The Full Monty, nuove date dopo l’incredibile successo al Sistina di Roma

Un Musical, ambientato a Torino, che porta in scena il reale problema del lavoro in Italia. Nel cast di attori 2 veri disocccupati

Massimo Romeo Piparo firma un nuovo ed originalissimo adattamento dell’omonimo film cult, campione d’incassi nel 1997 e musical teatrale nel 2000. Un eccellente cast di scatenati attori è stato calorosamente accolto da un grande parterre di stampa e vip per il debutto ufficiale al Sistina. Un evento teatrale che ha segnato il “tutto esaurito” nel meraviglioso tempio della commedia musicale italiana e che è già diventato lo spettacolo dell’anno. Esilaranti i protagonisti, su tutti Paolo Ruffini ed il talentuoso Pietro Sermonti, che si è peraltro lanciato nell’interpretazione di numerosi brani, eccellendo anche in un campo diverso da quello in cui nasce e si sviluppa la sua brillante carriera. La platea appare da subito entusiasta, per poi esplodere in un boato di applausi e risate sul finale del celebre spogliarello. Inaspettati e travolgenti Marco Serafini e Simone Lagrasta, i due veri disoccupati del cast, assoldati dal regista con l’intenzionale volontà di sfidare la crisi. E’ in questo modo raggiunto l’obiettivo più ambizioso: scritturare persone che hanno avvertito su tutti gli effetti negativi della crisi (perché licenziati), offrendo loro un contratto della durata di un anno.

Estremamente divertenti i numeri di Gianni Fantoni, Sergio Muniz e Paolo Calabresi. Notevole la presenza scenica del giovanissimo “ciuffoJacopo Sarno, premiato come miglior attore al Festival del Cinema di Messina.
L’adattamento, del tutto nuovo, vede l’ambientazione in Italia e, più precisamente, è la periferia industriale di Torino a fare da sfondo alle vicende. E tra amarezza ed ironia, paure e ripensamenti, scoramenti e frenesia, si snoda uno spettacolo semplice, divertente e dalle accurate e deliziose scenografie. A completare il team creativo è la direzione musicale di Emanuele Friello e le coreografie di Bill Goodson.
Il musical FULL MONTY, è la triste storia di tantissimi lavoratori che, assieme al posto di lavoro, perdono infinite altre certezze, trovando però sempre la forza di rialzarsi. Lavoro e disoccupazione sono i protagonisti indiscussi del musical più atteso di questa nuova stagione teatrale.
Ora “The Full Monty“, dopo lo strabiliante debutto “in prima nazionale assoluta” al teatro Sistina di Roma, è pronto a calcare i palcoscenici più importanti d’Italia per offrire qualche ora di svago e divertimento. Ma proprio per la funzione sociale e culturale che il teatro vuole trasmettere, il musical vuole richiamare l’attenzione su un grande problema dei nostri giorni, il lavoro. Secondo la Costituzione italiana: “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro“. Principio fondamentale secondo cui il lavoro deve essere posto a fondamento di ogni Repubblica. Dopo la “democrazia” il lavoro, inteso come strumento essenziale per il progresso materiale e spirituale di una sana società, rappresenta la massima aspirazione del Costituente. Aspirazione, per l’appunto. Una chimera. Un’utopia. Perché, oggigiorno, sembra più corretto affermare che l’Italia sia un Paese fondato sulla disoccupazione e sulla inevitabile conseguente distruzione del lavoro. E perché, a guardare bene i fatti, viene difficile pensare che questo principio sia da considerare ancora valido e concreto. Così c’è chi crede che il posto fisso sia monotono, chi pensava che i giovani fossero tutti dei “bamboccioni” e c’è chi dice ancora, senza troppi giri di parole, che siano “choosy”.

Schizzinosi, incontentabili, insaziabili. Non importa che, nella maggior parte dei casi, abbiano lavorato anche di notte per conquistarsi quel pezzo di carta. Non importa. Loro sono viziati e capricciosi. L’Italia è una Repubblica fondata sulla inoccupazione e sul lavoro in nero. Sì, perché di lavoro proprio non ce n’è e, quando lo si trova, si è disposti a tutto pur di tenerlo, a scendere a compromessi anche quando il prezzo da pagare è troppo alto, anche quando si è sfruttati e sottopagati. E, con la crisi, la situazione ovviamente peggiora: le fabbriche chiudono ed i licenziamenti cominciano a fioccare. Hai cinquant’anni ed un passato da precario, e sempre più debole si fa la speranza di ritrovare lavoro in un mondo in cui persino i giovani vedono chiudersi mille porte in faccia. E non basta la depressione figlia della mancata occupazione. Senti di aver fallito come persona e come genitore, vivendo con l’amara consapevolezza di non poter assicurare a tuo figlio il futuro che avresti sempre desiderato per lui.

Il musical, rimasto in scena al teatro Sistina fino al 17 febbraio, si sposterà nei principali teatri dello Stivale fino al 24 aprile 2013 (concludendo il tour al Palais Saint Vincent di Aosta).

Eleonora La Rocca
22 febbraio 2013

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