Notre Dame de Paris, un successo lungo quattordici anni

Notre Dame de Paris, un successo lungo quattordici anni
Foto di scena del musical "Notre Dame de Paris"

Il musical è approdato lo scorso 9 giugno al Foro Italico di Roma, ed è stato di nuovo amore.

Si dice del buon vino, che diventa tanto migliore quanto lungo è il tempo che passa ad invecchiare nelle botti di rovere. Certo, esistono le dovute eccezioni, ma la bellezza dei modi di dire e di alcuni vetusti proverbi della tradizione risiede nel loro essere sempre così straordinariamente veri e nel fatto di vederli confermati più volte di quante ci si senta costretti a doverne constatare una loro fallacia. Parlando di cose che diventano sempre più belle col passare degli anni, non possiamo non pensare al musical “Notre Dame de Paris” che, dopo quattro anni di totale assenza dai palcoscenici di tutta Italia, è tornato a mietere successi e a far sognare l’affezionato pubblico del teatro.

A più di un mese dal debutto milanese al Teatro Linear4ciak, non fa più molta notizia il fatto che, a calcare il palcoscenico di uno degli spettacoli più visti e amati di sempre, sia tornato il cast originale del 2002.

Non è cosa semplice descrivere il complesso di emozioni che anima il cuore di chi è cresciuto a pane e teatro; lo sa bene chi il teatro lo frequenta tutto l’anno, chi lo vive intensamente, che si tratta di esperienze che “aggiungono vita ai giorni” e che regalano sensazioni sempre nuove. Aver avuto il piacere di assaporare il clima dell’anteprima romana di “Notre Dame de Paris”, a quattordici anni dalla “prima” magica serata al GranTeatro, è da far rientrare nel novero delle preziose esperienze che cambiano ogni persona da dentro. E a distanza di quattordici lunghi anni dalla serata del 14 marzo 2002, in un GranTeatro che aveva visto il pubblico romano esplodere di entusiasmo e regalare oltre venti minuti di applausi sinceri, è il “Centrale Live” del Foro Italico a fare da cornice a quello che nel corso degli anni è diventato un colossal, l’opera musicale che ha battuto ogni record e che ha riscritto un nuovo modo di fare spettacolo, come Riccardo Cocciante auspicava all’epoca del debutto.

È la straordinaria voce di Matteo Setti a segnare l’inizio dello spettacolo e a mandare in visibilio il pubblico del Foro dal primo minuto di rappresentazione.

“É una storia che ha per luogo
Parigi nell’anno del Signore
millequattrocentottantadue
storia d’amore e di passione.
E noi gli artisti senza nome
della scultura e della rima
la faremo rivivere
da oggi all’avvenire..

E questo è il tempo delle cattedrali
la pietra si fa
statua musica e poesia.
E tutto sale su verso le stelle
su mura e vetrate
la scrittura è architettura.”

La sua voce, pulita e avvolgente, è uno dei punti fermi del musical, e quello del poeta Pierre Gringoire un ruolo che risulta difficile veder cucito addosso ad un qualsivoglia altro professionista, tanto intenso, e immenso, è il coinvolgimento emotivo che la sua interpretazione suscita. Anche dopo anni la sua “Luna” continua a brillare della stessa luce e ad emozionare il pubblico che, estasiato, restituisce all’autore un caloroso e commosso abbraccio sostanziatosi in un lungo applauso.

Eccezionale resta l’interpretazione dei restanti sei ‘pilastri’ di “Notre Dame”: voci più mature e consapevoli per Leonardo di Minno, il clandestino Clopin, per Tania Tuccinardi, che ha vestito i panni della bella Fiordaliso, e per Graziano Galatone, il seducente capitano Febo. Vittorio Matteucci (Frollo), Lola Ponce (la zingara Esmeralda) e Giò di Tonno, quest’ultimo incarnante alla perfezione il ruolo del campanaro Quasimodo, dotato di una voce graffiante che ha dell’unico nell’intero panorama musicale italiano, sono le perle di un capolavoro che non desta mai sorprese negative. Ineccepibile la scelta della location in cui innalzare la cattedrale che fa da sfondo alle vicende: il “Centrale Live”, storico centrale del tennis del Foro Italico, si presta a donare al pubblico un’ottima visuale da ogni settore e angolazione; difatti, il palco è stato rialzato all’altezza del primo anello – che è stato totalmente coperto da una pedana sulla quale si poggia la platea in “ascesa”. Le scenografie restano immutate, incantevoli nella loro semplicità: un impianto scenico raffigurante le mura della cattedrale e un favoloso gioco di luci che da solo comunica agli spettatori i momenti topici della rappresentazione. Si passa così dal blu al viola, dal rosso al nero riproducendo quella che è la psicologia dei colori, colori che parlano, che hanno anch’essi un ruolo attivo nello spettacolo e le cui sfumature esprimono pathos e turbamento, gioia e trepidazione in un piacevole alternarsi cadenzato di sentimenti ed emozioni. Una varietà di colori che si accorda meravigliosamente con la scienza dell’immaginazione. Il ritmo del musical è scandito e impreziosito dai movimenti sincronizzati dell’ensemble di acrobati, ballerini e breakers, tutti artisti di grande livello.

Dopo quasi quindici anni di messinscena non viene più da interrogarsi circa il segreto di un tale successo. La risposta, per quanti ancora se lo chiedono e miscredenti non si fossero premurati di acquistare un biglietto in prima fila, risiede nell’alchimia dello spettacolo: le sublimi musiche di Riccardo Cocciante, il cui intento era quello di “creare un’espressione popolare moderna, recuperando la cultura europea e l’espressione della voce”; il magistrale adattamento di Pasquale Panella di un romanzo che consacrò il successo di Victor Hugo; l’armonia, l’empatia e la collaborazione sul palcoscenico tra tutti i componenti il cast. Un musical che, come ama sottolineare David Zard, produttore e impresario visionario, è ormai entrato a far pare del dna degli italiani.

Il brano per cui vale l’intero prezzo del biglietto è “Liberi”, un inno ad un sentimento che non ha ancora ottenuto pieno riconoscimento e che, oggi come ieri, fatica a trovare attuazione.

Libertà, rabbia in te
Chiamala, Libertà.

Libertà, fuoco in te
Chiamala, Libertà.

Libertà, Stringila
Vita in te, Vivila

Sogno in te, Sognala
Libertà, Prendila”

“Notre Dame de Paris” resterà in scena a Roma fino al 25 giugno per poi continuare la tournée lungo tutto lo Stivale.

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook