Alessandro Campanale il ballerino urbano

E con piacere che ho incontrato Alessandro Campanale, perchè oramai da diversi anni lo ritrovo sulla scena milanese ed ogni volta è sempre una sorpresa constatare la sua crescita.
Alessandro nasce a Bari e già a 14 anni inizia gli studi di danza classica e moderna in due delle più prestigiose scuole di danza pugliesi sotto la guida di Deborah Desideri, Viviana Piscitelli, Enzo De Palo laureati all´Accademia Nazionale di Danza di Roma e alla Hungarian Dance Academy dove, nell´estate 2006-2007, Alessandro amplia le proprie esperienze e conoscenze frequentando stage di formazione professionale.
Ben presto Alessandro si affaccia  al mondo dell´hip hop, sia nell´ambito musicale che in quello coreutico artistico, ottenendo rapidamente ottimi risultati. Ma è con  il susseguirsi degli anni che si perfeziona con insegnanti e ballerini di livello mondiale come Meech, Physs, Joseph Go, Babson, Dedson, Kenichi Ebina, Gemini, J-Smooth, Niako ed altri, ramificando la sua conoscenza dei più complessi stili di hip hop quali, tra gli altri, new style, house, locking, popping, krumping, voguing, waking.
Dal 2008 inizia il suo percorso di recitazione e canto, partecipando a corsi internazionali di formazione artistica e workshop di musical tenuti da Maria Laura Baccarini. Lavora in RAI nel corpo di ballo del Festival di Sanremo 2008 con regia e coreografie di Gino Landi con il quale lavorerà nuovamente per Domenica In e nello spettacolo sempre da lui diretto e coreografato Canto per Amore con Sal Da Vinci. Nel 2009 si esibisce al teatro La Fenice di Venezia nello spettacolo dedicato al Qatar, diretto e coreografato da Gino Landi e Stefano Bontempi. È interprete nel film americano Five Hours South rinominato dalla Lionsgate con il titolo di Crew 2 Crew per la regia di Mark Bacci, coreografie di Djassy Dacosta. Nel 2010 balla nel programma Miss Italia Nel Mondo 2010. Nello stesso anno entra a far parte del cast di Flashdance – Il Musical come ensemble e sostituto di Dott. Kool lavorando per la prima volta con Stage Entertainment e con la Compagnia della Rancia.
Attualmente insegna hip hop (newstyle, house, locking, popping, contamination, break-dance, krumping, experimental, voguing, wacking e tip tap) presso varie scuole di danza nelle province di Foggia, Bari e Roma.

Non è poco quanto  detto fin qui, ma alcune domande  ci aiuteranno a conoscerlo più profondamente:
S.D:Come stai vivendo emozionalmente l’esperienza che stai facendo con questo spettacolo,
rispetto ad altri?
A.C. – “L’emozione è tanta, vera, travolgente. Essendo in primis un ballerino urbano, lo stile di questo spettacolo, il groove delle coreografie ed il clima ’70/’80 non potevano che rapirmi, il tutto sublimato dagli incastri vocali tra voci basse, medie e alte dirette da un professionista come Simone Manfredini ed eseguite da un cast altrettanto professionista. Continuerò a vivermi i prossimi mesi di repliche con la consapevolezza che ogni giorno sia più emozionante“.
S.D. − Uno dei messaggi sociali lanciati da questo spettacolo è in difesa dei pregiudizi razziali, tu come vedi il problema e faresti mai l’immigrato in un altro paese per lavorare?
A.C. – “Io posso definirmi “immigrato”: sono un ballerino pugliese che, per continuare a studiare per
poter far della sua danza il lavoro per la vita, è dovuto partire per nuove città avvicinandosi a realtà e contesti diversi. È per questo che il problema del pregiudizio razziale sia di non poca rilevanza e che bisognerebbe aprirsi di più ad una società che guarda all’integrazione”.
S.D.Con diversi componenti del cast avete già hai lavorato insieme, ma con altri invece è un’esperienza nuova. Quanta importanza ha l’affiatamento sul palco per la buona riuscita in scena?
A.C.L’affiatamento con i colleghi del cast è fondamentale, inevitabile e, per questo tipo di lavoro, è la prima cosa richiesta.
S.D. I tuoi sogni nel cassetto dopo questo lavoro?
A. C. – Dopo questa nuova esperienza di lavoro spero di riuscire a seguitare per questa strada, continuare a coltivare la mia passione e allo stesso tempo farne una mia professione. …”Vorrei avere un mio spettacolo, magari di vita,  ma che sia io a dirigerne le scene…”.
Non possiamo che augurare ad Alessandro che il suo desiderio si avveri e, siccome so per certo che lui crede nei sogni, sicuramente lo ritroveremo sotto altre vesti tra non molti anni. Intanto possiamo andarlo a vedere danzare sul palco del Nazionale e vi assicuro che non  passa inosservato, non fosse altro per la sua rilevante altezza, accompagnata da un indubbio talento.

Sebastiano Di Mauro
17 gennaio 2013

Info:
Teatro Nazionale Piazza Piemonte 12, Milano – www.teatronazionale.it
Orari: da domenica a giovedì alle 20.45, venerdì alle 20.30
sabato e domenica alle 20.45 e alle 15.30,
Prezzi: da 21 a 86 euro.

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