Attends, attends, attends: la performance visionaria di Jan Fabre

Attends, attends, attends: la performance visionaria di Jan Fabre
Theatre solo of Cédric Charron " Attends, attends, attends ( pour mon père ) directed by Jan Fabre/ Troubleyn in De Singel in Antwerp/ Belgium, Tuesday, 1st. April, 2014

Forse perchè è un seme della Triennale, Il Triennale Teatro dell’Arte a Milano ha nel suo genoma l’essere uno spazio nuovo, dove, attraverso nuovi linguaggi, si creano inedite relazioni col pubblico; Attends, attends, attends… (pour mon père), lo spettacolo in scena dal 3 al 5 marzo 2017 di Jan Fabre/Troubleyn, è per esempio un’espressione artistica che difficilmente può chiamarsi teatro. Certo, c’è un attore con la sua fisicità dirompente e generosa, ma non è un teatro danza ; c’è un testo, anche se abbozzato, ma non è prosa.

Attends, attends, attends… (pour mon père) è un nuovo format, che traduce in una performance la ricerca visionaria e indipendente di questo regista belga considerato uno dei nomi più rilevanti dell’arte contemporanea, primo artista cui il museo del Louvre nel 2008, ha dedicato un’importante mostra monografica L’ange de la metamorphose.

Il pubblico sta ancora prendendo posto mentre il teatro è già pieno di musica. É come un rombo di un aereo o meglio, quel rombo che si avverte all’interno della cabina pressurizzata mentre dal finestrino si vedono masse lanose di nuvole. Le stesse che appaiono sulla scena appena si alza il sipario: una spessa coltre di nuvole o fumo che riempiono totalmente il palco.

Tra le massi informi si distingue la sagoma del performer, vestito di rosso. É un’immagine evocativa di Caronte che scivola in una sorta di barca immaginaria lungo lo Stige per traghettare anime. È qui che la figura comincia a parlare; si rivolge al padre che l’attore sembra vedere non troppo distante. Ma ogni volta per raggiungerlo dovrà compiere viaggi di iniziazione alla scoperta di sé. Si contorce, fa l’equilibrista, salta, fa l’acrobata.

Tutto questo per raggiungere il padre nelle diverse fasi della sua vita. Aspettami, padre, aspettami, lo implora. Lasciami il tempo di sbagliare, di odorare i profumi della vita, di innamorarmi. Lasciami fare l’artista, gli dice ad un certo punto della vita, perchè cosi troverò una risposta al mio bisogno di verticalizzazione e potrò essere me stesso creando personaggi e mondi diversi. E quando raggiunge il padre, sarà in grado di stargli accanto ed accompagnarlo nell’ultimo viaggio. Perchè, grazie alla magia del teatro e alla libertà raggiunta con esso, potrà essere Caronte a tutti gli effetti.

Triennale Teatro dell’Arte

viale Alemagna 6

Milano

Jan Fabre/Troubleyn (BE)

Attends, attends, attends… (pour mon père)

testo, regia, coreografia: Jan Fabre

interprete: Cédric Charron

musica: Tom Tiest

drammaturgia: Miet Martens

video: Gertjan Biasino

luci: Jan Fabre, Geert Van der Auwera

compagnia Troubleyn / Jan Fabre

co-produzione: Festival Montpellier Danse

produzione in Italia: Aldo Grompone

durata: 60 minuti

spettacolo contenente testo in francese sovratitolato in italiano

Fabre a partire dal 2000 con As long as the world needs a warrior’s soul) è vestito di rosso fiammante e avvolto da una coltre di nebbia, che evoca fantasmi, memorie e rituali in un monologo di straordinaria forza drammatica.

Il suo privilegio è quello di conoscere la morte come nessun altro, dal momento che essa è parte costitutiva della pratica artistica: per questo, solo lui può attraversare il fiume Stige, svegliarne gli spiriti e rinviarli nel paradiso (o nell’inferno) dai quali provengono.

Jan Fabre (Anversa, 1958), dopo gli studi all’Istituto di arti applicate e all’Accademia Reale di Anversa, esordisce con performance nel solco della body-art (My body, my blood, my landscape, 1978). Nel 1980 crea il suo primo spettacolo, Theater geschreven met een K is een kater, a cui seguono This is theatre as to be expected and foreseen (1982), della durata di otto ore, e The power of theatrical madness (1984) di quattro ore. Le sue opere sono state presentate nelle più importanti rassegne internazionali, tra cui la Biennale di Venezia, la Biennale di Lione, la Biennale di San Paolo, dOCUMENTA a Kassel. È il). Ha progettato installazioni che amplificano l’approccio simbolico della sua ricerca (A consilience, 2000, Londra, The Natural History Museum; Umbraculum, 2001, Avignone, Chapelle Saint-Charles, Roma, Galleria comunale d’arte moderna e contemporanea) o sculture come Heaven of Delight nel Palazzo Reale di Bruxelles (2002), Totem a Lovanio (2004) e The man who bears the Cross nella Cattedrale di Anversa (2015). Negli ultimi anni sono state allestite sue personali al Palazzo Benzon di Venezia (Anthropology of a planet, 2007), al MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma (Jan Fabre. Stigmata, 2013) e negli spazi del centro storico di Firenze (Spiritual guards, 2016).
janfabre.be

INFO

Triennale Teatro dell’Arte

viale Alemagna 6

20121 Milano

Biglietteria

T. 02 72434258

e-mail [email protected]

Prezzi

20 euro (intero) / 15 euro (ridotto under 30/over 65/gruppi) / 10 euro (ridotto studenti)

Web
triennale.org/teatro

Ufficio stampa Triennale Teatro dell’Arte

Matteo Torterolo

[email protected]

M. 347 9579077

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