Romeo e Giulietta in scena al Globe Theatre fino al 2 ottobre

Romeo e Giulietta in scena al Globe Theatre fino al 2 ottobre

Come non essere solidali ad un sentimento come la fratellanza in un periodo come questo, così tristemente segnato dalla divisione, dai conflitti, dall’intolleranza?

Come fare a non sentirsi fratelli e sorelle, come non condividere emozioni, come fare a dimenticare che siamo tutti uomini, ospiti della stessa Madre Terra?

Come al solito al Silvano Toti Globe Theatre una voce continua a riecheggiare, parte da lontano, dall’Inghilterra di fine Cinquecento, e ritorna rimbombante tra le mura di legno del teatro romano. E’ quella di William Shakespeare, ancora una volta. Il dramma proposto questa volta è quello di Romeo e Giulietta, i due amanti più famosi della letteratura. E se si fa capolino tra le pagine che hanno raccontato l’uomo nel tempo, si scopre che spesso l’amore, quello puro e semplice, è stato ostacolato da agenti esterni, da ingiustizie terrene. Tristano e Isotta, Paolo e Francesca, poi Renzo e Lucia in età manzoniana. Loro, assieme a Romeo e Giulietta, sono i simboli dell’amore, sentimento che non cambia, ma che muta nel tempo soltanto nel modo di celebrarlo.

La traduzione di Angelo Dallagiacoma restituisce a Gigi Proietti un testo autentico, ancora sincero nel tramandare il suo significato. E da grande uomo di teatro qual è, Proietti ha a cuore una cosa fondamentale, quella di rispettare la sacralità del testo. Il che non significa semplicemente attenersi ad una riproposizione pedissequa di ciò che Shakespeare scrisse più di quattro secoli fa. Ritenere «sacro» un testo significa mantenerne inalterate le sue vibrazioni più intime, vuol dire avere la forza (ed il coraggio) di effettuare delle scelte che sappiano trasmettere al pubblico la potenza di quel repertorio.

Proietti, per sua stessa ammissione, vede la festa a casa dei Capuleti come una specie di sliding doors, un gigantesco bivio da cui la storia può prendere direzioni imprevedibili e nuove. Da cui la scelta di ambientare la prima parte della trama in un’ambientazione contemporanea, in cui Mercuzio ed i suoi amici sono amanti del rap, mentre Giulietta è una ragazzina di buona famiglia.

Poi però i toni della sinossi cambiano, come in un grande sogno, la festa in maschera diventa la reale vita a Verona nel Trecento. I mutamenti d’abito portano con sè la paura e le atmosfere da memento mori tipicamente medievali. Paura che poi si trasforma in tragedia, causata dall’accidentale morte dei due innamorati. Ma oltre a Romeo e Giulietta, vittima di questo atroce destino, così tristemente ancorato alle imperscrutabili dinamiche della divina provvidenza, è sicuramente Frate Lorenzo, magistralmente interpretato da Gianluigi Fogacci. L’attore bolognese è infatti capace di mostrare i dissidi di un uomo vittima di un fato avverso, costretto a portare nel tempo il peso di un duplice suicidio, capro espiatorio di un finale rivelatosi così duro soltanto (e per nessun’altra ragione) a causa dell’odio tra due famiglie.

Romeo e Giulietta sarà in scena al Silvano Toti Globe Theatre fino al 2 ottobre. Entrateci ed ascoltare riecheggiare il verbo shakespeariano, mai come ora carico di significato.
Lo sentite che serve obbedire alla fratellanza?

16 settembre – 2 ottobre ore 20.45 (domenica ore 18.00)
lunedì riposo

Romeo e Giulietta

regia di Gigi Proietti
traduzione di Angelo Dallagiacoma
con
Alessandro Averone
Mimosa Campironi
Martino Duane
Diego Facciotti
Gianluigi Fogacci
Roberto Mantovani
Raffaele Proietti
Matteo Vignati

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