Presentata la stagione 2016/17 del Teatro Quirino: la tradizione è custodia del fuoco!

Presentata la stagione 2016/17 del Teatro Quirino: la tradizione è custodia del fuoco!
Teatro Quirino di Roma

La tradizione non è culto delle ceneri, ma custodia del fuoco”.

E’ con questa frase di Gustav Mahler che si conclude il comunicato di presentazione della stagione 2016/2017 del Teatro Quirino di Roma.

Un aforisma scelto non casualmente quello del compositore austriaco, che in maniera sintetica esprime icasticamente il cammino artistico intrapreso negli ultimi anni dal direttore Geppy Gleijeses.

Teatro Quirino significa infatti, ormai da diverso tempo, sapiente commistione di generi e gradi d’intrattenimento; Teatro Quirino vuol dire una programmazione modulata innanzi tutto sulla consapevolezza di un patrimonio artistico, che sia poi punto di partenza verso nuove e piacevoli scoperte da parte del pubblico. Il modus operandi di quello che è a tutti gli effetti il primo teatro di Prosa della capitale è quello di far coincidere tradizione e novità, tramite un percorso che non si privi del lusso di apprezzare lavori nuovi ed innovativi, né tantomeno quello di riscoprire in chiave contemporanea l’arte teatrale del passato.

Ed è proprio per rimanere fedeli a questa idea che il cartellone delle piéce presentato ieri continua ad essere incontro tra passato e presente.

Ad aprire le danze saranno infatti Daniele Pecci e Maddalena Crippa, che porteranno in scena l’intramontabile Amleto di Shakespeare a partire dal 18 ottobre. E per celebrare i quattrocento anni dalla morte del più grande drammaturgo di sempre, dal 22 novembre al 4 dicembre verrà riproposto dal Teatro Stabile di Catania e dal Teatro Stabile di Napoli anche il Macbeth.

Sempre il mese di novembre poi, verrà riproposta una rielaborazione drammaturgica di un lavoro di Giovanni Verga, ancora una volta a cura di Micaela Miano. E se l’anno scorso la regia di Guglielmo Ferro aveva messo in scena La Lupa, questa volta verrà rappresentato il famosissimo romanzo I Malavoglia.

La sera di Natale poi, Massimo Ghini si misurerà con il vaudeville di Florian Zeller, autore di un testo comico mai tradotto in Italia dal titolo Un’ora di tranquillità.

L’anno nuovo inizierà invece riportando in scena una piéce di una di quelle genialità che proprio al Quirino hanno conosciuto la gloria imperitura: stiamo parlando di Eduardo De Filippo, che verrà riportato sul palcoscenico riproponendo uno dei primi testi della Cantata dei giorni dispari, Filomena Marturano, per la regia di Liliana Cavani.

Intreccio tra teatro e cinema che continua poi con due riadattamenti di pellicole che hanno fatto la storia. Dal 31 genniaio al 12 febbraio potremo apprezzare Le luci della ribalta di Charlie Chaplin, dal 14 al 26 febbraio invece ci sarà uno dei più grandi successi della commedia all’italiana, Il sorpasso di Dino Risi.
Ed uno che si è fatto conoscere anche per le sue interpretazioni sul grande schermo è Neri Marcorè che dal 28 febbraio sarà impegnato in Quello che non ho, opera scritta e diretta da Giorgio Gallione che si interroga sulle fobie della nostra epoca, ispirandosi a due giganti del passato come Pier Paolo Pasolini e Fabrizio De Andrè.

E poi ancora Erano tutti miei figli di Arthur Miller nella traduzione di Masolino D’Amico, Mr. Pùntila e il suo servo Matti di Bertolt Brecht. Il finale di stagione sarà invece affidato a Molière con Il borghese Gentiluomo interpretato da Emilio Solfrizzi.

Insomma davvero una infinità di occasioni per divertirsi e riflettere, con un palinsesto davvero amplio che vede questi titoli accostati a tante altre novità.
A questo punto, non ci resta che aspettare la fine dell’estate!

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