Spettacolo il “Terrista” a Banxhurna Centro per la creatività di San Paolo Albanese (Pz): il viaggio dei viaggi

Spettacolo il “Terrista” a Banxhurna Centro per la creatività di San Paolo Albanese (Pz): il viaggio dei viaggi

Un viaggio. Cosa è un viaggio? Per alcuni una fuga da guerre ed orrori, per altri un’evasione da se stessi, per altri ancora una speranza per un futuro migliore. Molti lo considerano come simbolo di libertà, tanti come una costrizione imposta dal mondo e dagli orrori umani.

Una singola parola che assorbe in sé i significati più diversi, talora anche opposti, di una vita che è considerata come emblema stesso del viaggio: che altro è la vita se non un percorso verso noi stessi e verso gli altri, un breve cammino denso di ostacoli ma anche di altrettante soddisfazioni in direzione di obiettivi che ci poniamo e di sogni che intendiamo realizzare, in attesa di un futuro migliore?

Un viaggio è altresì un’occasione, un’opportunità di cambiamento, di progresso che può sfociare nella creazione di un mondo più pacifico, privo di violenze di ogni sorta , e solidale, dove la “diversità” viene vista come una ricchezza e non come un limite o una fonte di problemi e pregiudizi.

Tutti i misteri custoditi all’interno di questa sola parola vengono svelati nel sublime spettacolo “Terrista”, che verrà messo in scena il 25 settembre alle ore 21 a Banxhurna Centro per la creatività di San Paolo Albanese (Pz), diretto da Pera Tantiña de La Fura Dels Baus, scritto da Esteve Soler e da Ulderico Pesce, messo in scena da circa 30 artisti catalani ed italiani, tra i quali lo stesso Ulderico Pesce e Maria Letizia Gorga. Uno spettacolo che rappresenta una prima tappa della ricerca che porterà ad un lavoro ulteriore per Matera Capitale Europea della cultura 2019.

Le tappe del lavoro scenico sono articolate in tre viaggi percorsi nello spazio e nel tempo: quello del Settecento, quando i monaci bizantini arrivarono sulle coste dell’Italia perchè perseguitati e costruirono centri nevralgici sparsi sul territorio nazionale (un particolare riferimento all’interno della messa in scena è riservato agli insediamenti di Matera e delle pendici del Pollino); quello del 1400 quando la celebre figura storica di Scanderbeg portò in Italia popoli in fuga dalla Grecia e dall’Albania oppressi dai musulmani; quello, infine, attuale compiuto da popoli che continuano a scappare, giovani che emigrano per lavoro dai piccoli centri alle città, uomini in fuga dalle guerre, popoli alla ricerca di un nuovo futuro.

Per questo è stato previsto l’inserimento di profughi di vari centri di accoglienza all’interno del progetto. In un mondo come il nostro dove ormai tutti sono in fuga, chi dalla violenza, chi dalla paura, chi per divenire indipendente o cercar lavoro, questa rappresentazione teatrale vuole offrire una speranza, un auspicio in cui i viaggi non sono visti come evasioni, ma come opportunità ed occasioni da cogliere al volo; un viaggio visto come un simbolo di unità, confronto e ricchezza culturale “in guerra” contro i pregiudizi e le violenze umane.

Non mi resta che invitarvi a partecipare a questa immensa opportunità augurandovi……..BUON VIAGGIO.

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