“Uomo tra gli uomini”: incondizionatamente, coraggiosamente, fiduciosamente sì

“Uomo tra gli uomini”: incondizionatamente, coraggiosamente, fiduciosamente sì

In ognuno di noi c’è una scintilla divina che illumina i nostri cammini e si riflette sull’anima, ma è anche presente una potente oscurità che ottenebra la luce e ci illude. In uomini straordinari la scintilla innesca un’esplosione accecante e pura che coinvolge l’intera umanità rendendo il mondo un posto migliore; una luce che sovrasta le tenebre senza distruggerle; una luce che crea ponti e non muri fra gli esseri umani. Il personaggio che nel corso del ‘900 ha incarnato tale luce è stato papa Giovanni Paolo II.

Il musical “Uomo tra gli uomini”, scritto e diretto da Sabrina Moranti, è stato rappresentato al teatro Sistina di Roma il 25-26 Aprile 2016; un’opera tratta dalla straordinaria vita di San Giovanni Paolo II. Una processione di persone in lutto e l’annuncio ufficiale della morte di Giovanni Paolo II apre il musical e ci conduce in quel famoso 2 Aprile 2005. Un gruppo di amici, i cui genitori avevano vissuto a fianco del Papa allora professore e sacerdote in Polonia, si ritrovano la sera della veglia funebre. Un salottino ed un album di vecchie foto riannodano antiche amicizie e suscitano in essi il desiderio di raccontarsi. Attraverso il canto (accompagnato da un alternarsi di musiche angeliche e demoniache di Erika Provinzano con gli arrangiamenti di Luigi Montagna), le strabilianti coreografie (realizzate da Paola Leste con l’aiuto regia di Antonio Melissa) e la narrazione poetica e a tratti commovente, si snodano i racconti delle loro vite ordinarie divenute straordinarie realizzando, sull’esempio del Papa, “l’Impossibile”. La rivoluzione storica, sociale ed esistenziale apportata da San Giovanni Paolo, viene esaltata con una trovata scenica attraverso l’opera persecutoria e la disfatta definitiva del suo antagonista: il personaggio del Male infatti, crudele, ironico e affatto grottesco, che intavola dialoghi con il pubblico attirandolo a sé come il più perfido dei seduttori, interrompe a più riprese lo snodarsi armonioso e lirico dell’opera raccontando e cantando la sua eterna e faticosissima missione: impedire la realizzazione dei piani di Dio sull’operato del “nemico bianco”, il Papa che ha combattuto e vinto la “buona battaglia della Fede”, sulla vita dei protagonisti e, in maniera metaforica, su tutti gli uomini.

locandina Uomo tra gli UominiNella prima narrazione Carola (Lavinia Fiorani) e Giovanni (Domenico Tiburzi) ricordano il dolore della perdita del loro figlio e della nuova condizione di lei: è diventata sterile. Decidono allora di partire per l’India come volontari per aiutare il popolo a lottare contro la povertà dilagante e la morte. Nel momento in cui Anna non regge più la sua situazione, avviene il miracolo riaccendendo in lei nuova speranza: una bambina (rappresentata da Elisa Dalu) la chiama mamma e decidono di adottarla. Qui entra in scena per la prima volta il Diavolo Zizzania, Satana, (interpretato dall’eccezionale Ivan Urbano) con la Bestia ( Ludovica Cimmino), il Male ( Antonio Melissa) e il diavolo Farfacane (Marco Gelace); si dà inizio così ad una danza-combattimento fra il Bene ed il Male, fra angeli e demoni, Dio e Satana ricca di acrobazie aeree in cui gli schieramenti lottano e si confondono (performers aerea Ramona Lalli e Luca Bertaleoni e corpo di ballo con: Serena Francucci, Eleonora Galante, Valentina Leotta, Elena Malisani, Rachele Marchegiani, Annalisa Porrino e Martina Russo). I ricordi dei ragazzi continuano con Anna (Rachele Giannini) e Paolo (Francesco Tabarini), due giovani attori innamorati, il cui matrimonio è stato salvato dalle parole del papa, per poi proseguire con la storia di frate Francesco (Valerio De Negri). E qui interviene un gioco di luci ed ombre spettacolare in cui il pubblico viene proiettato realmente nell’inferno. Infatti Francesco, un giovane tossicodipendente, dopo esser passato per l’anti-paradiso (la dimora di Satana), grazie all’aiuto di papa Giovanni Paolo II, si converte e diventa frate. L’illusione del potere, il silenzio assordante e la disperazione perpetrata dallo “scassa, squassa e sconquassa” del diavolo, avevano avvelenato la mente ed il corpo del ragazzo, salvato poi dalle parole e dal messaggio di speranza e fede del papa. Un papa che sorprende, addirittura, Satana quando abbraccia colui che aveva attentato alla sua vita e quando chiede perdono agli ebrei per gli orrori e le atrocità di Hitler nel momento in cui inserisce un biglietto di scuse nel Muro del Pianto. Un papa che si rende conto che il perdono è la chiave che blocca i progetti del Male. Un papa che sottolinea l’importanza del significato della parola “libertà” in tutte le sue sfaccettature: una parola potente e fondamentale che, però, si paga a caro prezzo fra dolori e sofferenze; una parola ricordata da Giovanni, il giovane scrittore polacco, che perse il padre per la libertà (anche egli scrittore). L’ultima storia è quella di Caterina (Giada Siracusa) e Kristian (Davide Marchegiani), genitori di un bambino malato, che, durante un incontro con il papa, incontrano una madre incinta che ha affrontato la guerra del suo paese da sola. Grazie alla forza di volontà del papa, anche se nel periodo dell’inizio della sua malattia (morbo di Parkinson simboleggiato da una commuovente coreografia dei danzatori, dove il tremolio dei corpi e la rappresentazione del cuore ricordano tutta la sofferenza affrontata dal papa), ha donato la speranza nei loro giovani cuori, sconfiggendo le loro più infime paure: la solitudine, l’abbandono e il dolore. Le storie dei protagonisti si sono intrecciate con i momenti salienti del Pontificato di San Giovanni Paolo e della storia dell’ultimo ‘900, mentre la figura di questo gigante della Fede si staglia imponente sullo sfondo di un messaggio universale, ecumenico e gioioso, che gli amici del salottino hanno inconsapevolmente incarnato: la Santità non è un dono riservato a un élite ma, è un semplice “ SI”! Un “SI” arrendevole e grato alla storia e alla missione a cui ogni uomo è chiamato a compiere: “incondizionatamente, coraggiosamente, fiduciosamente SI!”. Un messaggio di speranza, di coraggio, ma soprattutto di amore.

Solo quando la luce non rifletterà più le sue ombre, l’uomo vivrà in pace con gli altri e con se stesso. Ma per fare ciò non deve arrendersi mai e deve continuare a lottare per tutto ciò che c’è di bello e di buono in questo mondo, sfruttando il dono che ha ricevuto: quella scintilla divina che è presente in tutti noi.

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