Al Parenti, In nome del Padre, di Luigi Lunari, per la regia di Patrick Rossi Gastaldi

Si potrebbe dire che tra Rosemary ed Aldo ci sia “di mezzo il mare”, anzi, l’oceano; e non solo geograficamente parlando. Lei americana, figlia del vecchio Kennedy, sorella del presidente assassinato, cresciuta nel lusso del clan più ricco e potente  d’America; lui italiano, figlio di Palmiro Togliatti, leader storico del partito comunista, cresciuto in una stanza disadorna nella fredda Russia, lontano da giochi e bambini.
Eppure Luigi Lunari, nel suo testo, li fa incontrare. E l’oceano, che prima sembrava separarli, scompare; Rosemary e Aldo restano si, rappresentanti di mondi diversi, opposti, ma portano all’interno la stessa grande e lacerante ferita: entrambi imperfetti per i loro padri.
IN NOME DEL PADRE“, il testo di Lunari è stato portato in scena dall’11 al 13 gennaio 2013 al Teatro Parenti di Milano, nell’ambito del ciclo “Politica e Sentimenti” come reading-spettacolo da Margherita Buy e Patrick Rossi Gastaldi, che ne cura anche la regia.

Due personaggi fragili, schiacciati da un’immagine radiosa, grandiosa, quasi sovrumana dei loro padri, portano in scena il loro senso di colpa per essere nati inadatti all’ambiente circostante. Ma poi, piano piano, tra frasi interrotte, parole infantili, talvolta piccole grida isteriche, emerge, dagli abissi del cercato e agognato oblio, una verità dolorosa.
Rosemary, diversa sin da piccola, era tenuta sempre un po’ nascosta, quasi la famiglia si vergognasse di una figlia/sorella imperfetta che aveva una condotta sessuale libera e disinvolta che avrebbe potuto nuocere all’immagine della famiglia Kennedy. Dai suoi diari risultò che era sensibile e intelligente ma suo padre la sottomise, all’insaputa della famiglia, alla lobotomia. L’intervento produsse gli effetti desiderati: Rosemary restò su una sedia a rotelle, incapace quasi di parlare e di esprimere un pensiero e quindi di nuocere al clan.
Aldo Togliatti era nato dal matrimonio con Rita Montagnana, compagna di partito del padre. Lui e la mamma seguirono il padre e marito lungo una vita difficile e regolata  rigidamente dalle regole del partito. Quando il padre li abbandonò, per unirsi a Nilde Jotti, molto più giovane di lui, il sentimento di frustrazione, inutilità e tradimento portò Aldo ad una depressione importante. Alla notizia che il padre e la giovane compagna avevano adottato, con l’approvazione del partito, una bambina orfana, sorella minore di una dei sei operai trucidati dalle forze dell’ordine il 9 gennaio1950, il suo stato peggiorò. Agli inizi degli anni 70, entrò in clinica per non uscirne più.
Prossimo appuntamento del ciclo Politica e Sentimenti: dal 14 al 24 febbraio “ESEQUIE SOLENNI”, storia eccezionale di una donna normale di Sergio Claudio Perroni con Michela Cescon nel ruolo di Nilde Iotti, regia Roberto Andò.

Raffaella Roversi
17 gennaio 2013

TEATRO PARENTI,
via Pier lombardo, 14 Milano, www.teatrofrancoparenti.it
Biglietteria 02 59995206

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