Successo a Milano con “Lasciate che i Pendolari Vengano a me”, il nuovo spettacolo de I Legnanesi

Viaggio che conquista Milano a colpi di risate ed irresistibile comicità, di una eccezionale compagnia teatrale dialettale

Anche quest’anno, sia pure in ritardo rispetto agli anni precedenti, si è avuto il tradizionale appuntamento con I Legnanesi, che nonostante un titolo in lingua italiana, “Lasciate che i pendolari vengano a me”,  lascia intatta la comicità di sempre con l’uso del dialetto lombardo, o meglio legnanese, che li contraddistingue.
Il suo pubblico affezionato li ha seguiti in questo trasloco forzato che li ha visti trasferire dallo storico “Smeraldo”, oramai solo un ricordo per gli estimatori teatrali, testimoni loro malgrado dell’agonia e morte di un pezzo di storia di un teatro che era stato il tempio della rivista italiana.
I Legnanesi, fin dal suo debutto del 2 febbraio sul palco del Teatro Nazionale, ha visto in tutte le sue repliche un folto pubblico tra cui tanti giovani, che si uniscono ai più maturi che li seguono da molti anni, perchè incuriositi e desiderosi di vivere quella che può essere definita un’esperienza interessante e da non perdere.

Il titolo di quest’anno riprende la vecchia rivista di Felice Musazzi, ma restano invariati i protagonisti della tradizione della compagnia e che il pubblico apprezza molto, come la Teresa, Mabilia e Giovanni, così come rimane invariata l’ambientazione che è sempre quella del cortile lombardo, luogo dove si svolgevano tutte le attività, dove ognuno portava i problemi della quotidianità, tra invidie e rancori, ma che dava però un senso più umano ai rapporti col vicinato rispetto all’odierno condominio in cui non ci si conosce e spesso neanche ci si saluta.
La storia racconta con gag di come la famiglia Colombo pensa di aver risolto tutti i problemi esistenziali, essendo sgorgato improvvisamente un liquido chiaro, che non è una comunissima acqua ma un acqua miracolosa, che tentano di imbottigliare. Così la gioa della Mabilia è incontenibile e coinvolge nel bussines il suo fidanzato sentendosi una donna in carriera e tratterà perfino con gli arabi per vendere l’acqua. Ma lo Stato Italiano metterà le mani sul terreno dove è zampillata l’acqua per caricare i proprietari di tasse se attiveranno il commercio. Svanisce pertanto in un attimo la sognata ricchezza e la famiglia Colombo, per sopravvivere si ritroverà a lavorare in un Call Center continuando a convivere con la precarietà, come fanno purtroppo tanti itliani nmella realtà.
Il Teatro Nazionale che ospita la mitica compagnia dei Legnanesi, gestito da Stage Entertainment,  produce spettacolari Musical come, quello appena concluso de La Febbre del Sabato Sera, ma con questo spettacolo vuole confermare come sia importante per la cultura mantenere la grande tradizione della rivista italiana.
I testi sono quelli originali, sia pure attualizzati per renderli comprensibili alla nuove generazioni, che si prestano a raccontare le sue storie in cui possono vedersi spaccati  di  quotidianità. Le scenografie sono sontuose e piene di colori, i balletti con le sue coreografie sono un tripudio di colori per gli splendidi costumi realizzati da Enrico Dalceri, che oltre che interpretare la Mabilia è anche costumista e curatore delle musiche.
Tutti i componenti la compagnia dai personaggi principali ai Boys sono tutti maschi, perchè all’epoca in cui nasceva nel territorio di Legnano, in un teatro parrocchiale, per disposizione del cardinale Schuster era stato vietato l’impiego delle donne sul palco, specie se dovevano esibirsi come ballerine e ecco quindi la spiegazione del perchè di interpreti uomini che recitano i ruoli femminili.
La famiglia Colombo attraversa gli stessi problemi, ancora oggi di grande attualità, e cioè arrivare a fine mese e a pensare come sistemare i figli.  A guidare il tutto, come sempre, l’intraprendente “Teresa”, interpretata da Antonio Provasio, capocomico, che redarguisce continuamente il taciturno marito il “Juan”, interpretato da Luigi Campisi, sempre alle prese con la voglia di innovazione della figlia “Mabilia”, interpretata da Enrico Dalceri. Insieme a loro sul palco gli altri personaggi interpretati da: Valerio Rondena, Alberto Destrieri, Maurizio Albè, Danilo Parini, Giovanni Mercuri, Giordano Fenocchio, Mauro Quercia,  Mario Raimondi, Massimo Vaccari,  Franco Cattaneo.  Ed inoltre i dieci bravissimi Boys: Filippo Candeo, Michele Sbarra, Giorgio Barazzuti, Alessio Ducatelli, Andrea Quintiliani, Massimi Quintiliani, Antonio Bile, Andrea Rossi, Simone Belli, Oscar Ferrari.
“Lasciate che i pendolari vengano a me”, uno spettacolo che conferma il grande successo delle passate stagioni, che da sempre lo ha consacrato protagonista assoluto del panorama teatrale con oltre 120.000 spettatori, e dallo scorso anno è stato anche sdoganato fuori dai confini lombardi arrivando fino a Roma, dopo essere stati a Firenze Torino, per invadere piacevolmente questi teatri e portare la sua comicità che, strano a dirsi, diverte a tutte la latitudini, facendo trascorrere non solo tre ore  di grande allegria, ma portando l’espressione di una cultura popolare che va conservata.
I Legnanesi  da sessantanni entusiasmano gli spettatori di tutte le età ed il segreto del loro  successo sta tutto nella loro spontaneità di recitazione, capace di far rivivere la tradizione della vita del cortile, raccontandola attraverso una comicità pulita, senza volgarità, accompagnandola  a temi di attualità e politica nazionale con una sottile satira.

Sebastiano Di Mauro
9 febbraio 2013

INFO:
Teatro Nazionale – Piazza Piemonte  Milano
www.teatronazionale.it
testi di Felice Musazzi e Antonio Provasio
con Antonio Provasio, Enrico Dalceri, Luigi Campisi
Musiche di Arnaldo Ciato, Enrico Dalceri
Direttore artististico Sandra Musazzi
Direttore produzione Enrico Barlocco
Regia di Antonio Provasio
Orari: dal mercoledì al sabato ore 20:30  
sabato e domenica pomeriggio alle 15.
biglietto: dai 39 ai 17 euro

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