Giacomo Buccheri, interprete de La Febbre del Sabato Sera, si racconta

Giacomo Buccheri sulla scena è Frank Manero, il fratello minore di Tony che è un ruolo importante soprattutto con un buon messaggio sociale, che dice ai giovani di saper cercare con determinazione la propria strada anche quando ci si accorge che si sono fatte scelte sbagliate.
Giacomo, 26 anni, nasce a Catania ai piedi del grande vulcano Etna, da cui prende la forza che lo accompagna nella sua attività artistica. Fin da adolescente inizia gli studi musicale, con il tenore Marco Ravalli, studiando anche studia teoria musicale, solfeggio e pianoforte. Nel 2005 si iscrive alla Musical Theatre Academy di Catania, dove si diploma come performer grazie soprattutto alla preziosa guida di Gisella Calì.
I suoi studi di canto moderno proseguono con il soprano Mariella Arghiracopulos e nel frattempo si perfeziona nelle varie discipline. Prende parte a spettacoli di ogni genere, spaziando dal musical all’operetta, dalla prosa al varietà. Per il teatro nel 2011/2012 è Deniro e sostituto di Eddie in Sister Act (Stage Entertainment, regia di Carline Brouwer). Nel 2010/2011 a Roma è protagonista in Troglostory, musical di Gianluca e Tony Cucchiara, e in Caino e Abele, in cui interpreta i quattro ruoli di Abele, Gesù, Romeo e Ronnie. Poi nel  2009 e il 2011 è protagonista nel concerto teatrale The Dreamboat di Marco Savatteri (Germania, Brasile, USA), e coprotagonista in La Baronessa di Carini di T. Cucchiara (Teatro Parioli). Nel 2008 è fra i comprimari in Un Amore Grande Grande (tour nazionale), con M. Villa, A. Roncato e G. Sammarchi.

Per noi di 2duerighe ha risposto con molta passione alle domande che gli  abbiamo posto:
Quali emozioni stai vivendo in questa esperienza de La Febbre del Sabato Sera rispetto agli altri musical a cui hai partecipato?
Questo è un anno piuttosto strano dal punto di vista emotivo. L’anno scorso si trattava della prima esperienza con Stage (“Sister Act”) e rappresentava la realizzazione di un sogno da diversi punti di vista. L’emozione era quindi diversa, e sicuramente maggiore. Tornare anche quest’anno mi ha dato una sensazione di stabilità e continuità che rende l’esperienza forse meno emozionante, ma non per questo arida! Tra l’altro, ho sempre lavorato in produzioni con meno possibilità e soprattutto meno organizzazione di questa, quindi sono sempre stato abituato ad arrivare al debutto con un certo grado di stress e ansia che accentuavano la carica emotiva. Qui (come dovrebbe essere dappertutto) è davvero considerato un lavoro a tutti gli effetti, e riesci a lavorare con una serenità difficilmente riscontrabile da altre parti. Certo, quando – all’inizio della mia prima scena – si apre la torre all’interno della quale sono seduto, vedere ogni giorno tutta quella gente davanti a me non posso dire che non provochi un’emozione forte! Sicuramente mi manca qualcosa: io nasco prima di tutto come cantante, e non avere quella “valvola di sfogo” sicuramente limita la mia necessità di espressione a tutto tondo; di contro, questi personaggi esclusivamente recitati rappresentano una bella sfida e un bel modo per mettersi alla prova.
Il tuo ruolo lascia sottintendere un messaggio sociale ai giovani che devono saper trovare la loro strada ed avere il coraggio di cambiare. Cosa pensi di questo?
Beh, è la caratteristica che mi piace più di Frank Jr, quella che si sposa con il mio modo di vedere e affrontare la vita. Le mie scelte hanno sempre previsto una buona dose di coraggio: questo lavoro è già instabile ed alienante di suo, se poi ci aggiungete la mia regione di provenienza (Sicilia) e nello specifico la mia città (Catania), non è difficile capire quanto siano state difficili e sudate le decisioni prese. Quello di Frank è un messaggio però, oggi, sempre più difficile da accogliere e mettere in atto; o forse, vista l’instabilità dilagante in ogni settore, sempre più facile?!?!
Il tuo lavoro ti porta spesso fuori dalla tua terra e dalla tua Catania, in particolare, come vivi questa esperienza e quali progetti ti piacerebbe realizzare partendo da lì?
Ormai ho deciso di stabilirmi a Milano: purtroppo Catania (ma anche in generale la Sicilia) offre quasi nulla per quanto riguarda il teatro musicale, e per gli altri generi (in particolare la prosa) dilaga il “qualunquismo” e lo sfruttamento. Ci sono tantissimi giovani talentuosi (la mia isola ne è davvero piena) sprecati in produzioni poco serie o scorrette e imperversa un “magna magna” generale che rende impossibile vivere di teatro. Ci sarebbero tantissime cose da dire a riguardo, ma magari non è questo il luogo adatto! Di progetti ce ne sarebbero tanti e con molti colleghi e amici siciliani; i problemi del metterli in atto sono sempre gli stessi, e non soltanto economici.
Quale rapporto professionale hai con Tony Cucchiara?
Per Tony Cucchiara ho preso parte a 3 spettacoli: “Troglostory-Giulietta e Romeo nella Sicilia Preistoria”, scritto da lui insieme al figlio Gianluca, in cui ho interpretato il protagonista maschile; lo storico “Caino e Abele”, in cui ho interpretato i 4 ruoli principali del Bene; due edizioni de “La Baronessa di Carini”, prima come coprotagonista e poi come comprimario. Devo quindi moltissimo al maestro Cucchiara e alla sua famiglia (soprattutto Gianluca, per cui nutro una stima infinita, e la splendida Annalisa), perché ha sempre creduto in me, mi ha dato fiducia e l’opportunità di misurarmi sempre in ruoli importanti anche fuori dalla mia terra (per inciso, a Roma). È stato durante le repliche di Troglostory che ho affrontato le audizioni di “Sister Act”, due anni fa: avrà portato fortuna?!
Un grazie a Giacomo per le articolate risposte che ha voluto darci e che farà felici tutti, soprattutto le sue fan, che sono veramente  molto numerose.

Sebastiano Di Mauro
19 novembre 2012

 

info:
Teatro Nazionale Piazza Piemonte 12, Milano – www.teatronazionale.it
Orari: da domenica a giovedì alle 20.45, venerdì alle 20.30
sabato e domenica alle 20.45 e alle 15.30,
Prezzi: da 21 a 86 euro.

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook