Madame Bovary, isteria di un’epoca

Madame Bovary, isteria di un’epoca

Sino al 22 gennaio 2017 al Teatro Franco Parenti di Milano, Lucia Lavia è Madame Bovary, di Flaubert, in una riscrittura contemporanea di Letizia Russo, che rende il capolavoro francese ancora più attuale. La regia di Andrea Baracco regala tutta la magia della narrazione teatrale, complici i costumi fiabeschi, le luci cangianti che assumono anche toni spettrali, la ritualità dei gesti, come quella del mercante che lascia che i suoi tessuti si srotolino sul palco come lunghi drappi orientali volanti.

La scena è a due piani, apparentemente chiara e lineare: una ringhiera soppalcata, alte grate verticali mobili appoggiate alla parte centrale e armadi a grate sui lati della scena. Ma tutto quel metallo grigio, dapprima nitido, rimanda già dopo pochi istanti, al grigiore dell’esistenza dei personaggi, e si tramuta presto in una sorte di carcere, di gabbia. É al suo interno che la giovane  Madame Bovary corre in cerchio, con isteria divorante e febbrile, come una bestia che rifiuti di lasciarsi addomesticare dalla società, che la vuole moglie ubbidiente e brava mamma.

Lei, cresciuta leggendo libri intrisi di ideali romantici, mal si adatta alla sua vita da giovane moglie di un dottore di provincia privo di ambizioni. Tutto la soffoca, la comprime: il matrimonio l’annoia; gli adulteri, illusione effimera, le lasciano rabbia e disillusione; le spese pazze la appesantiscono di oggetti che non cambiano la sua identità; la maternità è vissuta come esperienza limitante. La figlia infatti, che la sapiente regia vuole rappresentata da un diafano manichino privo di lineamenti, viene espulsa con forza, con rabbia, dalle sue ampie vesti e abbandonata sulla scena, come un feto ingombrante.

Mentre crediamo di penetrare nell’universo psicologico di Emma, in realtà siamo risucchiati dalla recitazione febbrile di Lucia Lavia che da corpo alle ambizioni, alle illusioni, alle proiezioni anche sentimentali, della Bovary, elevando un caso singolo a caso universale (l’isteria scoperta da Freud). Lo fa con grande bravura e convinzione, con civetteria, con malizia, ma anche con tratti carnali, veraci, in preda ad una fame di vita senza limite. E quando il limite appare ormai innegabile, nella figura del notaio che pignora la casa, non resta che ingerire una polvere chiara, leggera, la polvere di arsenico capace di darle, nella morte, la leggerezza tanto ricercata.

 

 

 

 

 

11- 22 gennaio 2017

LUCIA LAVIA

in

MADAME BOVARY

di Gustave Flaubert
riscrittura di Letizia Russo
con Lucia Lavia
e con Woody Neri, Gabriele Portoghese, Mauro Conte, Laurence Mazzoni, Roberta Zanardo, Elisa Di Eusanio, Xhuljo Petushi
regia Andrea Baracco
scene e costumi Marta Crisolini Malatesta
produzione Khora Teatro

PREZZO: intero: prime file 40€ / II e III settore 32€ / IV settore 25€ over65/under26: II, III, IV settore 18€convenzioni: II, III settore 22,50€ / IV settore 18€

ORARI  lun riposo; mer, ven h 19.45; mar, sab h 20.30; gio h 21.00; dom h 16.00

DURATA: durata 65 min./intervallo/75 min

INFO
Tel : 02 59 99 52 06; [email protected];

 

Sito : http://www.teatrofrancoparenti.it


App: Teatro Franco Parenti

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