Il Tartufo al San Babila: ancora risate e riflessioni

Il Tartufo al San Babila: ancora risate e riflessioni

tartufo-2Se veramente è scritto nei voleri “del cielo” che il teatro S. Babila venga chiuso, nel cielo è  anche scritto che il pubblico milanese rimpiangerà a lungo questo spazio dove aleggia, nonostante le circostanze, un “pensiero positivo”. Tanti gli spettacoli in cartellone quest’anno che, lontano dall’oltraggiare la pubblica morale, la rafforzano, invitando il pubblico a riflettere, ridere e sorridere delle proprie debolezze. Ancora risate e riflessioni quindi per i milanesi che, dal 9 al 28 aprile 2013 potranno godersi  il Tartufo, ovvero l’impostore, di Molière,  per la regia di Giovanni Anfuso.
È questa una brillante commedia, rappresentata  per la prima volta alla reggia di  Versailles  il 12 maggio 1664.  Il re Luigi XIV,  pur avendo applaudito la pièce, fu costretto a proibirla per le pressanti  richieste dell’arcivescovo di Parigi,  Hardouin de Péréfixe (il “rosso e il nero”, oggi come allora!). Egli accusava Molière di dare un’immagine negativa della celeste devozione cristiana. Oltre a difendere il proprio scritto davanti al re, Molière si apprestò a modificarlo  e una seconda versione, rappresentata il 5 agosto del 1667, vide il re concorde. Ma approfittando dell’assenza del re, che assediava Lille, la santa chiesa riuscì a vietarla nuovamente. Fu solo nel 1669 che venne l’autorizzazione definitiva e la pièce da allora ha conosciuto solo successi.
Piacevolissima, attualissima e dinamica la rappresentazione di Anfuso al San Babila. Sulla scena, che resta invariata per tutto lo spettacolo, alla mobilia non barocca, si alternano le scale, che i vari personaggi, in abiti contemporanei, scendono e salgono con la stessa velocità con cui l’essere umano scende nella cecità, nella demenza e nella follia. Questo è quello che sembra essere successo ad Orgon (Franco Oppini), ricco mercante che accoglie nella sua fastosa dimora, un mellifluo ed ipocrita poveraccio, Tartuffe (Domenico Pantano). Questi, ammantandosi di devozione cristiana, riesce a impadronirsi dell’anima di Oregon, sino ad arrivare a farsi nominare unico erede dei beni, nonché sposo della  figlia. Tartuffe in realtà vuole circuire la moglie di Oregon (Corinne Clery), giustificando la voglia di possederla dalla purezza delle intenzioni; sarà lei stessa a smascherarlo con uno strattagemma.

Raffaella Roversi
14 aprile 2013

INFO:
Teatro San Babila
Cso Venezia 2/a; 20121 Milano
02/795469- 02/76002985
Dal martedi al sabato ore 21;
sabato pomeriggio ore 16;
domenica ore 15.30 e, domenica 10 marzo anche alle 19.30
www.teatrosanbabila.it

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