Frankenstein Junior: ovazione al Brancaccio di Roma, dieci minuti di ripetuti applausi

Avete presenti le decine di demenziali pellicole nate, inizialmente, al solo scopo di ridicolizzarne altre più datate, magari anch’esse più o meno passibili di derisione da parte di pubblico e critica? Sì, proprio quelle diventate poi veri e propri cult del cinema, essendo riuscite ad agguantare, e addirittura superare in molti casi, il successo delle versioni cinematografiche di riferimento. Ecco, pensate a tutta quella robetta di film che, dopo l’immediato e positivo riscontro sollevato dall’intera saga di “Scary Movie”, ha deciso di tentarne la medesima fortuna, raccogliendo però molto meno plauso di quanto ci si sarebbe aspettati. Che vi piaccia oppure no, che siate cultori di tale genere o che invece ne preferiate altri di ben altro spessore o ben altra serietà, quello dei “film parody” è ormai divenuto un vero e proprio filone, tanto da meritare l’accezione di “categoria cinematografica”, nonché l’attenzione di numerosi siti internet. Consultando, ad esempio, Internet Movie Database, è possibile individuare i dieci film – parodia più votati in assoluto dagli utenti.

Tra i più popolari figurano i già citati “Scary Movie” , “Team America” e “Hot Fuzz”. Il fenomeno dei film – parody potrebbe quindi apparire relativamente recente, se non fosse che suddetta classifica vede anche la presenza di pellicole che hanno fatto la storia del cinema; nominare, ad esempio, filmetti dello stesso tenore di “Scary Movie” (per carità, divertenti, ma dai contenuti assai mediocri), dimenticandone altri di diverso peso, sarebbe un po’ come togliere il cacio ai maccheroni: un vero delitto. Per tali ragioni, così come li avete pensati, dimenticateli pure, il più celermente possibile. Passiamo a considerare, piuttosto, un classico della commedia americana per eccellenza che si fa rientrare in questa categoria e che risulta essere una delle più belle parodie mai scritte e sceneggiate : Frankenstein Junior.

Diretto da Mel Brooks, di cui è anche sceneggiatore assieme a Paul Oxon, Frankenstein Junior è campione d’incassi nel 1975; il film, che vede protagonista Gene Wilder, è interamente ispirato al racconto frutto della penna creativa di Mary Shelley e ai celebri film dell’epoca in bianco e nero (“Frankenstein” di James Whale, 1931; “La moglie di Frankenstein”). Girato nel 1975 secondo un elegante stile anni ’20, la parodia di Brooks è considerata una delle migliori cento commedie americane di tutti i tempi. La sua “creatura”, diventata il classico di maggior successo dell’home video in Italia con oltre 500.000 copie vendute, torna dal cinema al teatro con una commedia musicale in scena a Broadway per 485 repliche dal 2007 al 2009.

A curare la versione italiana del musical è Saverio Marconi che ha debuttato ieri sera al teatro Brancaccio di Roma. Straordinario esordio: un boato di applausi ha aperto e chiuso la prima nazionale dello spettacolo che si è confermato, ancora una volta, un classico della risata. Fuori dall’ordinario, coinvolgente ed estremamente divertente Giampiero Ingrassia (nei panni del dottor Frederick Frankenstein), protagonista indiscusso della commedia, che conquista il pubblico già dalle prime battute e dal primo numero musicale (“Il cervello”) e si dimostra come sempre padrone del palcoscenico. Dalla voce calda e strepitosa, recita e balla in maniera eccellente, rendendo unico ogni singolo momento del musical. A stupire ed ammaliare il pubblico è in generale l’incredibile talento di tutto il cast che vede, in prima linea, Giulia Ottonello (già protagonista in Cantando sotto la pioggia e Cats) interpretare l’odiosa ed egocentrica fidanzata di Frederick, e Mauro Simone (Grease, Pinocchio il grande musical, regia di Tre metri sopra il cielo) calarsi nei panni di Igor, servo fedele e non curante della propria gobba; Altea Russo (La piccola bottega degli orrori, A qualcuno piace caldo, Bulli e Pupe) è chiamata a governare il castello, mentre Valentina Gullace (Aladin, Cabaret, Jesus Christ Superstar) è l’irriverente Inga, giovane assistente del dottore di cui poi lo stesso si innamorerà. Il baritono Fabrizio Corucci è il mostro riportato in vita dal dottor FrankestIin, grazie anche alla preziosa ed indispensabile collaborazione della sua squadra di particolari aiutanti.

Suggestivo è il ritmico ed incalzante susseguirsi delle scenografie che risultano,peraltro, curatissime ed avvincenti; colpisce la fenomenale naturalezza delle scene: gli attori si muovono con rasserenante  scioltezza, mettendo gli spettatori nella condizione di gustarsi al meglio ogni frangente dello spettacolo. Dopo il debutto, “Frankenstein Junior” è pronto ad ottenere nuovi consensi nei principali teatri italiani in cui farà tappa (Teatro Verdi di Firenze, Teatro della Luna di Milano, Politeama Genovese di Genova, Teatro Alfieri di Torino, Teatro Rossetti di Trieste, l’Augusteo di Napoli, Teatroteam di Bari e tanti altri che potrete consultare sul sito www.frankensteinjuniorilmusical.it o sulle pagine twitter e facebook).

Eleonora La Rocca
29 novembre 2012

 

 

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