Modigliani: la pittura bohèmien invade il Quirino!

Modigliani: la pittura bohèmien invade il Quirino!

Sottotitolo ideale al Modigliani di Angelo Longoni sarebbe sicuramente “l’uomo dietro la tela”. Al Teatro Quirino di Roma va infatti in scena innanzitutto la fragilità di Amedeo, artista controverso, contraddittorio e contro il mondo.

Marco Bocci veste i panni di un personaggio dannato, assorbito nel turbine di una Parigi bohèmien, mangiato vivo dall’alcol, triturato dalle droghe e, soprattuto, consumato dall’amore.

Modì, a suo modo, ama tutte le sue donne con un’intensità straziante, con una passionalità che riesce a tradurre concretamente solo nella poesia dei suoi quadri. Ed è proprio capendo la vita che si avrà chiara in mente l’enigmaticità di una pittura che rimane comunque al di fuori di qualsiasi schematismo o rigore accademico, che ha come unico motivo evolutivo la passionalità.

La pièce di Longoni funziona proprio perché riesce ad esplicare al meglio questa dicotomia arte-vita. E lo fa proponendo una regia che miscela istanze prettamente classiche a stratagemmi stilistici tipici del contemporaneo. Da una parte si nota l’affezione all’idea di un salotto che riproponga una tranche de vie (anti)borghese, dall’altra invece si rintraccia uno stile narrativo che gioca molto su elementi di influenza cinematografica.

La vera potenza di questo Modigliani, sta quindi nell’idea basilare di voler essere sintesi di tutte le arti, contenuto in cui trovano spazio la pittura, la poesia, la storia e la recitazione.

L’arte è chiaroveggenza”, ripetono gli attori sul palco. Unico effettivo strumento a disposizione dell’uomo per esplorare mondi e stati dell’essere. Unico vero medium in grado di legare il sogno alla realtà.

Modigliani ci ha insegnato ad ancorarci a questa possibilità, perché altrimenti “guardate come è triste un sogno che muore”.

Teatro Quirino di Roma

dall’ 8 al 20 marzo

Alessandro Longobardi per OTI e Mario Minopoli per Pragma

Marco Bocci

di Angelo Longoni

con

Romina Mondello
Claudia Potenza
Giulia Carpaneto
Vera Dragone

in collaborazione con Istituto Amedeo Modigliani

regia Angelo Longoni

 

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