Donne “usa e getta” e abusi sui minori. Al Martinitt in scena il tema della violenza

Sala gremita di pubblico al teatro Martinitt di Milano per un’occasione speciale figlia di una ricorrenza vicina che dovrebbe indurre tutti a riflettere: la violenza sulle donne
Rompiamo il silenzio”, spettacolo a tinte forti e realiste, promosso dai distretti di Milano Lions e Leo scritto e diretto da Edmondo Capecelatro, scrittore ed ex dirigente della Polizia di Stato.
Sul palco diciannove attori, che attraverso costumi, frasi, riferimenti diversi hanno voluto evidenziare il conflitto esistenziale tra l’uomo violento convinto dell’efficacia della forza come unica forma di dominio sulla donna e la donna vittima delle violenze che spiega l’orrore di questi deprecabili gesti e il percorso psicologico ed emotivo che vive la donna maltrattata e violentata.

Ma lo spettacolo non è solo violenza sulla donna. In scena anche il problema degli abusi sui minori, della pedofilia e degli stupri di massa, arma adottata nei recenti conflitti come quello nella ex Jugoslavia, che ha disseminato orrore, sgomento e violazione dei più elementari diritti dell’uomo negli ultimi cento anni.
Momento di grande tensione ed emozione è stato avvertito quando un’attrice ha descritto con le sole parole, ma facendo immaginare realmente la scena, un momento di violenza subita da una donna.
Lo spettacolo è stato anche momento di testimonianze reali di donne che, in tempi passati quando denunciare maltrattamenti era giudicato come eresia, hanno offerto il loro contributo sperando di incoraggiare le numerose donne maltrattate che non vogliono denunciare i loro compagni – aguzzini.
La festa della donna è terminata di recente. Il problema degli abusi, della violenza sulle donne e sui minori, senza dimenticare il dramma della pedofilia, resta un tema che ancora merita tutela soprattutto di natura giuridica.
Molta strada c’è ancora da percorrere. Il teatro rimane sempre una forma di denuncia sociale che accoglie la partecipazione e la comunione di intenti di vastissimi strati di pubblico, ma la palla adesso va passate alle Istituzioni, per sensibilizzarle ulteriormente su questi gravissimi problemi.

Mirko Tomasino
14 marzo 2013

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