Cristian Ruiz, alias Reginaldo, un fantasma sarcasticamente simpatico

Cristian Ruiz è nato a San Benedetto del Tronto nel 1973 ed è stato allievo del maestro John Strasberg figlio di Lee, fondatore dell,’Actors’Studio di NY, ma poi i suoi studi sono proseguiti con esperienze presso l’Accademia dei Filodrammatici  e la Scuola di Quelli di Grock a Milano, per passare anche al York Movie Center di NY.
Nel suo bagaglio professionale può vantare di aver studiato canto con con Luca Jurmann, Maria Grazia Fontana presso la St. Louis Music Center di Roma, così come con Raffaella Misiti, Jana Mrazova (docente S. Cecilia). Per la  Danza moderna  ha avaito come docenti Debbie Allen  Michelle Assaf  a New Yor e Terry Beeman, Doug Caldwel e Alex Magno a Los Angeles.
Sulla base di questi importanti percorsi di studio,  Cristian  Ruiz, si perfeziona come   ballerino, cantante, attore e può definirsi senza presunzione alcuna, un artista completo.

Tra le sue tantissime  esperienze ricordiamo quella come ballerino in grandi produzioni quali “Buona Domenica”, “Ma il cielo è sempre più blu” con Giorgio Panariello, poi cooprotagonista con Vanessa Incontrada di “Alta società”, diretto da Massimo Romeo Piparo e la partecipazione a ” Domenica In”, condotto da Pippo Baudo e da Lorena Bianchetti, nonché alla fiction di canale 5 “Vivere”.
La sua affermazione artistica però la deve al Musical, campo in cui lo abbiamo visto in scena impegnato in spettacoli di grande successo come  WEST SIDE STORY,e  CENERENTOLA,  GREASE per la  regia S. Marconi ,  RENT per la regia di M. Greif e F. Angelini e  un’edizione de LA FEBBRE DEL SABATO SERA con la regia M.R. Piparo, dove aveva il non facile ruolo di Bobby C, in cui affronta un assolo di  grande impatto emotivo, che uno dei passaggi più belli e impegnativi di tutto lo spettacolo.
Ora in “Fantasmi A Roma”, una bellissima Favola Musicale, che ha appena debuttato nella singolare cornice dell’aula Magna dell’Università La Sapienza di Roma, affronta un ruolo simpatico e impegnativo. Noi lo abbiamo incontrato per alcune domande  che ci permetteranno di conoscere meglio alcuni aspetti della sua vita professionale e non solo:
S.D. -Cristian tu sei Reginaldo, un fantasma con la fama di dongiovanni, ma quanto ti riconosci in lui e sei così anche nella vita?
C.R. – “Reginaldo è stato un dongiovanni totalmente libertino e debbo dire che non mi riconosco in questo suo stile di vita,  anche se, così come era nel 700 mi piace godermi un po’ la vita. Certo  i tempi ristretti che viviamo nel 2013 sono diversi  da quelli della metà del ‘700, però quando posso, volentieri leggo un bel libro, così come amo dialogare con gli amici, sorseggiando un caffè. Ma no….io sono assolutamente un po’ più ligio al dovere,  non sono un dongiovanni. Sono decisamente fedele. Devo dire peraltro che Reginaldo è un personaggio molto simpatico e quello che ritrovo in lui, in cui posso riconoscermi, è il suo umorismo. Egli continua a prendere in giro a battibeccare con Flora per la sua svagatezza, anche quando si butta nel Tevere. Ecco Reginaldo è un personaggio sarcastico come credo di esserlo io…
S.D.Tu nasci come ballerino, ma poi è stato con il musical che   ti sei affermato. Hai avuto ruoli in Tra West Side Story, Rent, La febbre del sabato sera, La bella e la bestia, The last five years, Hairspray, Montecristo, Jesus Christ Superstar, tra questi quale vorresti rifare?
C.R. -“Si ho cominciato all’età di otto anni in una piccola scuola di San Benedetto del Tronto, da dove vengo, e poi piano piano ho sviluppato un’amore per la recitazione. Debbo dire che fin da piccolo mi è sempre piaciuto recitare, ma quando sei  piccolo, specie in provincia, la cosa più facile seguire, se scegli un percorso artistico, è fare danza o canto.
Così col tempo, dopo danza, ho studiato recitazione pur rimanendo sempre legato alla danza, che amo molto essendo la disciplina da cui provengo, per poi però legare tutto insieme sul palcoscenico e raggiungere così un grande traguardo.
In quanto allo spettacolo che rifarei, tra i tanti, sicuramente  Rent, uno spettacolo ispirato alla Boheme, prodotto da Nicoletta Mantovani. Di questo spettacolo ho ancora dei bei ricordi. Avendo fatto un’esperienza profonda, a cui sono rimasto  molto legato, lo rifarei volentieri se ricapitasse l’occasione”.
S.D.Chi sono i compagni di scena di questo spettacolo?
C.R. – “Ora, casualmente, sto avendo la possibilità di lavorare ancora con Fabrizio Angelini, con cui ho lavorato nel passato con molto piacere. E’ stato pure bello in questo spettacolo ritrovare,  dopo tanti anni, Renata Fusco con la  quale ero stato sul palco con Grease. Ci siamo ritrovati, entrambi  piacevolmente cresciuti, ed è stata una bella emozione riscoprirci artisticamente. Con Simona Patitucci, invece è la prima volta che ci  lavoro insieme, ma è stata talmente forte l’esperienza che la considero già come una sorella. Ottimo anche l’incontro Toni Fornari e direi con tutto il cast, con cui c’è un buon feeling, elemento indispensabile per la buona riuscita di ogni lavoro teatrale. Debbo dire, tra l’altro,  che questo spettacolo mi sta facendo crescere molto e lascerà un segno dentro di me”.
S.D. – Se dovessi scegliere tra musica e danza cosa sceglieresti e perchè?
C.R. – “Io credo che sceglierei la musica perchè, pragmaticamente, non posso ignorare che il mio corpo sta raggiungendo i 40 anni pertanto è destinato a cominciare ad avere inevitabilmente  qualche problema, come ora che sono alle prese con una sciatalgia. La musica invece  è una disciplina nella quale è più facile  reinventarsi e dove ha meno influenza il segno del tempo. Sono stato abituato dai miei genitori a capire i miei limiti  e quindi so che prima o poi dovrò lasciare spazio ad altre esperienze, dove il corpo è meno coinvolto e,  credo  che  la musica senz’altro avrà un ruolo predominante”.
S.D.Quanto sei felice del  tuo lavoro anche in questo difficile momento in cui, forse più di sempre, è difficile vivere di arte?
C.R. –Sono soddisfattissimo del mio lavoro e debbo dire che essendo abituato alla precarietà propria del lavoro dell’artista,  non mi sono reso conto della crisi economica, anzi debbo dire che quest’anno ho dovuto dire di no a tante cose, più di quanto non sia mai accaduto in vent’anni che faccio questo lavoro.
Sono arrivate delle belle cose, delle grandi sfide che mi hanno tolto un po’ dalla routine e sono contento di averle colte a volo. Una di queste è stata senz’altro questa favola Musicale”.
Dopo queste sue risposte, si può ben dire di aver incontrato un artista che vale la pena di seguire e che quanto si legge di  lui ne trova piena conferma.

Sebastiano Di Mauro
20 gennaio 2013

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