L’atmosfera sognante di “Rapunzel, il Musical”

L’atmosfera sognante di “Rapunzel, il Musical”

Rapunzel è la bambina che risiede in ognuno di noi. La bambina che teniamo intrappolata, la piccola sognatrice ingenua, che per tenerla lontana dai pericoli collochiamo in un’alta torre. Senza porte e possibilità d’uscita, ha però una finestra e dei lunghi capelli, con i quali possiamo calarci e curarci della nostra senilità. Siamo avidi di quella bambina, talmente avidi da non volere che esca, che cresca, che si allontani da noi, che soffra, ma più di tutto che ci venga portata via. Qualcosa da tenere nascosto ma di cui non possiamo proprio privarci.

Il musical si apre con un’atmosfera sognante, in uno spettacolo di apparizioni, proiezioni, veli che hanno la capacità di astrazione; Si apre l’inizio di un racconto, di una favola di cui abbiamo ancora bisogno. Ecco Madrel Gothel, Lorella Cuccarini, splendida nei panni della sensuale amante delle arti oscure, personaggio nuovo, fresco, inaspettato. Questa Gothel non è la stessa che abbiamo incontrato nel cartone disney, è una donna con le sue fragilità, la sua ironia, è una madre in carne ed ossa. A partire dalle canzoni, in cui si lamenta proprio come farebbe una mamma; La casa non è un albergo canta a Rapunzel, dimostrando così le debolezze che accompagnano le madri di oggi, di ieri, di sempre. Quanto è faticoso, fare propria l’idea che un figlio in realtà non appartenga ad una madre? Che sia un bene pensante, che cresca e si allontani inevitabilmente da lei, dalla sua torre.

Ed ecco la piccola Rapunzel, nella sua torre a scrigno, in una scenografia di Alessandro Chiti il quale è riuscito a racchiudere immaginazione, coscenza, infantilità della ragazza. Questo scrigno contiene infatti delle nuvole, uno specchio che riflette una seconda Rapunzel parlante, due fiori piagnucolosi e birboni vero bocciolo comico.

L’attrice che interpreta Rapunzel è Alessandra Ferrari, talmente brava e fedele al cartone Disney, da far desiderare al pubblico una foto, come a Disneyland. Alessandra Ferrari, è Rapunzel, voce, movenze, energia richiamano la spensierata biondina maldestra, facendola amare dal primo istante dal pubblico. E non è facile, a teatro, innamorarsi dell’eroina della storia, senza trovarla troppo presentuosa.

Phil, personaggio a parte. L’attore aveva il duro compito di far innamorare tutte le donne della sala del suo personaggio, bambine e adulte, senza risultare un patetico conquistatore. Giulio Corso, ha conquistato da subito una risata sulle bocche più scettiche, dimostrandosi simpatico, impacciato ed eroico.

Rapunzel ad un certo punto ammette di non avere altro che l’immaginazione, tema portante della rappresentazione, l’immaginazione ci serve per avere un lieto fine, per far sì che la principessa sposi il suo affascinante ladro. L’immaginazione rende vivo il teatro, rimpicciolendo gli animi degli adulti ed esaltando i cuori dei bambini. Nella Locanda del lupo, o nella scena delle lanterne, o ancora con il personaggio delle guardie il Segugio, impariamo a guardare con il nostro cuore le cose che non riusciamo a comprendere, imparando ad amare.

RAPUNZEL
IL MUSICAL

con ALESSANDRA FERRARI nel ruolo di Rapunzel
GIULIO CORSO nel ruolo di Phil
LORELLA CUCCARINI e’ Madrel Gothel
Musiche originali di MAGNABOSCO, PROCACCI, BARILLARI. Regia di MAURIZIO COLOMBI.

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