Incontriamo Samuele Cavallo, Gus de La febbre del sabato Sera

Avevamo lasciato Samuele Cavallo la scorsa stagione nel cast di Priscilla La Regina del Deserto, dove era impegnato nel ruolo di Material Girl Boy e sostituto di Adam. Ma poi il contagio de La febbre lo ha assalito ed ecco che lo ritroviamo nel ruolo di Gus e sostituto di Boby C, a testimonianza del talento e della poliedricità che lo contraddistinque. Infatti pur essendo giovanissimo (è nato l´11 gennaio del 1988 a Fasano), già dal 2002 inizia la sua formazione artistica in Puglia studiando canto, danza, recitazione e pianoforte, che poi perfeziona a Roma con alcuni tra i più noti docenti del panorama internazionale tra cui Mycheal Margotta, Beatrice Bracco, Mariagrazia Fontana, Gabriella Scalise e in centri di formazione professionale tra cui I.A.L.S, Maison de la danse, La Cometa, Crazy Gang.
Finalmente esordisce nel 2005 con il film cinematografico La Terra (regia di Sergio Rubini) nel ruolo di Francesco. Nel 2007 è protagonista del corto per Sky Destiny Level (regia di Marcello Spoletini) con il ruolo di Massimo. Nel 2008 è nel cast di Poveri ma Belli (regia di Massimo Ranieri). Nel 2009 partecipa come sfidante ai talent show Academy2 e X-Factor. Nel medesimo anno entra a far parte del corpo di ballo della fiction Tutti Pazzi per Amore 2 ed esordisce come sostituto del protagonista nel ruolo di Romolo nel musical Poveri ma Belli, rimesso in scena da Roberto Bani. Nel 2010 interpreta il ruolo di Marek nel musical Non Abbiate Paura (regia di Gianluca Ferrato). Nell´estate 2010 è nel cast di Aladin – Il Musical. Mentre nella stagione successiva debutta come sostituto nel ruolo di Aladin al Teatro Augusteo di Napoli e al Teatro Sistina di Roma. A Maggio 2011 entra a far parte del cast del musical Raffaello e la Leggenda della Fornarina interpretando Er Pidocchio al Teatro Argentina di Roma con Renata Fusco, Michele Carfora e Pietro Pignatelli con la regia di Marcello Sindici. 

Samuele, molto alla mano e disponibile, si apre alle nostre domande facendo conoscere alcuni aspetti del suo carattere:
Cosa ha comportato per te il passaggio dal cast di Priscilla a quello de La Febbre, ne senti la mancanza?
La cosa è semplice: sono indubbiamente passato da un grande progetto ad un altro grande progetto, quindi ho avuto diverse sensazioni, stati d’animo. È impossibile restare indifferenti, impassibili. Spesso noi  artisti pensiamo che per andare avanti dopo un progetto e pensare a nuovi progetti, non ci si debba affezionare. Beh, io mi chiedo come si faccia, dal momento che ognuno di noi passa praticamente tutta la giornata dall’inizio dell’allestimento all’ultima replica, dedicandosi pienamente ad esso. È quindi ovvio che mi manchi.
Priscilla e La Febbre due generi uguali, ma nello stesso tempo diversi, dove meglio riesci ad esprimere te stesso?
Si, Priscilla e la Febbre sono due grandi musical moderni con entrambi una colonna sonora che ha segnato l’epoca delle generazioni che l’hanno vissuta. Trattano due temi totalmente diversi, entrambi forti: uno parla dell’omosessualità e dei disagi che in quell’epoca essa comportava, comunque un pezzo di vita vera, non un cartoon; l’altro parla dei giovani d’America di fine anni ’70/’80, della voglia di emergere, delle insicurezze quando si sta chiudendo quella parte di vita in cui si può anche giocare e si sta aprendo quella in cui si diventa adulti, più esposti a problemi sempre più grandi…un pezzo di vita vera anche questo. Ho avuto la fortuna vivere pienamente questi due spettacoli, non solo artisticamente, ma anche eticamente e moralmente. Posso solo dire che “La febbre” racconta alcune tragedie e anche bei momenti che ho vissuto anch’io in prima persona, motivo per cui il giorno in cui abbiamo fatto la lettura del copione tutti insieme, mi sono commosso.
Tu sei sostituto di Bobby C, un ruolo per certi versi drammatico, tu cosa pensi della difficoltà di dialogo che spesso si vive anche tra amici?
Beh, come ho detto, ho vissuto anche io tragedie simili in prima persona. Spesso, quando un diciottenne, un ventenne vive un dramma, si rifugia in se stesso, o se chiede aiuto a qualcuno, molto spesso non viene soccorso perché , diciamoci la triste verità, quasi tutti siamo impegnati a tenere le redini della nostra vita e non riusciamo a “sentire” le richieste d’aiuto altrui, nemmeno di persone molto vicine a noi. Spesso accade che quando “decidiamo di sentire” , perché assaliti dai sensi di colpa, è troppo tardi. Sono davvero contento di avere la possibilità, oltre che di interpretare il ruolo di ” Gus”, di essere sostituto nel ruolo di ” Bobby C” perché è un ruolo difficile e stupendo, con una canzone meravigliosa, meravigliosamente interpretato dal suo titolare, che io stimo tanto e con cui ho legato molto, Massimiliano Pironti.
Quali progetti hai per il tuo futuro dopo questo grosso impegno?
Progetti… Oggi fare progetti è sempre più difficile. Non si può dire:” bene! Oggi faccio questa cosa per poi domani arrivare a costruire un determinato progetto”. Noi artisti sappiamo da dove partiamo e “desideriamo”, con il nostro amore per questo mestiere, arrivare dove ci siamo prefissati. Posso solo dire che non mi accontento e che a questa domanda, al contrario di Tony Manero, non mi limito a rispondere ” vedremo”, ma ” probabilmente vedrete”.
Dopo aver letto le dichiarazioni di Samuele non vi rimane che andarlo a conoscere sul palco del Nazionale fino a gennaio, per capire veramente le sue capacità artistiche di grande rilievo, che vi porteranno ad apprezzarlo.

 

info:
Teatro Nazionale Piazza Piemonte 12, Milano – www.teatronazionale.it
Orari: da domenica a giovedì alle 20.45, venerdì alle 20.30
sabato e domenica alle 20.45 e alle 15.30,
Prezzi: da 21 a 86 euro.

 

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