Ifigenia liberata segue lo schema di un workshop finalizzato ad indagare la relazione tra violenza e sacrificio. Tutti domandano qualcosa o esternano le loro considerazioni: gli attori chiedono aiuto al regista per fare una scena, questi spiega loro come devono farla per far sentire al pubblico certi sentimenti, la drammaturga sottolinea cosa intenda dire nel testo, il regista la contraddice tagliando corto con una frase un po’ decontestualizzata “ma tanto a te piace il formaggio anche sulla pasta con le vongole”.

Ne risulta una frammentazione di scene, interrotte da considerazioni o domande di tutti, che hanno come obiettivo quello di guidare il pubblico attraverso il percorso artistico; continua anche dietro la scena ed è filmato su un grande schermo. Talvolta invece la porta si apre e gli spettatori seguono gli attori in questo spazio dietro lo spazio.

Ifigenia liberata inizia con la narrazione di Caino che sente crescere tra le sue viscere una forza omicida mista a rabbia e invidia per Abele. Da queste viscere sembra nascere il serpente tentatore di Eva. A forma di viscere è anche il labirinto dove si nasconde il Minotauro, il mostro, che Teseo, grazie ad Arianna, riesce ad uccidere.

La razza umana ha quindi in comune la violenza. Per incanalarla nasce il sacrificio che legittima la coscienza ad uccidere e la libera dalla colpa.

L’idea del sacrificio comincia a serpeggiare anche per placare la rabbia dei soldati greci impossibiliti, per mancanza di vento, a partire per Troia; l’indovino Calcante pronuncia il nome di Ifigenia, la giovane e bella figlia di Agamennone principe dei Greci, avido di potere e di gloria. Il sacrificio, come la guerra, esige la morte perchè un nuovo equilibrio si ricomponga; solo sentendo la vertigine del disumano, si può ritornare a sentire l’umano.

Ed è cosi che Ifigenia si erge a simbolo di ricomposizione di unità, di salvatrice. Si prepara al sacrificio felice di immolarsi per la Grecia, convinta di essere cosi accettata ed amata dal padre, pronta ad urlare la distruzione di Troia. Il suo sacrificio sembra simile a quello dei giovani devoti all’Isis.

Il pubblico più giovane si lascia guidare da questo format.

Chi, come la sottoscritta, ha più primavere alle spalle, prova un pizzico di frustrazione per questa guida didascalica non richiesta che dà una direzione univoca a sentimenti e parole: si sente defraudato della bellezza policroma delle stesse, del piacere di vederle diventare letteratura, di scoprirle; avverte come un filtro capace di contenerne l’ampiezza e i sentimenti che ne possono scaturire.

Martedì 2 maggio, ore 17, al Chiostro Nina Vinchi, la Compagnia dello spettacolo incontra il pubblico. Ingresso gratuito con prenotazione su www.piccoloteatro.org

Piccolo Teatro Strehler (Largo Greppi 1 – M2 Lanza), dal 27 aprile al 7 maggio 2017

Ifigenia, liberata

ispirato ai testi di Eraclito, Omero, Eschilo, Sofocle, Euripide, Antico e Nuovo Testamento, Friedrich Nietzsche, René Girard, Giuseppe Fornari

progetto e drammaturgia Angela Demattè e Carmelo Rifici

regia Carmelo Rifici

con (in ordine alfabetico) Caterina Carpio (Corifea/Ominide),

Giovanni Crippa (Calcante/Vecchio/Platone), Zeno Gabaglio (musicista),

Vincenzo Giordano (Menelao),Tindaro Granata (regista), Mariangela Granelli (drammaturga),

Igor Horvat (Odisseo), Francesca Porrini (Corifea/Ominide), Edoardo Ribatto (Agamennone), Giorgia Senesi (Clitennestra), Anahì Traversi (Ifigenia)

scene Margherita Palli, costumi Margherita Baldoni

maschere Roberto Mestroni, musiche Zeno Gabaglio

disegno luci Jean-Luc Chanonat, progetto visivo Dimitrios Statiris

in video Maximilian Montorfano, Jacopo Montorfano e Agnese Chiodi

illustrazioni e animazioni Stefano Bruscolini

produzione LuganoInScena

in coproduzione con LAC Lugano Arte e Cultura, Piccolo Teatro di Milano-Teatro d’Europa

e Azimut, in collaborazione con Spoleto Festival dei 2Mondi, Theater Chur

con il sostegno di Pro Helvetia, Fondazione svizzera per la cultura

Orari: martedì, giovedì e sabato, 19.30; mercoledì e venerdì, 20.30; domenica, 16. Lunedì riposo.

Durata: 150 minuti più intervallo

Prezzi: platea 33 euro, balconata 26 euro

Informazioni e prenotazioni 0242411889 – www.piccoloteatro.org

News, trailer, interviste ai protagonisti su piccoloteatro.tv – http://bit.ly/IfigeniaLiberataTrailer

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