Una Guerritore emozionata presenta la sua Garland al Sistina

Una Guerritore emozionata presenta la sua Garland al Sistina

Le stelle bruciano e, per farlo, finiscono per consumano anche se stesse: lo stesso vale anche per le star dello spettacolo. È questa la riflessione che Monica Guerritore affida alla stampa presentando ‘End of the Rainbow’, il musical che ripercorre gli ultimi momenti di una delle più grandi donne dello spettacolo del ‘900: Judy Garland. Lei, attrice, cantante, che debuttò da giovanissima (è appena sedicenne quando interpreta la Dorothy del film ‘Il mago di Oz’) e che, dopo una carriera formidabile, fu consumata dalla droga e dal suo stesso, grande, talento.

Ed è proprio con ‘End of the Rainbow’ che il Sistina di Roma decide di inaugurare la sua nuova stagione che vedrà protagoniste, tra i numerosi eventi in programmazione, altre due grandi donne dello scorso secolo: Evita (Malika Ayane) e Lady Diana (Serena Autieri). Dal 19 al 30 ottobre sarà Monica Guerritore ad impersonare Garland nello spettacolo made in Broadway e rappresentato nel 2013 con una ottima accoglienza al Teatro Eliseo che cercherà di alternarsi tra lo scintillio della realtà pubblica dell’attrice americana e le dinamiche della sua vita dietro le quinte, che si concentrano nelle figure dall’amante Micky Deans (Alessandro Riceci) e dall’amicizia con il pianista omosessuale Anthony (Andrea Nicolini); il tutto accompagnato dalle note dal vivo di un trio di musicisti. Uno spettacolo che si annuncia, nonostante il finale tragico, una commedia leggera che cercherà anche di far fiorire il riso sul viso degli spettatori.

“Monica è arrivata che già era nel personaggio, che già era lì” ci racconta il regista, Juan Diego Puerta Lopez, descrivendola come una “grande attrice con un grande vissuto”. E la Guerritore gli fa eco: “in parte mi riconosco in Garland perché anche io ho fatto il primo spettacolo a 15 anni con ‘Il giardino dei ciliegi’”. Ma non è solo un paragone esteriore quello che la lega al suo personaggio, ma un legame molto più sentito e intimo che si esprime anche con qualche nota di commozione nel ringraziare un’attrice che ha saputo sorridere sempre, anche nelle sue ultime ore. La Garland si impone così come l’icona della parabola di molte celebrità, di molte donne, ci tiene a sottolineare la Guerritore: come se il loro corpo, e la loro vita, non riuscisse a sopportare tanta divinità si trovano costrette dal loro destino a dissipare se stesse per far brillare il proprio talento.

Ma per il pubblico ci sarà sul palco del Sistina solo la Garland. C’è da ringraziare per questo il suo look inconfondibile che sarà perfettamente riprodotto a partire dal nero dell’abbigliamento fino ad arrivare alle ciglia, ai capelli scuri, al rossetto. Ma soprattutto nel finale per il pubblico sarà come vederla arrivare a teatro quando, sulle note di ‘Somewhere over the rainbow’, la voce della Guerritore lascerà il posto ad una rara registrazione di Garland con una dissolvenza che si preannuncia di grande effetto.

Sarà quindi un musical dal finale tragico certo, ma che saprà anche essere leggero e che si propone di riportare in vita una grandissima attrice che ha lasciato un solco indelebile nella cultura internazionale. Sarà però anche un’opera di meta-teatro, che metterà in luce il lavoro e la fatica del fare spettacolo, i retroscena, la solitudine che può colpire anche nella fama. Ma soprattutto saranno in parte rappresentati i rapporti a volte conflittuali tra l’immagine di sé pubblica, a cui si aspira nella corsa affannosa a corrisponderle. E già c’è la promessa sul tavolo di invitare tra il pubblico anche Meryl Streep, che dovrebbe essere a Roma in occasione del Festival del Cinema: un’altra grande ospite del Sistina, in una grande programmazione.

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