La crisi dei giovani italiani in scena al teatro Roma con l’opera “fuori sede”

Stefania 30 anni, laureata da 4 anni in architettura e alla ricerca di un lavoro che gli permetta di lasciare il call center. Genny, ragazzo omosessuale napoletano che ha lasciato la sua famiglia per inseguire il sogno di ballare e poter vivere liberamente la propria sessualità. Addolorata, giovane studentessa siciliana divisa tra le costrizioni materne e la nuova realtà della metropoli. Ciccio, studente siculo dalla battuta sempre pronta. Federica, figlia delle provincia contadina del Bergamasco.
Sono queste le storie che si vengono ad intrecciare nell’appartamento romano della commedia “Fuori sede”, dove i cinque giovani, inseguendo l’agognata laurea ed i propri sogni, convivono forzatamente. L’opera teatrale scritta e diretta da Luca Pizzurro, racconta, alternando momenti comici e d’intensa drammaticità, uno spaccato sui giovani della nostra penisola, che pur divisi dai diversi caratteri regionali, si ritrovano uniti nelle difficoltà del riuscire a realizzare le proprie ambizioni, rischiando di perdere se stessi nel duro scontro con la vita reale.

Mettendo in scena la quotidianità dei fuori sede, Pizzurro riesce ad affrontare senza retorica temi di forte impatto sociale, con un occhio attento alla realtà di ogni giorno. Le difficoltà della condivisione dell’appartamento tra i cinque giovani e gli esiti comici di questa convivenza, diventano la cornice ideale per poter, da un lato raccontare  gli ostacoli di un  cammino vero la laurea  lontani da casa, dagli esosi contratti di affitto in nero, alle pressioni di una famiglia ansiosa di veder ripagati i propri sacrifici,  dall’altro sviluppare  una critica ironica al mondo del lavoro sulla difficile realtà che attende i neo-laureati, costretti a lavori ben lontani dalla proprie aspettative. Emerge inoltre attraverso il confronto tra i coinquilini, in particolare grazie al personaggio di Genny, una profonda riflessione di grande impatto sul tema dell’omosessualità e l’importanza dell’accettazione delle diversità, in particolare nell’ambito famigliare.
Il ritratto dei giovani dipinto dall’opera” Fuori sede” è quello di una generazione che colpita duro e in profondità dalla crisi, sembra aver smarrito quelli che sono i propri obiettivi e certezze, non avendo trovato la scintilla per cui lottare e la strada giusta da intraprendere per fare fronte ad un destino sempre più incerto.
Da sottolineare l’ottima prova degli attori che sono riusciti ad rendere al meglio le differenze dialettali tra i cinque coinquilini, passando con grande naturalezza da situazioni e registri comici, a riflessioni dai contenuti molto forti e ricche di pathos. L’opera teatrale, consigliata sia ad un pubblico adulto che giovanile, sarà in scena al teatro Roma fino al 24 marzo.

Damiano Rossi, redazione Roma
17 marzo 2013

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