La Palestra Della Felicità: allenamento all’assurdità della vita

La Palestra Della Felicità: allenamento all’assurdità della vita

Sai dove si nascondono i serbatoi della grandine? E quelli della neve? Chi fa spuntare per tempo la stella del mattino? Hai mai camminato sul fondo degli abissi? Chissà se trovando le risposte, si possa arrivare a trovare la felicità; o se a trovarla, sono solo quelle due scimmie che, mano nella mano, nell’oscurità della notte, aprono e chiudono lo spettacolo, aperte alla dolce ma anche assurda, indifferenza del mondo. La loro felicità non è nell’intelletto o nella cultura, ma nella Natura, vissuta come stato d’animo, e quindi come accettazione naturale di vita e morte.

Gli uomini invece, che si allenano disperatamente a ricercare la felicità per sfuggire alla paura della morte, finiscono col provocarla. Morte dei loro sentimenti, dei loro sogni, delle loro aspirazioni e/o di quelli altrui. Forse per questo sul palco del bel teatro dei Filodrammatici di Milano, sino al 17 aprile 2016, i due bravissimi protagonisti Elena Russo Arman, che cura anche la regia e Cristian Giammarini, che impersonificano sempre il lui e la lei di una relazione duale, muoiono continuamente per rinascere poi, nel sempre sorprendente gioco teatrale, con nuove identità, nuove parrucche, nuove immagini di maschile e femminile.

Lo spettacolo è infatti, come la drammaturgia ironica e mai banale di Valentina Diana, frammentato e procede per quadri dove la regia inserisce, oltre alla grande capacità di improvvisazione di entrambi gli attori, rimandi tra l’onirico, il grottesco e il surreale, come delle caffettiere parlanti. Sulla scena che resta invariata per i 60 minuti circa della durata dello spettacolo, oltre ad un piccolo tavolo con tre sedie, c’è un mobile piuttosto grande con un’infinità di teste di manichini coperti da parrucche di ogni tipo, maschili e femminili.

É a partire dalla parrucca che Elena Russo Arman crea personaggi diversi cui da voce. Una voce che è come musica: cinguettante, roboante, meccanica, tonale, cantilenante, logorroica, tanto da costituire materia di studio sull’incapacità maschile di concentrarsi sulla logorrea della donna a causa dei toni. Ma il finale è sempre lo stesso: uno dei due personaggi viene ucciso con un enorme pistola giocattolo dall’altro.

Alla fine poi, l’attenzione si sposta dalla ricerca della felicità, alle armi perchè “quando le cose sembrano andare bene e sembra che non ci sia un impedimento al compimento della felicità, si verificano questi impedimenti (di morte). Da qui il monito dei due attori: “basta fare gli stronzi con le armi; ora ci vogliono le armi contro gli stronzi con le armi!

Spettacolo godibilissimo, che ha un che di teatro dell’assurdo. Bravissimi gli attori, che si intuiscono affiatati anche fuori dal palco. Energia vitale, comicità, immaginari artistici che si incontrano, voce e parrucca come rimando sonoro e espressivo, fanno dello spettacolo un’esperienza fisica da non perdere.

In scena al Teatro Filodrammatici
Dal 12 al 17 aprile 2016
La Palestra Della Felicità

testo Valentina Diana
regia Elena Russo Arman
musiche Alessandra Novaga
con Elena Russo Arman, Cristian Giammarini
luci Nando Frigerio
suono Luca De Marinis
voce di Dio Luigi Valentini
voci delle caffettiere Alessandra Novaga, Valentina Diana
realizzazione caffettiere Giuseppe Marzoli, Nando Frigerio
scene e costumi Elena Russo Arman
produzione Teatro dell’Elfo
spettacolo sostenuto nell’ambito del progetto NEXT – laboratorio delle idee
Durata 60

Teatro Filodrammatici – via Filodrammatici 1, 20121 Milano
www.teatrofilodrammatici.eu
02.36727550 [email protected]

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