Piero Di Blasio, il cattivo di Shrek, parla di se dietro le quinte

Shrek Il Musical, arrivato in Italia finalmente dopo New York, Londra e Parigi, fino ad oggi ha rallegrato tre palcoscenici italiani, partendo da quello di Milano, spostandosi prima ad Assisi e poi a Prato, riscuotendo un grande successo tra il pubblico dei più piccoli e non, ora si trova al Teatro Alfieri di Torino a deliziare il pubblico del Teatro Alfieri di Torino fino al 25 novembre, per poi toccare altri teatri italiani lungo lo stivale,  per finire la tournée al Teatro Olimpico di Roma dal 12 febbraio al 3 marzo 2013.
Si prospetta, dunque, per tutti gli attori del Musical, una grande stagione, ricca di impegni e soddisfazioni, finora comunque arrivate per ognuno di loro. A confermarcelo è Piero Di Blasio – che nello spettacolo lo vediamo nelle vesti di Lord Farquaad  –, che la redazione di 2duerighe ha incontrato per avere rivelazioni più “intime” sul suo personaggio cattivo.
Di Blasio, cantante, attore e doppiatore, ha studiato all’Accademia Corrado Pani di Claudio e Pino Insegno, con i quali ha lavorato negli spettacoli “Insegnami a sognare”, “Un po’ prima della prima”, “Buonasera, Buonasera”, “Cannibal – il musical, Joseph e la strabiliante…” (con R. Casale) e “La fila,” tutti con la regia di C. Insegno. Ha cantato come corista per Premiata Teleditta 3 e 4 e nei cartoons “American Dad” e “I Simpson”. Nel 2007, è nel cast del musical “Alta Società” con Vanessa Incontrada, nel 2008 ricopre il ruolo di Fusco nello spettacolo “La Febbre del Sabato Sera”, nello stesso anno interpreta Mr. Pinky nel musical “Hairspray” e nella ripresa nel ruolo di Corny Collins. L’anno seguente è Lionell in “Cenerentola” (con R. Lanfranchi), tutti con la regia di M.R.Piparo e qualche mese dopo è Hannas nel “Jesus Christ Superstar” (prod. Rockopera) e regista del musical “Off-Broadway Questi cinque anni”, prodotto da Pino Insegno e Attori Animati (compagnia di cui è anche presidente e socio fondatore).

Ora, impegnato nello spettacolo dell’orco verde, si confessa alquanto entusiasta e soddisfatto di far parte del cast, rispondendo alle nostre domande:
In questo musical sei il cattivo. Perché sei stato scelto proprio tu per interpretare il malvagio? Credi di avere le sembianze giuste o semplicemente sei un bravo attore? Nella realtà, quanto cattivo sai essere?
Non saprei perché sono stato scelto io… forse non si è presentato nessuno! Comunque, a parte gli scherzi, ho fatto due provini e sono piaciuto subito ad entrambi i registi e me lo hanno fatto capire praticamente già alla fine dell’ultimo provino. Per fare questo ruolo devi avere intanto una caratteristica fisica: devi essere alto. So che sembra una follia, ma per il personaggio è richiesto un attore alto (almeno 180 cm) che recitando in ginocchio sia credibile come “nano”. Un attore basso, probabilmente risulterebbe troppo basso in ginocchio. Inoltre è un ruolo comico e io sono prevalentemente un attore “brillante”. Conosco molto bene l’uso dei tempi comici e so come dire una battuta e far ridere (almeno credo). Se poi sono bravo o meno, quello lo lascio dire agli altri, ai registi e al pubblico che ogni sera vede lo spettacolo. Di certo io non sono un talento, non lo sono mai stato. Tutto quello che so fare è assolutamente costruito e cesellato giorno per giorno. Come dico sempre io sono un artigiano, non un artista. Mi calza di più la definizione. Nella vita reale non sono molto cattivo… anzi. Qualcuno direbbe troppo buono da essere fesso. Ma ci sto lavorando!

Sappiamo che per tutto lo spettacolo devi stare in ginocchio. Quanto è stato difficoltoso imparare a muoverti piegato?
È molto difficile recitare o anche camminare soltanto in ginocchio. Imparare a stare piegato non è complicato. Lo è capire come restarci per tanto tempo e come fare tutto quello che andrai a fare senza farsi male. E poi è divertente il processo che ti porta a far vivere il costume. Ho delle gambe finte molto belle e ben fatte e quando mi muovo devo far credere che le gambe avanzino con un movimento naturale e non “marionettistico”. E con dei trucchi e dei movimenti coordinati tra gambe e bacino, si può ottenere questo risultato.

Tra l’altro in questo spettacolo balli e canti; hai trovato delle difficoltà nell’imparare le coreografie e nel cantare?
In molti spettacoli si balla e si canta. Ho scelto di fare un mestiere che prevede questo. Perciò se trovassi difficolta nell’unire le materie che compongono il mio mestiere dovrei un po’ rivedere i miei progetti di lavoro! Ad ogni modo io non sono un ballerino, ma è stato facile imparare le coreografie. Insieme al coreografo, Valeriano Longoni, abbiamo studiato al meglio quello che sarebbe risultato più efficace per lo show e per il personaggio. E poi quando i piedi non si vedono ti puoi permettere di sbagliare i passi più tranquillamente! Il canto è arrivato un po’ di conseguenza. Una volta montata la coreografia, provavo almeno una volta al giorno tutto il mio “numero” del primo tempo (che è quello più ballato) e cercavo di fare il cosiddetto “fiato” per arrivare a fine coreografia e per evitare di sentire il fiatone durante il ballo. Il risultato finale mi sembra dignitoso. Certo, devi sperare di non essere giù di voce, altrimenti durante certi passaggi si rischia grosso.

Progetti per il futuro?
Per adesso penso alla tournée di Shrek che durerà fino a marzo e che toccherà tutte le più grandi città italiane. Siamo felici del successo che il pubblico ci sta tributando e non vediamo l’ora di far vedere lo spettacolo a tutti. Per quanto riguarda il “dopo marzo”, ricurerò l’allestimento di un mio spettacolo (di cui sono autore e regista) “ciao amore, ciao”, con Luca Notari e Stefania Fratepietro che ridebutterà a Roma il 5 marzo e poi andrà in tour, poi sto scrivendo un paio di spettacoli nuovi che spero di poter far debuttare nella prossima stagione teatrale e infine tornerò a divertirmi col doppiaggio e con la mia storica compagnia teatrale, gli Attori Animati, con la quale vivo un percorso artistico da quasi dieci anni.

Sonia Carrera
21 novembre 2012

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