” Flavia Mastrella e Antonio Rezza in scena al Bellini di Napoli con Fratto_X”

“Si può parlare con qualcuno che ti dà la voce? Si può rispondere con la stessa voce di chi fa la domanda?
Due persone discorrono sull’esistenza. Una delle due, quando l’altra parla, ha tempo per pensare: sospetta il tranello ma non ne ha la certezza. La manipolazione è alla base di un corretto stile di vita. Per l’ennesima volta si cambia forma attraverso la violenza espressiva. Mai come in questo caso o, per meglio dire,ancora come in questo caso, l’odio verso la mistificazione del teatro, del cinema, della letteratura, è implacabile. Il potere sta nel sopravvivere a chi muore. Noi siamo pronti a regnare. Bisognerebbe morire appena un po’ di più”. Parola di Antonio Rezza,  autore e  protagonista insieme  a Flavia Mastrella di “Fratto_X”, in scena dal 5 al 7 Aprile prossimi al Teatro Bellini di Napoli.

In scena, oltre a Rezza e Mastrella (curatrice tra l’altro dell’habitat), Ivan Bellavista.  Assistente alla creazione è Massimo Camilli, disegno luci di Mattia Vigo, il tutto per la produzione di Rezza – Mastrella,  Fondazione Tpe – Tsi, La Fabbrica dell’attore, Teatro Vascello.“ L’habitat Fratto_X è un impeto da suggestioni fotografiche. Le immagini raccontano la strada che corre e l’impossibilità di agire.
Scie luminose si materializzano con l’inquietante delicatezza dei fiori visti da vicino.  Fratto_X è unideogramma, insegue la leggera freschezza vibrante del tratto e il colore saturo dell’immagine in 3d. Una distesa di pelle calda organizza figure antropomorfe, sommerse dalla carne e dalla carnalità, vittime disponibili alla persuasione di massa. L’inutilità permea e comprime i personaggi che si affacciano da un divieto X. La Sedia, mezzo mutante color azzurro, pelle e ruggine, è presa in prestito dal teatro di narrazione.
Il Telecomandato geneticamente alterato e il Miracolo dell’urbanizzazione sono sculture mobili dipendenti. La carcassa del guerriero viene riproposta come presenza epica solo nella forma e nell’atteggiamento”, continua Flavia Mastrella.  Allo spettatore, non resta che il riscontro del teatro, fatto di verità, riflessi e distorsioni.

Paolo Marsico
3 aprile 2013

 

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