Morgan incontra Arancia Meccanica al Teatro Eliseo

Morgan incontra Arancia Meccanica al Teatro Eliseo

Il maggior merito da dare alla letteratura distopica del Novecento è sicuramente quello di averci avvertito con straordinaria puntualità e preoccupante precocità su ciò che sarebbe stato il mondo, in un futuro ipotetico nemmeno così lontano.

arancia meccanicafoto francesco squeglia_8594-2 MEDIADa bravi lettori, un po’ tutti hanno capito che dietro un romanzo come 1984 di George Orwell non poteva esserci semplicemente un risentimento nei confronti della degenerazione bellica, non era quella semplicemente un’accusa forte ai totalitarismi, non si leggeva tra quelle righe soltanto un eccessivo pessimismo nei confronti del mondo occidentale che si sarebbe dovuto ricostruire, alla fine della guerra.

Il vero nocciolo intorno a cui si andava amalgamando la paura nei confronti del futuro era infatti uno ed uno soltanto: l’uomo, o meglio ancora, l’uomo come essere sempre più solo all’interno della società di massa.

Ed è esattamente su questa base di immutata preoccupazione, complice anche la cortina di ferro ed il gelo totale causato dalla Guerra Fredda, che nel 1962 Anthony Burgess scriveva A Clockwork Orange, romanzo reso poi immortale dalla trasposizione cinematografica di Stanley Kubrick.

arancia meccanica_foto francesco squeglia_9292 MEDIAEd in un’ipotetica ellissi temporale che ci porta sino ad i giorni nostri, i passi da compiere per giungere da quel libro alla rivisitazione teatrale in scena al Teatro Eliseo, per assurdo sono davvero pochi. E come nel famoso paradosso di Zenone, il cambiamento dell’uomo è tanto illusorio quanto il suo moto.

E’ proprio sulla ridondanza umana e sulla eco lasciata da determinati quesiti che si adagia la rilettura di Burgess effettuata da Gabriele Russo.

Il protagonista Alex (Gabriele Russo), è straordinariamente adatto a raccontare un’ansia causata dalla libertà di scegliere, ai giorni nostri. La sua storia ci fa prendere di nuovo atto del fatto che il libero arbitrio, nel sistema che stiamo vivendo, potrebbe rivelarsi un trucco farlocco, uno specchietto per le allodole.

arancia meccanicafoto francesco squeglia_8898 MEDIAIn definitiva, Russo preferisce dar libero sfogo alla drammaturgia, tenendo il suo spettacolo alla larga dalle possibili contaminazioni cinematografiche e riproponendo una storia ancor più acerrima, ancor più ansiogena. E la riuscita della rappresentazione deve tanto all’ atmosfera claustrofobica in cui gli attori si muovono, elemento risultante tra due vettori su tutti: da una parte la scenografia minimale e chiaroscurale voluta da Roberto Crea, dall’altra la psichedelia delle colonne sonore di Morgan.
In particolar modo quest’ultimo, alterando in chiave rock le opere di Beethoven, disegna una vera e propria climax d’orrore, traduzione sonora di ciò che succede nelle sinapsi del protagonista.

Ed in futuro cosa succederà?

Arancia Meccanica (Teatro Eliseo dal 26 aprile al 15 maggio)

regia di Gabriele Russo

con

Daniele Russo Alex

Sebastiano Gavasso Dim

Alessio Piazza Georgie, padre Alex

Martina Galletta Moglie Alexander, Adolf, Joe

Paola Sambo Deltoid, ministro, madre Alex

Bruno Tramice Alexander, anziana signora, cappellano

Musiche originali Morgan

 

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