Arlecchino servitore di due padroni di Carlo Goldoni, al Piccolo Teatro Grassi di Milano

Fino al 2 dicembre il Piccolo Teatro Grassi presenta la bellissima storia di Arlecchino servitore di due padroni, di Carlo Goldoni con la regia di Giorgio Strehler. A un anno dalle sue ultime rappresentazioni quindi, l’Arlecchino torna nella sua “vecchi casa” in via Rovello; uno spettacolo inarrestabile con Ferruccio Soleri nel ruolo del protagonista; un personaggio che come scriveva il regista; “è sempre uguale e sempre diverso, ed è libero dal tempo che passa”.
Una pièce teatrale irripetibile ricca di burle; una vera “storia del teatro” vivente che, da oltre 60 anni conquista il pubblico di ogni età con un intramontabile Ferruccio Soleri che nel 2010 è entrato nel Guinnes World Record per la “più lunga performance di teatro mai interpretata per lo stesso ruolo”; stiamo parlando di quasi 2.800 recite per un totale di oltre due milioni di spettatori, 215 città e 43 Paesi.. un record da Guinnes, appunto.

Ma veniamo alla trama dell’opera: Il servitore di due padroni, conosciuto anche come Arlecchino servitore di due padroni è una delle più rinomate commedie redatte da Carlo Goldoni, nel lontano 1745.
Protagonista delle commedia è Arlecchino, servo di due padroni, il quale per mangiare a sazietà, intreccia le vite dei poveri personaggi in modo inverosimile, creando solo guai.  La commedia comincia a Venezia, nella casa di Pantalone de’ Bisognosi, un mercante che assiste alla promessa di matrimonio di sua figlia Clarice, e Silvio, figlio del Dottore Lombardi. I due innamorati possono sposarsi dato che Federigo Rasponi, a cui Clarice era destinata, è morto in una lite causata della sorella di lui Beatrice.
Durante la promessa di matrimonio però, arriva Truffaldino, un giovane servo che annuncia il suo padrone: Federigo Rasponi, venuto a Venezia per rivendicare l’amore, e la dote di Clarice. In realtà l’uomo, non è altro che Beatrice Rasponi, sorella del defunto, travestita per riscuotere i soldi della dote e aiutare Florindo Aretusi, suo amante. Nessuno dei personaggi riconosce Beatrice, neanche Arlecchino che, non soddisfatto del trattamento della ragazza, serve un altro padrone, che si rivela in realtà essere proprio Florindo Aretusi, l’amante di Beatrice. Entrambi i padroni quindi, si ritrovano a essere vittime dell’ingordo servitore che non fa altro che creare guai, fino a che scambia il contenuto dei bauli, uno di Beatrice e l’altro di Florindo combinando davvero un guaio troppo grosso da rimediare. Quando la situazione arriva all’esasperazione i due amanti minacciano di suicidarsi, così Arlecchino riesce a risolvere ogni cosa facendoli incontrare per caso….e vissero tutti felici e contenti.
L’Arlecchino di Strehler debuttè nel lontano 1947 per la prima volta al Piccolo Teatro di Milano; Strehler ne cambiò il titolo in funzione della tournée internazionale che lo spettacolo avrebbe intrapreso sapendo che la notorietà del nome di Arlecchino avrebbe richiamato un pubblico maggiore, che non con il titolo originale dell’opera di Goldoni.
All’inizio della stagione non fu preventivato che lo spettacolo avrebbe avuto una vita più longeva di quella del suo stesso regista, invece tutt’ora è lo spettacolo che più di ogni altro rappresenta il Teatro Italiano nel mondo; la pièce teatrale riscosse un successo così grande da andare in tournée in tutto il mondo.
L’Arlecchino strehleriano è differente dagli altri: sorprendentemente buffonesco e immediato; sul proscenio si trova una fila di candele che vengono accese all’inizio e alla fine della rappresentazione, creando un vero e proprio filo conduttore tra il teatro moderno e la tradizione della commedia dell’arte, che il teatro di Srehler guarda sempre con nostalgica passione.
Uno spettacolo da vivere, per grandi e piccini, ancora per pochi giorni.

 

Lucia Arezzo
30 novembre 2012

Info:
Piccolo Teatro Grassi (via Rovello 2 – M1 Cordusio),fino al 2 dicembre 2012
Arlecchino servitore di due padroni
di Carlo Goldoni, regia Giorgio Strehler
messa in scena da Ferruccio Soleri, con la collaborazione di Stefano de Luca
scene Ezio Frigerio, costumi Franca Squarciapino, luci Gerardo Modica
musiche Fiorenzo Carpi, movimenti mimici Marise Flach
scenografa collaboratrice Leila Fteita, maschere Amleto e Donato Sartori
con Ferruccio Soleri
e con Enrico Bonavera, Giorgio Bongiovanni, Francesco Cordella, Alessandra Gigli,
Stefano Guizzi, Pia Lanciotti, Sergio Leone, Fabrizio Martorelli, Tommaso Minniti,
Katia Mirabella, Stefano Onofri, Annamaria Rossano e i suonatori Gianni Bobbio,
Leonardo Cipriani, Francesco Mazzoleni, Emanuele Piccinini, Celio Regoli
Produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa
Orari: giovedì e venerdì ore 20.30; domenica ore 16.00.
Durata dello spettacolo: 210 minuti con due intervalli
Informazioni e prenotazioni 848800304 www.piccoloteatro.org

 

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook