Iliade di Corrado D’Elia: una danza tra la vita e la morte

Iliade di Corrado D’Elia: una danza tra la vita e la morte

Corrado D’Elia, aedo moderno, cammina per noi tra i giganti del tempo di Achille, di Ulisse mente divina, di Patroclo e ci racconta di questi uomini che sorgono e cadono come grani nei campi, combattendo la guerra delle guerre, quella di Troia.

A teatro si sa, si raccontano storie. E quando a raccontarle è Corrado D’Elia, allora si possono chiudere gli occhi ed ascoltarle col cuore. Il 18 luglio 2016 a MTM Teatro Leonardo di Milano, dove la compagnia di D’Elia da settembre 2016 sarà presente in maniera stabile in residenza, ha raccontato gli ultimi giorni della lunga guerra di Ilio, la città di Troia, quella cantata da Omero nell’Iliade.

Sul palco, in jeans e maglietta, seduto su una sedia, con un leggio davanti agli occhi che non hanno bisogno di leggere, comincia a raccontare come un aedo di quel mare spumeggiante sul quale ondeggiano da più di nove anni le navi greche. E il teatro si riempe di suoni del mare, dello sciabordio dell’acqua, dell’infrangersi delle onde sulle scogliere dove, altera, si erge Troia.

La guerra di Troia, diventa il paradigma di tutte le guerre, generata da istinti, moti di rabbia, voglia di prevaricazione, vendetta, invocazione di dei distratti e rancorosi. La sua voce è a tratti carnale, fisica, quando urla l’ira di Achille cui Agamennone sottrae la bella Briseide per consolarsi di aver restituito la sua schiava Criseide al suo vecchio padre, sacerdote di Apollo, per far cessare la vendetta del dio; a tratti leggera, metasensibile, quasi si dissolva nella notte dei tempi quando narra del sentimento del vecchio Priamo, re della città dalle tanti torri, che giunge di nascosto, protetto dalle tenebre e dagli dei, attraversando il campo nemico, nella tenda di Achille per farsi ridare il corpo profanato del figlio Ettore, ucciso da Achille. Priamo, tremolante per l’età, cade ai piedi del vincitore, e lasciando lo stupido orgoglio, gli bacia la mano omicida, invocando pietà per il corpo del figlio; nel ricordo di tuo padre, gli dice, se hai pietà di lui abbi pietà di me. E quei due uomini, il vecchio e il giovane, per un attimo restano vicini, l’uno nel ricordo dell’altro.

La narrazione è chiara, evocativa, ispirata; talvolta una parola si ripete, come in una eco ultraterrena; tante le similitudini con la natura, ora fragile, ora forte, ora minacciosa. Si interrompe solo davanti allo scempio più grande: la caduta di Troia per quel cavallo di legno voluto da menti ingegnose e ingannevoli. L’aedo, pervaso da grande pietas, non riesce a raccontare quella notte di grande dolore, dove Troia diventa tomba per i suoi figli. Durante lo spettacolo si odono rulli di tamburi, suoni ancestrali, voci di donne che cantano la vita, l’onore, il dolore. Perchè tutto il racconto di D’Elia è una danza tra la morte e la vita.

Spettacolo intenso, adatto a tutte le età.
Ricordiamo che la Compagnia Corrado d’Elia presenterà lo storico spettacolo Cirano di Bergerac, a MTM Litta di Milano, ad ottobre 2016. Un’altra bella storia da non perdere.

ILIADE
progetto e regia di Corrado d’Elia
ideazione scenica, grafica e foto di scena Chiara Salvucci
assistenza tecnica Alessandro Veronese
produzione Compagnia Corrado d’Elia

Sede Teatro Litta,  corso Magenta, 24 Milano
Sede Teatro Leonardo,  via Ampère, 1 Piazza Leonardo da Vinci – Milano
Prenotazioni e prevendita da lunedì a sabato dalle 15:00 alle 19:30
02 86 45 45 45 – [email protected]

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