“Edipo re” di Marcido Marcidorjs, un’iperbolica rappresentazione del capolavoro sofocleo

L’Edipo re di Sofocle, nella lettura suggestiva e visionaria di Marcido Marcidorjs, compagnia teatrale storica del panorama italiano del teatro di ricerca, arriva al Piccolo Teatro Studio Expo dal 5 al 10 novembre.
L’attore e regista Marco Isidori mette in scena il capolavoro della tragedia sofoclea, inserito nel cosiddetto ciclo tebano, insieme di opere rappresentanti la storia della città di Tebe.
Gli attori Lauretta Dal Cin, Maria Luisa Abate, Paolo Oricco, Stefano Re, Valentina Battistone e Virginia Mossi saranno trapiantati nell’antica Grecia, all’interno di una trama che rappresenta  il più paradigmatico esempio della tragedia greca.

Quella di Edipo è la storia di un uomo dal destino maledetto, sul cui capo pende la lama pesante e beffarda della profezia dell’oracolo di Delfi, secondo il quale egli sarebbe destinato a sposare la propria madre e uccidere il proprio padre.
Nel breve svolgersi di un solo giorno, Edipo viene a conoscenza della terribile verità sul suo passato: senza saperlo ha ucciso il padre, colpito a morte con un bastone in un banale litigio per questioni di precedenza ad un trivio, e generato figli con sua madre, la regina di Tebe Giocasta, con la quale si è sposato dopo aver lasciato Corinto, in cui era principe ereditario, proprio per sfuggire al già scritto destino. La profezia dell’oracolo, dunque, si avvera inesorabilmente e a Edipo non resta che cavarsi gli occhi per evitare di guardare in faccia la vergogna che lo avvolge.

L’impianto scenografico, di potente impatto visivo, è costituito da un’enorme piramide disseminata di botole, che permettono di trasformare lo ziggurat in un bunker all’interno del quale il coro trova la sua dimensione. Lance che trafiggono in maniera figurata bestie mitologiche e rotaie sui cui scorrono carrelli e pannelli semoventi completano una scenografia originale e dai colori psichedelici.

La rappresentazione è ricca di suggestioni interpretative, spesso, come sottolineato dallo stesso regista, anche in evidente discordanza tra loro, e si muove attorno alla figura retorica dell’iperbole, ossia dell’esagerazione della realtà attraverso comportamenti, movenze ed espressioni che amplificano i sentimenti dei personaggi e permettono una migliore comprensione emotiva degli stessi.
Il testo è fedele all’originale, ma allo stesso tempo diverso, irriverente, dai contorni più marcati, spiritualmente influenzato dalla traduzione del poeta tedesco Holderlin, nonostante Isidori affermi si discosti da questa.

In definitiva, uno spettacolo che mette in scena in maniera fedele un classico della tragedia greca, ma in una veste suggestiva, fatta di colori, musiche e costumi imprevedibili.

 

 
Giuseppe Ferrara
7 novembre 2012

Info:
Orari: martedì e sabato ore 19.30; lunedì, mercoledì, giovedì e venerdì ore 20.30
Durata: un’ora e 20 minuti senza intervallo
Prezzi: platea 25 euro, balconata 22 euro
Informazioni e prenotazioni 848800304 – www.piccoloteatro.org

 

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