“Lei è ricca, la sposo e l’ammazzo”: Comicità, omicidio e amore al Quirino

“Lei è ricca, la sposo e l’ammazzo”: Comicità, omicidio e amore al Quirino
"Lei è ricca, la sposo e l'ammazzo" in scena al Teatro Quirino di Roma

La frizzante commedia di “Lei è ricca, la sposo e l’ammazzo” approda al Quirino di Roma e vi rimarrà dal 12 fino al 24 aprile. Ispirata all’omonimo film di Elaine May con Walter Matthau, lo spettacolo narra la storia di Orazio Pignatelli Cenci (Gianfranco Jannuzzo), uno scapolo che, dopo aver sperperato tutti gli averi del padre, decide di mettersi alla ricerca di una donna ricca e zitella da sposare e, eventualmente, da uccidere. La decisione ricadrà su Albertina (Debora Caprioglio), una ingenua e impacciata insegnante di entomologia, che sembra proprio fare al caso suo.

Su di un ritmo veloce già dalle prime battute si innesteranno un caleidoscopio di situazioni e di personaggi divertenti che andranno ad esplorare un po’ tutti i luoghi del genere comico. Uno spettacolo tutto da ridere, all’interno del quale gli attori (bravi tutti) si muovono perfettamente a loro agio nel turbinio di gag e situazioni buffe di cui è costellata la storia. Riuscitissima è anche l’italianizzazione del testo che sfrutta bene le lingue, la cultura e gli stereotipi della nostra penisola.

“Lei è ricca, la sposo e l’ammazzo” è una storia di travestimenti dove i personaggi non hanno alcuna difficoltà ad accennare a volte agli attori che li impersonano e nella quale alcune figure si riveleranno non essere ciò che potevano sembrare inizialmente. Ed è proprio sul finale che la commedia lascia cadere parte della sua esagerazione comica per prendersi un po’ più sul serio. Uno spettacolo leggero e per tutti; leggero però non certo per assenza di contenuti.

Attraverso un susseguirsi spumeggiante di situazioni divertenti la commedia congederà il pubblico anche un messaggio positivo e riconciliante: anche le nostre più grandi imperfezioni possono essere comprese dagli altri, e amate. Dietro i personaggi paradigmatici di Albertina, l’ingenuità più fragile, e di Orazio, il cinismo più incosciente, potranno forse essere scorte le figure paradigmatiche di quelle insicurezze e ostinazioni personali che, esasperate dal palcoscenico, ognuno porta con sé. Da soli i protagonisti sarebbero destinati al fallimento e verrebbero a trasformare la storia in una tragicommedia dal finale amaro; insieme imparano nell’amore reciproco a riconoscere se stessi e a salvarsi dalle proprie fissazioni personali. Un messaggio “buonista, ma anche realista”, come vuole il regista Patrick Rossi Gastaldi. E questo forse sarà il dubbio che questo bello spettacolo lascerà agli spettatori: che una storia e un bel finale come questa possano veramente accadere nelle nostre vite– o che siano già accaduti.

Dal 12 al 24 aprile 2016

Durata dello spettacolo: 2h e 30 min (intervallo compreso)

Teatro Quirino Vittorio Gassman

via delle Vergini 7, Roma

Botteghino: 06/6794585

Orari:

da martedì a sabato ore 21:00

domenica ore 17:00

giovedì 14 e mercoledì 20 aprile ore 17:00

sabato 23 aprile ore 17 e ore 21:00

Daniele Di Giovenale

Twitter: @DanieleDDG

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