“BAMBOCCIONI, OVVERO CHE NOIA IL POSTO FISSO”, di Roberto D’Alessandro

Uno spaccato in chiave ironica di un drammatico tema sociale al Teatro Martinitt. Seguirà “TERRONI”, addattamento teatrale dello stesso autore

Dopo l’ottimo successo del precedente spettacolo “Ricette D’Amore”, che ha aperto la stagione del Teatro Martinitt, ora ecco il suo secondo debutto con “BAMBOCCIONI, OVVERO CHE NOIA IL POSTO FISSO”, commedia scritta e diretta da Roberto D’Alessandro, che ne è anche interprete nei panni di Anton Giulio, insieme a Enzo Casertano, nel ruolo di Gianni Alberto e Giuseppe Alagna, nel ruolo di Antonino. Il testo semplice, ma intelligente affronta in chiave comica l’annoso problema del lavoro e come questo condizioni, “prepotentemente” la voglia di autonomia dei giovani dai genitori, al di là del retaggio culturale tutto italiano.

Questa divertente commedia, che ha già debuttato con successo in un teatro romano ora è approdata nel capoluogo lombardo per essere sottoposta al vaglio dell’attento pubblico meneghino che potrà vederla in scena al Martinitt, fino al 25 novembre2012.

La commedia presenta un tema sociale molto serio, che negli ultimi tempi ha avuto anche dei risvolti drammatici, proprio a causa della grave crisi economica che stiamo vivendo. Sono sempre di più infatti i laureati disoccupati che, dopo aver completato il loro piano di studi, non hanno prospettiva alcuna per inserirsi nel mondo del lavoro, spesso neanche rinunciando alla legittima aspettativa di far valere il proprio titolo di studio. Di conseguenza sono condannati a rimanere a casa dai genitori anche in età non più precisamente giovanile.

Si parla di ultra trentenni, talvolta anche quarantenni, quindi più che adulti, definiti “bamboccioni” dall’ex ministro dell’economia Padoa Schioppa nel 2007, suscitando un coro di vibrate proteste da parte degli interessati. Ma i “Bamboccioni” sono stati presi di mira anche due anni dopo dal ministro Renato Brunetta, tema poi ripreso anche dall’attuale premier Mario Monti, che ha definito “il posto fisso una noia”, senza tralasciare le considerazioni della ministra del Welfare Elsa Fornero che ultimamente,  proprio rivolgendosi ai giovani, li ha definiti “choosy”, termine inglese che vuol dire schizzinosi, criticando quella che è una normale aspirazione ad un lavoro dignitoso e non precario.

Quindi un tema purtroppo non ancora risolto nel nostro Paese, che l’autore Roberto D’Alessandro, che ne è pure l’interprete e regista, è capace di cogliere con con profonda ironia, ma inserendolo anche in un contesto dai risvolti drammatici che lasciano spazio a momenti di pathos, che non si discostano molto dalla realtà quotidiana.

Nella trama della commedia si narra di un sindaco che per dare una mano ai giovani ad introdursi nel mondo del lavoro e nel tessuto sociale produttivo, mette a disposizione di ragazzi laureati 30 appartamenti, per affrancarli. Così questi tre “giovani”, tre quarantenni «bamboccioni», si ritrovano a vivere nello stesso appartamento loro assegnato, evidenziando la loro inadeguatezza ad affronatare una vita autonoma e si scoprono essere ancora legati al cordone ombelicale della madre, che si manifesta attraverso continue telefonate al cellulare di ognuno di loro.

Dunque è certamente una commedia da non perdere, perchè esorcizza un grande problema sociale che stanno vivendo le nuove generazioni, pertanto di grande attualità, ma espresso in maniera comica, riuscendo a far ridere, senza distogliere troppo il pensiero e la riflessione sulla gravità del problema che ci viene ricordato tutti i giorni dalle cronache

Accanto ai tre “Bamboccioni” fanno contrasto due altre figure che l’autore ha voluto inserire per evidenziare altri gravi disagi sociali, che sono la violenza, l’alcolissmo, il pregiudizio, dipinti attraverso il personaggio di Lucida (Maria Cristina Fioretti) nei panni di una prostituta e di Nevio, Franco Barberio nei panni di un un clochard, che determineranno il colpo di scena finale a sorpresa.

Dello stesso autore “TERRONI”, uno spettacolo di Teatro-Canzone tratto dall’omonimo libro di Pino Aprile, con l’adattamento e la regia di Roberto D’Alessandro, che nelle giornate di mercoledì 14 e mercoledì 21 novembre 2012, sempre al MARTINITT, ci proporrà la divertente commedia, che con ironia racconterà quanto fin’ora taciuto dalla storiografia ufficiale, su come di fatto l’unità d’Italia fu un atto sleale e scorretto.
Si commenterà con pungente sarcasmo l’esistenza presso il Museo Lombroso di Torino, del cranio del “delinquente naturale vicino Catanzaro” ancora ben conservato ed esposto in una teca e tutte le altre piccole e grandi bugie che per 150 anni e più, hanno unito il nord al sud Italia.

 

Sebastiano Di Mauro
11 novembre 2012

 


Teatro MARTINITT

via Pitteri 58 – Milano – tel. 02 36.58.00.10
www.teatromartinitt.it
Orari spettacoli:
dal giovedì al sabato ore 21.00
domenica ore 18.00
Biglietti: €. 20 – ridotti €. 16
Promozione speciale per gli abbonati

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook