Kramer contro Kramer al Teatro Manzoni, storia dei sentimenti di un amore finito

Quella scintilla ormai spenta, quella fiducia incrinata e quel punto d’incontro forse mai trovato, che sfociano nell’esasperazione: il divorzio, l’inizio della fine di un amore. È l’epilogo di un progetto di vita in cui si era creduto e scommesso, dei sogni per il futuro, di una relazione che si sperava sarebbe durata per sempre. Un processo che racchiude dolori e tristezze, che segna profondamente chi lascia, ma soprattutto chi viene lasciato. L’abbandono che subisce chi continua ad amare, ma che davanti a sé vede buio, nessuna speranza di una possibile riunione, segna un vuoto incolmabile, di un’esperienza devastante che è la fine.

La separazione coniugale è un evento, purtroppo, oggi sempre più diffuso e con il quale numerosi bambini sono costretti a confrontarsi. “Separazione”, infatti, non significa solo distacco di due persone che si sono unite in matrimonio, ma anche, o forse soprattutto, ridefinizione di parametri per un nucleo familiare; un nido d’amore che viene sconvolto, da un’estrema decisione che spezza i legami che sono la base della  famiglia, dove maggiormente sono i figli a soffrirne. Con il divorzio, i due separati sperano, con l’aiuto del Tribunale, di non essere più marito e moglie, ma nessuna legge naturale permetterà loro di scegliere di non essere più il padre o la madre del loro figlio. Ciò che deve affrontare una persona meno “matura” può essere molto complicato, soprattutto se non viene preparata dai genitori e non gli vengono spiegati i motivi che portato alla rottura del legame coniugale. La psicologia del bambino subisce, così, continui traumi e da lì nascono problematiche che forse lo segneranno per tutta la vita.

Sono questi i delicatissimi temi che racconta l’adattamento teatrale del romanzo di Avery Corman, “Kramer contro Kramer“, presentato da Daniele Pecci (Ted) e Federica Di Martino (Joanna) al Teatro Manzoni  di Milano dal 16 ottobre al 4 novembre 2012, per la regia di Patrick Rossi Gastaldi.
L’opera parla, appunto, delle vicissitudini che fanno seguito alla separazione di due ex amanti e la crescita del loro bambino di sei anni (sul pasco interpretato da Francesco Borgese, che nella realtà ha cinque anni). Padre e figlio si trovano ad affrontare le difficoltà dovute dall’improvviso abbandono della mamma. Una nuova vita da svolgere per il piccolo ed inesperto Billy e per il confuso e spiazzato “neopapà”. Una moglie che sparisce, ma che si rifà viva solo quattro mesi dopo, per richiedere l’affidamento del figlio, portando l’ex marito in Tribunale.
Inizia, così, una battaglia legale, che metterà a dura prova i due separati. I due attori interpreti degli amanti separati recitano soprattutto il ruolo di mamma e papà. Nella rappresentazione teatrale, infatti, l’attenzione è rivolta particolarmente sul piccolo figlio, vittima del distacco dei genitori. È lui il vero protagonista del palcoscenico, così come tutte le conseguenze del divorzio. È Billy che emoziona il pubblico spettatore, che fa riflettere sulla sofferenza che colpisce i più “deboli”, sulle leggi del cuore che devono confrontarsi con le leggi di un Tribunale che scriverà il destino di chi si trova coinvolto, ingiustamente, in una guerra giuridica. Questo il pubblico lo  capisce e, in segno di massimo rispetto,  raramente interrompe con applausi, che solo alla  fine esplodono fragorosi per diversi minuti.

La vittima che è costretta a dover subire le peggiori conseguenze della separazione è il figlio, ed è questo il messaggio che il capolavoro di Corman vuole lanciare. La storia evidenzia come i meccanismi del divorzio snaturalizzino i sentimenti di chi decide di condurre una nuova vita, di come il Tribunale e tutte le leggi prendano il sopravvento sulle emozioni del nucleo familiare, di come normalmente l’attenzione si sposti sulle procedure giuridiche da seguire. Ma Kramer contro Kramer rivoluziona il classico concetto di questo processo legale che pone fine al matrimonio e sceglie le più “giuste” decisioni da prendere, dando importanza allo sfocato, ma importantissimo sfondo di ogni separazione: il cuore. In questo racconto, infatti, nonostante la legge abbia deciso di affidare il piccolo Billy alla sua mamma, i sentimenti avranno la meglio ed il bambino non verrà sottratto ad un uomo che secondo il Tribunale dovrebbe rinunciare al ruolo di padre, ma che invece ha impostato la sua vita in funzione dell’amore da donare al suo piccolo figlio. Questa volta è stato scelto il vero e preminente interesse del minore

Sonia Carrera
21 ottobre 2012

Info
Dal 16 ottobre al 4 novembre
Teatro Manzoni – Via Manzoni, 42 – Milano
Kramer contro Kramer
Traduzione: Masolino d’Amico
Adattamento:  Avery Corman
Con Daniele Pecci, Federica Di Martino, Fulvio Falzarano, Francesca Romana Succi, Raffaele Latanaglia, Adriano Evangelisti
Regia: Patrick Rossi Gastaldi
Scene e costumi: Marta Crisolini Malatesta
Musiche originale: Patrizio Maria D’Artista
Orari: feriali ore 20,45 – domenica e 1° novembre ore 15,30
Biglietto: poltronissima € 30,00 – poltrona € 20,00
Per informazioni e prenotazioni: – Tel. 02-763690(1)630-649 – 76005471 fax
Numero verde 800-914350
[email protected]  – www.teatromanzoni.it

 

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