Radio Clandestina : in diretta con la verità

Radio Clandestina : in diretta con la verità
Ascanio Celestini

C’è qualcosa che non va. Qualcosa che non funziona. In noi. Noi che siamo la società. La società che ci governa, che ci istruisce, che ci parla ma che non ci ascolta. Che si vendica, ogni volta che gli è possibile, facendoci scontare le proprie frustrazioni accumulate durante il corso degli anni. Non per cattiveria, no… Per necessità.

Orwell, in “1984” ci dice che “Chi controlla il passato, controlla il futuro”. Tragica verità che Ascanio Celestini, attore ed autore romano, conferma in questa pièce dolorosa e mai così attuale come oggi, dove guerre, conflitti e odio represso, sono (soprav)vissuti all’ordine del giorno. Segnali di allarme che devono far riflettere.

Le scelte di vita dell’individuo, sono le scelte della società, siano esse legate all’aspetto economico che a quello sociale e d’integrità del proprio io.

Nel corso dei 90 minuti della pièce, tratta dal libro L’ordine è già stato eseguito. Roma, le Fosse Ardeatine, la memoria di Alessandro Portelli, ripercorriamo e riviviamo da vicino la tragedia delle scelte cruciali inerenti al massacro del 1944.

Il cantattore ci descrive una città – Roma – che diventa Capitale e che inizia velocemente a cambiare, facendoci notare differenze e similitudini tra la Roma dell’epoca con quella attuale.

Scenografia minimal, come in quasi tutti gli spettacoli di Celestini, dove la parola ha più importanza di tutto ciò che lo circonda.

Ascanio Celestini, con la sua solita accuratezza storica e precisione narrativa, sa raccontare uno spaccato d’Italia con maestria ed efficacia, pungolando lo spettatore ed invitandolo a riflettere e, perché no, a cambiare ciò che non va. Nella sua vita. Nel suo essere uomo o donna. Nel suo appartenere alla società che sceglie, consuma, vive, ama, prega, bestemmia. E vota.

Perché alla fine, la vita, è fatta di scelte.

In scena dal 3 all’8 Maggio presso il Teatro Vittoria, va una pièce drammatica, un vero pugno allo stomaco di cui tutti gli italiani avrebbero bisogno per ricominciare a vivere e pensare.

Suono di Andrea Pesce, Produzione Fabbrica, questo spettacolo conclude la trilogia teatrale di quest’anno composta da Laika, Discorsi alla Nazione e, appunto, Radio Clandestina, tutte messe in scena nell’arco di un mese dall’ultimo vero satiro italiano.

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