Il coraggio di vivere, il coraggio di morire: “Vite parallele” di Antonio Nobili al Teatro Furio Camillo

Il coraggio di vivere, il coraggio di morire: “Vite parallele” di Antonio Nobili al Teatro Furio Camillo
Locandina dello spettacolo "Vite Parallele"

Stupisce ma non sorprende Antonio Nobili, autore e regista di questa piéce teatrale, sensibile ma cruda in tutta la sua realtà. Il suo lavoro, su un tema spesso ricordato solo per le raccolte fondi, porta lo spettatore nel mondo di una malattia, la SLA, ancora lontana dal poter essere curata.

Un viaggio nella vita di due numeri, che poi numeri non sono, il 15 ed il 18 i malati del padiglione 3 dove si intrecciano le loro storie, diverse ma uguali. Valerio e Simone, con le loro vite parallele di giovani impegnati a cavalcare la vita nel pieno della stessa, immuni, credono, dal futuro. Valerio, Alessio Chiodini, appassionato di vela, è diventato uno youtuber famoso, sempre a caccia di regate intorno al mondo. Simone, Simone Guarany, giovane architetto impegnato in un importante progetto. Tutti e due con la testa nel presente e desiderosi di scalare i loro sogni.

All’improvviso però, per una sorte maligna, si ritrovano a fare i conti con la stronza, l’uno accanto all’altro con la consapevolezza di conoscere il finale di quel viaggio che è la vita. Affrontano però la stronza con stati d’animo diversi, Valerio, il sarcastico, conosce e non vuole accettare la degenerazione del suo corpo ed anela ad una morte che gli salvi la dignità e gli riconosca il diritto di morire ancora da essere umano. Simone non condivide il suo pensiero perché dice che anche se la vita ci fa scendere dal palcoscenico bisogna continuare il viaggio.

Si intrecciano alle loro, anche le vite parallele delle loro compagne Marta e Laura che, a loro volta, rispondono diversamente alle difficoltà di stare accanto a chi soffre. L’una rimane accanto al suo uomo, l’altra non regge il peso e l’angoscia e scappa via.

Alla fine arriva IL DOLORE, il capitolo finale diverso per ognuno ma dall’esito sempre uguale: la scatola della vita si chiude ed il viaggio finisce,”Finisce col silenzio”

Il primo ad andarsene sarà Simone e Valerio, straordinario nel suo monologo finale, lo seguirà.

Altre vite parallele si incrociano inconsapevolmente alle loro, quella del medico che racconta in un convegno la loro storia e si interroga, tema importante e da tenere in considerazione quando si parla di morte, sull’eutanasia scevra da significati religiosi ma basata unicamente sull’impotenza delle cure e per dare dignità umana all’individuo. Quella delle due infermiere, anche loro divise sul tema della buona morte, con le loro pene nel cuore sopite ma mai dimenticate.

Il cast è formato da un gruppo di giovani eccezionali che meritano l’applauso commosso del pubblico presente che ha assistito ad una rappresentazione a tratti struggente ma che proprio per questo ha reso perfettamente l’idea del travaglio psicologico che si attraversa nella malattia.

Oltre a Valerio Chiodini e Simone Guarany in ordine rigorosamente alfabetico citiamo Francesca Antonucci, Raffaella Camarda, Cristina Frioni, Marco Giustini, Anita Ivanova e Lucia Rossi.

Ancora un grazie ad Antonio Nobili che continua a coinvolgere il pubblico con la sua sublime capacità di raccontare e di far vivere esattamente ciò che racconta.

“VITE PARALLELE” – ROMA TEATRO FURIO CAMILLO – Nuove repliche fino a domenica 24 aprile

Flavia Cataldi

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