Nicolas Tenerani fuori dalle verdi vesti di Shrek si racconta a 2duerighe

Un po’ “sgarbato”, da linguaggio piuttosto scurrile ed un aspetto fisico “poco gradevole”. È sempre in compagnia del suo migliore amico, un amabile Ciuchino: stiamo parlando del simpaticissimo Shrek, l’orco verde dalle allegre avventure cinematografiche, che viene catapultato anche sui palcoscenici teatrali per allietare tutto il pubblico italiano. Arriva in Italia sulla scorta di grandi successi registrati all’estero: pochi mesi dopo l’esordio del 2008 a Seattle il sipario si è alzato sull’allestimento a Broadway, rimasto in scena per quattro anni da record, e sono attualmente in corso un tour negli Stati Uniti e le numerosissime repliche al Drury Lane di Londra, e anche a Parigi. Lo spettacolo di “Shrek, il musical” in Italia nasce per divertire non solo i più piccoli, ma grazie al sarcasmo che anima tutto lo show, registrando un numero di spettatori di adulti davvero sorprendente. Questo anche grazie e soprattutto alla validità degli attori del cast, ognuno dei quali si distingue dagli altri per una particolare dote artistica. Tra questi oggi vogliamo parlarvi del protagonista assoluto: Nicolas Tenerani, che in questo spettacolo è nelle verdi vesti del “grande, grosso e stupido” orco.

Nicolas nasce in Belgio e fin da piccolo dimostra un particolare interesse verso il campo della recitazione e del canto, passioni che vengono raffinate nel corso degli anni con un corso teatrale tenuto da Neida Olivieri. Perfeziona da subito le sue tecniche vocali debuttando come baritono solista nel coro della Brigata Alpina Julia, con i quali incide il cd ufficiale della Brigata. Nel corso del 2000 sviluppa ed affina le sue tecniche recitative frequentando a Roma il corso biennale di recitazione “Professione cinema” , prendendo parte in diversi cortometraggi e iniziando una lunga stagione di ricche esperienze teatri e non. Nel 2007 incide, per il Centro Nazionale del Libro Parlato, tre audio-libri: “La duplice incostanza” di Marivaux, “Antigone” di Sofocle e “Spettri” di Ibsen. Il progetto è stato voluto e patrocinato dalla Fondazione Ca.ris.bo. Le tre opere sono state trasmesse su Radio Rai3 all’interno del ciclo “A viva voce”. Nel frattempo la sua carriera da attore prosegue a gonfie vele. Scelto dal regista Maurizio Colombi è Capitano Uncino in “Peter Pan – Il musical” con le musiche di Edoardo Bennato. Grazie a questo spettacolo, Nicolas, ha l’opportunità di esibirsi assieme a Bennato e la sua band nel recital “Bennato canta Peter Pan”. Sulla via della redenzione, raggiunge il convento “Regina degli angeli”, nel musical campione di incassi “Sister Act-il musical di divino”, prodotto da Stage Entertainment e dal premio Oscar Whoopi Goldberg. I suoi successi continuano quest’anno, che continuano a portarlo in giro per tutto lo stivale italiano: Nicolas ha incontrato anche noi e ci ha risposto a qualche domanda, che riportiamo qui sotto:
In molti hanno notato una forte somiglianza fisica con Shrek e tu stesso hai ammesso di somigliare all’orco verde. Aspetto estetico a parte, nella realtà, quanto vicino ti senti al personaggio che hai interpretato? È anche Nicola Tenerani un apparente duro dal cuore tenero?
Beh, a tutti è capitato di vivere situazioni che ci hanno allontanato dal resto del mondo, ecco perché ognuno di noi si è sentito un po’ orco nella vita. Per costruire il personaggio, sono andato a ricordarmi delle volte in cui qualsiasi piccola diversità, mi ha portato ad estraniarmi, a rinchiudermi in me stesso. Shrek si isola nella sua palude pensando di poter sfuggire ai propri problemi, ma come spesso accade nella vita, si accorge che i problemi vanno affrontati, confrontandosi, scontrandosi con ciò che ci circonda. Questo piccolo bagaglio me lo porto ogni sera, quindi Nicolas e Shrek hanno fortissime somiglianze.
Hai avuto difficoltà in questo lavoro? Quali sono stati, per te, gli aspetti divertenti e quelli impegnativi di questa esperienza? Continuo a ripetere che questo è il lavoro più faticoso che abbia mai fatto nella mia vita. Non basta essere concentrati, sempre presenti e “sul pezzo”, c’è bisogno di una preparazione fisica non indifferente per sostenere il peso della maschera(quasi 5kg)’ i guanti, le varie imbottiture, scarponi e tanto altro. Sono, però, felice che tutta questa fatica non arrivi minimamente al pubblico che sta guardando lo spettacolo. Ammetto che il divertimento più grande è stato poter ammirare il talento di Claudio Insegno, il nostro regista, capace di risollevare un copione non proprio brillante, con trovate esilaranti, tempi comici perfetti, insomma una vera scuola e soprattutto una marea di risate!
Dai musical Il Libro delle Jungla e  Peter Pan al parco di Mirabilandia ed oggi nel musical di Shrek; nella tua carriera di attore ti sei molto spesso trovato ad aver un contatto diretto con il mondo dei più piccoli. La domanda sorge spontanea: ti piacciono i bambini? Che rapporto hai con loro?
Beh, ritengo che i bambini siano degli ottimi maestri per questo mestiere. Dai loro giochi ti accorgi di quanto sia fondamentale credere in ciò che stai facendo. Non bisogna recitare una parte, ma “essere” quella parte, spesso ce lo dimentichiamo riempiendo il nostro operato di sotto-testi inutili. Quindi il mio è un rapporto curioso, sapendo anche di avere una bella responsabilità nel dover dare i messaggi giusti. Sapere di aver lasciato qualcosa di valido ad un bambino, sapere magari di aver contribuito ad una apertura mentale, grazie ad uno spettacolo teatrale, beh sono soddisfazioni.
Che importanza dai a questo musical nella tua carriera e che progetti hai per il futuro?
L’occasione arrivata è davvero grande, spero di non deludere chi ha creduto in me e mi ha permesso di indossare quella maschera. E per il futuro spero di poter partecipare a bellissimi progetti come questo, ma magari potendo metterci “la faccia”…quella mia naturalmente.

Sonia Carrera
3 dicembre 2012

 

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