Intervista a Lucianna De Falco, alias Flo Manero, la mamma de La febbre del Sabato Sera

Con Lucianna De Falco 2duerighe chiude la lunga carrellata di interviste per tutti i ruoli principali del Musical dell’anno “La Febbre del sabato Sera”, a lei è toccato chiudere, non perché fosse l’ultima ma perché corona e completa il cerchio.
Lucianna  nasce  ad Ischia e ha studiato in Italia e all´estero sotto la guida di Mario Santella, Ernesto Calindri, Michele Monetta, Monika Pagneux e Julie Stanzak. Ha cominciato con il teatro di ricerca (tournée mondiale con l´Atelier International de l´Acteur) e prosegue con quello musicale (Novecento Napoletano, Cafè Chantant), con il teatro di tradizione (I Dieci Comandamenti di R. Viviani per la regia di M. Martone) e con la nuova drammaturgia contemporanea (Mamma di A. Ruccello, Fedra di S. Kane e Il Contagio di W. Siti). Tra gli spettacoli che ha ideato e interpretato: Luci, Voci e Volti dal Faro, la storia della prima donna guardiana del faro andato in scena nei fari italiani e Leggere il Cinema, reading di sceneggiature dei capolavori del cinema italiano.
Lucianna de Falco è nota al grande pubblico grazie ai ruoli interpretati in Sei Forte Maestro (Maria, la cuoca) e Un Posto al Sole (Dolly Salvetti). Al cinema ha lavorato con S. Loren, A. Quinn, M. Ferreri, F. Ozpetek, Aldo Giovanni e Giacomo, C. Vanzina, P. Maggio e molti altri. Con La Grande Menzogna, nel ruolo di Anna Magnani, alla cui pure assomiglia molto,  ha vinto diversi premi alla migliore interpretazione tra cui il premio internazionale Best Acting al Festival Sedici Corto.
Lucianna volentieri ha accettato di rispondere alle nostre domande:

S.D. – Come trovi il personaggio che interpreti e come vedi da madre il problema del Sabato Sera?
L.D. – “Flò Manero è una madre italiana sbarcata in America, conserva tutti gli stereotipi degli emigranti di prima generazione, è legata ai figli maschi più che al marito, con un sentimento autentico che le fa sperare il meglio x loro. Ovviamente la sua visione del futuro  è assai anacronistica, legata a valori di altri tempi, immagina “ realizzato”  il solo figlio prete, e dunque vede nella “carriera ecclesiastica”  l’unica  vera, solida opportunità.  La febbre del sabato sera racconta  dei giovani, il disagio e l’impossibilità di costruirsi un futuro, di crescere e coltivare le proprie aspirazioni,  tutti argomenti  drammaticamente protagonisti dell’ ultimo ventennio. Non sono madre ma non ho difficoltà a riconoscerne l’attualità”.
S.D. – Il tuo personaggio si trova a vivere una delusione per un figlio che fa una scelta contraria alle sue convinzioni. Come affronteresti un problema simile fuori dal palco?
L.D -“Credo che rispetterei la decisione presa. Sicuramente consiglierei di rivederla sotto tutti gli aspetti ma lascerei a lui l’ultima parola. Immagino un rapporto madre-figlio dove quest’ultimo cresce sostenuto e sollecitato a scegliere secondo le sue aspirazioni, come fortunatamente è capitato a me”.
S.D. – Come ti trovi a lavorare in un gruppo costituito tutto da giovani?
L.D. – “Molto bene! C’è un grande entusiasmo una grande energia ed una passione che sostengono questo spettacolo, il merito è tutto di questi “giovani” professionisti! E comunque se continui a fare questo mestiere non invecchi mai!
S.D. – Trovi interessante per la tua carriera lavorare per  uno spettacolo come questo o preferiresti il Teatro di prosa o il cinema?
L.D. – “Questo è il mio primo Musical, ho lavorato talvolta in spettacoli musicali, la differenza la fa il pubblico: adoro il clima da concerto rock da corrida, da partita di calcio, è una delle volte in cui questa sensazione si comprende meglio, ed essere sul palco in questo show è un emozione insostituibile. Il cinema,  la tv,  il teatro di prosa,  hanno ognuno un linguaggio differente e non li paragono mai, cerco invece di praticarli tutti. Ho un sito, non sempre aggiornatissimo www.luciannadefalco.it dove chi è più curioso può andare a verificarlo di persona”.
Non possiamo che essere felici di aver avvicinato Lucianna, conoscendola meglio per poterla apprezzare di più artisticamente e vi assicurio anche come persona.
Peccato che La Febbre finisce proprio domani le sue repliche e quindi avete solo un giorno per andarla a vedere o aspettare il suo prossimo spettacolo.

Sebastiano Di Mauro
26 gennaio  2013

info:
Teatro Nazionale Piazza Piemonte 12,  Milano – www.teatronazionale.it
Orari: da domenica a giovedì alle 20.45,  venerdì alle 20.30
sabato e domenica alle 20.45 e alle 15.30,
Prezzi: da 21 a 86 euro.

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