Il panico: al Piccolo Teatro Strehler di Milano, una commedia sul panico della vita

Torna a Milano la commedia di Rafael Spregelburd, drammaturgo argentino capace di captare e riproporre la realtà che ci circonda, quella stessa realtà organizzata nella Eptalogia di Hieronymus Bosch nei sette vizi capitali, in cui Spregelburd indaga il tema dell’attitudine dell’uomo a infrangere le leggi.
Ne IL PANICO viene affrontato il tema dell’incontro tra i morti e i vivi, con i vivi che non vogliono saperne dei morti che a loro volta, non vorrebbero deprimersi scoprendo di essere deceduti.
La società attuale infatti con le proprie ansie e convulsioni, lascia poco spazio alla morte risucchiata ormai dal panico della vita stessa.
Nella commedia chi è morto non sa di esserlo e chi è vivo ovviamente non vede i morti ma ne percepisce la presenza, così il panico attanaglia entrambi. Fa da sfondo la crisi economica argentina dei primi anni Duemila ma, anche ciò che è più tragico è sempre letto con ironia.

I personaggi sono: una famiglia con un’eredità chiusa in una cassetta di sicurezza, un agente immobiliare che non riesce ad affittare un appartamento poichè infestato dai fantasmi e delle ballerine alle prese con un nuovo spettacolo; tre diverse situazioni che portano ad un’unica chiave di lettura: siamo troppo impegnati a correre, a vivere con frenesia questa vita, per spendere tempo per la morte.
Il panico quindi, mostra un testo che parla della vita e della morte, intese come due territori”, Ronconi, il regista afferma: “Come La modestia, che ho messo in scena nella scorsa stagione, è una commedia bipartita, dove gli attori sembrano stare sempre da un’altra parte. E’ l’aspetto che più mi piace approfondire nel mettere in scena i testi di Rafael Spregelburd. I personaggi infatti danno l’impressione di essere continuamente profughi, di vivere, in un certo senso, la vita degli altri.
Devo dire che, in questo, mi sento molto vicino a Spregelburd”.

In questo mondo così complesso tra economie impazzite e conflitti internazionali interpretare la realtà diventa impossibile così, attraverso questo testo Luca Ronconi afferma che se non possiamo capirla, possiamo almeno riprodurre questo caos in teatro.

Ma Il panico non è un testo che parla solo della morte poiché vita e morte convivono con l’incertezza dell’identità e si alternano nelle vicende come se fossero due poli distinti.
Una commedia da vedere assolutamente, un testo che fa riflettere e divertire, in scena fino al 10 febbraio al Piccolo Teatro Strehler.

Lucia Arezzo
13 gennaio 2013

Info:
Piccolo Teatro Strehler (largo Greppi – M2 Lanza)
fino al 10 febbraio 2013
IL PANICO
di Rafael Spregelburd, traduzione Manuela Cherubini
regia Luca Ronconi
scene Marco Rossi, costumi Gianluca Sbicca
luci A.J. Weissbard, suono Hubert Westkemper
trucco e acconciature Aldo Signoretti
Personaggi: Lourdes Grynberg, la madre – Jessica Sosa, figlia di Lourdes –
Guido Sosa, figlio di Lourdes – Emilio Sebrjakovich Betiana, ballerina –
Anabel, ballerina con problemi/Terapeuta – Rosa Lozano, agente immobiliare
Susana Lastri, sensitiva – Dudi, ballerina – Cecilia Roviro, funzionaria della banca Tornquist –
Marcia Roxana, segretaria di Cecilia Regina, amante di Emilio Elyse Bernard, la coreografa
Melina Trelles, agente penitenziario Ursula

Produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa
Foto di scena Luigi La Selva
Orari: martedì e sabato ore 19.30; mercoledì, giovedì e venerdì ore 20.30 (salvo mercoledì 30
gennaio, ore 15); domenica ore 16.00. Lunedì riposo.
Interpeti:
Maria Paiato, Francesca Ciocchetti, Fabrizio Falco,
Paolo Pierobon, Valentina Picello. Valeria Milillo
Riccardo Bini, Iaia Forte, Sandra Toffolatti,
María Pilar Pérez Aspa, Alvia Reale, Clio Cipolletta,
María Pilar Pérez Aspa, Elena Ghiaurov, Manuela Mandracchia,
Bruna Rossi, Lucrezia Guidone

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