Giorno della memoria, il ricordo della Shoah passa anche attraverso il teatro

Giorno della memoria, il ricordo della Shoah passa anche attraverso il teatro

È il 27 gennaio 1945. Le Forze Alleate varcano l’ingresso di Auschwitz, piccola cittadina situata a sud della Polonia in cui da qualche anno è operativo il più grande campo di concentramento nazista, e, abbattendone i cancelli su cui campeggia la scritta “Il lavoro rende liberi”, la liberano dall’egemonia nazista. È il più grande massacro della storia. Un milione e mezzo di ebrei uccisi dalla barbara e cieca crudeltà di un popolo, quello tedesco, che asseconda i deliri di un folle. È la Shoah, termine che deriva dall’ebraico e che significa “catastrofe”. Da quel giorno di 71 anni, il 27 gennaio di ogni anno, il mondo si ferma e lo fa per ricordare le vittime di un ingiusto Olocausto e per non dimenticare le atrocità delle leggi razziali.

Sempre più numerose sono le iniziative che, da nord a sud, vengono messe in atto affinché sempre più forte e incisiva sia la presa di coscienza collettiva. Anche il teatro, che da sempre si fa veicolo di grandi emozioni, decide di celebrare questa giornata, assurgendo ancora una volta a simbolo di libertà espressiva, diventando strumento comunicativo di grande efficacia e assolvendo, in questo modo, la fondamentale funzione “sociale” di educazione e riflessione.

Per l’occasione, in diretta dalla sala A di Via Asiago, 10 sita in Roma, Radio 3 trasmette lo spettacolo teatrale “L’ultima risata. Comici nei campi nazisti” di Antonella Ottai. È così che la Shoah passa anche attraverso i volti sorridenti di attori e ballerine costretti a intrattenere e far ridere i propri aguzzini all’interno dei campi di concentramento nazisti. “L’ultima risata” nasce, quindi, da una ricerca sulle sorti di questi comici a cui si deve la nascita e lo sviluppo del cabaret e dello spettacolo leggero mitteleuropeo, in particolare di quello berlinese, e rievoca le canzoni, gli sketch e l’ironia antinazista di questi umoristi, in gran parte ebrei, che furono espulsi dai set e dai palcoscenici sui quali avevano primeggiato, all’indomani dell’avvento di Hitler al potere.

Lo spettacolo, che alterna narrazione in prima persona – la Berlino d’epoca rivissuta attraverso testimonianze di repertorio e memorie familiari – a considerazioni sui paradossi delle vicende narrate, non racconta solo le vicende di questi personaggi, diventati alcuni comici di grande successo, ma induce lo spettatore a compiere una riflessione sul comico nelle situazioni più estreme, quando a ridere sono gli aguzzini, e far ridere sono le loro vittime. Radio 3 offre agli spettatori la possibilità di mantenere vivo il ricordo, declinandolo nel linguaggio puro e diretto della rappresentazione teatrale.

Dettagli:

mercoledì 27 gennaio ore 21.00

in diretta dalla Sala A di Via Asiago, 10  – Roma

“L’ultima risata. Comici nei campi nazisti”

di Antonella Ottai

con Franca D’Amato, Bruno Maccallini, Alvia Reale

e i musicisti

Pino Cangialosi piano, fisarmonica e grancassa

Elvin Dhimitri, violino

Marco Paolucci, chitarra

coordinamento Bruno Maccallini

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