La Vera Storia di Zorba il Greco, con Raffaele Paganini al Teatro Manzoni

Quando si parla di Zorba il greco si pensa subito al film cult del 1964, diretto da Michael Cacoyannis, tratto dall’altrettanto celebre omonimo romanzo di Nikos Kazantzakis, il cui  protagonista fu Anthony Quinn sulle musiche di Mikis Theodorakis. Di quel film è ancora vivo in tutti l’intramontabile brano “ballo di Zorba o Sirtaki”, che richiama quello che è ancora il tradizionale ballo della Grecia odierna.
Ora al Teatro Manzoni di Milano viene presentato, in prima nazionale assoluta,   “La Nuova Storia di Zorba il Greco” con Raffaele Paganini, la coreografia di Luigi Marteletta e le musiche di Marco Schiavoni. Questa versione ha delle nuove musiche scritte apposta per questo spettacolo, dove  però sono comunque riconoscibili le note del sirtaki, che caratterizzano i balletti, in cui il “giovane”  Paganini è capace di regalare, con i suoi virtuosismi,  grandi emozioni al pubblico.
Pertanto questo spettacolo non è quello che fu il cavallo di battaglia del grande Etoile sin dall’inizio della sua carriera, quello visto nelle centinaia di repliche (circa 700) che tanto successo hanno avuto in Italia e all’estero, ma una nuova edizione che racconta una storia dove il protagonista  è  ovviamente Raffaele Paganini, ancora un’instancabile ballerino dal raffinato talento.

Di questo personaggio Paganini dice: “quando ero giovane avrei dato qualsiasi cosa per  interpretarlo e quando mi fu proposto accettai con grande piacere, anche se per fare “Zorba il Greco”, avendo poco più di vent’anni, mi dovevo truccare per invecchiarmi. Oggi questo personaggio me lo sento cucito addosso e avendo ormai cinquantaquattro anni, non ho più bisogno di invecchiarmi: Zorba sono io è la mia  faccia”.
 “Allora non potevo certo fare di testa mia, dovevo ubbidire. Oggi in questa versione, dice Paganini, posso fare di testa mia raccontando una storia di Zorba tutta nuova, in cui io posso fondermi nel personaggio di Zorba il Greco, per poter dare tutta la mia esperienza”.
La storia narra di un viaggio di “Zorba” che è chiunque e, come spesso accade ad ognuno di noi, si  inizia un viaggio in cui si va soprattutto alla scoperta di se stessi.
Zorba, un uomo che alla  vigilia del proprio matrimonio, assalito dai dubbi, lascia la sua donna e intraprende un viaggio che lo porterà lontano dalla sua terra, per farvi poi ritorno dopo aver visitato luogi incantevoli, dalle diversità culturali che lo arricchiranno di profonde esperienze. In queste Zorba ha trobato ora dei sogni, ora delle delusioni, dolori, ma anche la speranza, l’amicizia e l’amore.
MoIto azzeccate le scenografie di  Fioriggia Belardo, sullo sfondo delle quali, i quadri  scenici si susseguono  con la giusta rapidità, quel tanto che basta da rendere tutto armonioso. Di questo il merito va al bravo coreografo Luigi Martelletta, oramai divenuto compagno inseparabile di Paganini, perchè legati oltre che da vincoli di amicizia e stima anche da interessi professionali che li hanno portati insieme a fondare La Compagnia Nazionale  e poi L’Atelier della Danza e Musica che  conta oltre 200 allievi.
In questo nuovo spettacolo il sirtaki, che pure fa da sfondo musicale non è determinante come nella prima versione o come nel successivo spettacolo “Sirtaki,Omaggio a Zorba” ed essendo il sirtaki una danza, per un ballerino di preparazione classica come lui è un perfetto connubio in cui si riesce ad esprimere al meglio.
Di grande creatività sono i costumi della sartoria D’Inzillo che vestono l’intero corpo di ballo, composto da dieci talentuosi ballerini, che hanno suggestivi momenti di espressione, in cui si vede l’impronta del maestro Paganini, che oggi ha una nuova missione, che è quella di lanciare i giovani con l’entusiasmo che lo accompagna e che non lascia dubbi su un suo pieno appagamento.
Il Teatro Manzoni, come pochi altri Teatri e delle giuste dimensioni per poter danzare e quindi un palcoscenico perfetto per  questo spettacolo, basato prevalemtemente sulla danza. Qualcuno della stampa chiede al maestro Paganini quale teatro preferisce e la risposta arriva senza esitazione: il Teatro dell’Opera di Roma, a cui sono legato da sempre avendo cominciato lì ed essendo un incurabile campanilista.
Prima che prendesse il via la conferenza stampa, che ha preceduto il debutto milanese, l’etoile Raffaele Paganini, rispondendo alle nostre domande, ha raccontato che oggi il suo nuovo impegno, oltra all’accademia di danza, gestita privatamente e senza alcun  finaziamento pubblico, se non per una quasi insignificante percentuale, è orientato verso la Tv in Streamit, dove, grazie alla stima che gode ha ottenuto un buon canale per avere un ottima visibilità. Su questa Tv si è appena concluso un vero Talent che ha selezionato giovani danzatori.
Ad un altra domanda posta, circa quanto c’è di Zorba in Raffaele Paganini, ha risposto che  di questo personaggio in lui c’è veramente poco, in quanto sia pure il  suo lavoro lo abbia portato a girare il mondo, ha sempre avuto il desiderio di ritornare a casa, rimanendo fuori lo stretto necessario  richiesto dagli impegni delle tournée.

Sebastiano Di Mauro
10 novembre 2012

Info:
Teatro Manzoni – Via Manzoni 42 Milano – www.teatromanzoni.it
 dal 9 all’11 novembre
Biglietti:
poltronissima € 32,00 – poltrona € 23,00
Orari:
feriali ore 20,45 – domenica ore 15,30

 

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook