Risate e genuinità: Angelo Sateriale in scena a Trastevere

Un’esplosione di divertimento targato Napoli irrompe sulle scene del Teatro Agorà, nel cuore del quartiere trasteverino. Da sempre dalla parte dei giovani talenti, il “libero teatro da sala” porta in scena dal 9 al 14 ottobre 2012 la commedia “Domani dimenticheranno”, scritta e diretta dall’artista Angelo Sateriale, che ne è anche uno degli attori principali.

Fiero nello sguardo, ma straordinariamente timido nella sua ironia , l’attore di Avellino risponde alle nostre domande, con il tipico accento napoletano, che colora di vivacità ogni affermazione.
Come è iniziata e chi ha ispirato la sua carriera nel teatro?
<<Lavoro nel teatro fin da piccolo, come attore. Sono particolarmente appassionato agli artisti della mia terra, su tutti Eduardo e Peppino De Filippo, ma anche Totò e Vittorio De Sica. D’altra parte la mia formazione è anche legata allo humour inglese, riscontrabile nella commedia “Domani dimenticheranno”,come nella mia opera precedente “Suonatori e sognatori”. Dal 15 al 18 Novembre sarò di nuovo in teatro per il mio terzo lavoro “Onestà omeopatica”.>>.

 

Si definirebbe più autore o più attore?
<<Sicuramente attore. E’ sul palco che ho iniziato ad avvicinarmi al teatro, anche se già dall’età di 20 anni ho cominciato a scrivere commedie, che spesso non riuscivo a concludere. Questa, ad esempio, è una commedia che ho iniziato prima di “Suonatori e sognatori”, anche se sono riuscito a finirla soltanto più tardi. Mi sento attore, ma amo scrivere; per le mie opere poi sono anche regista, per il semplice motivo che non riuscirei a far dirigere da qualcun altro ciò che scrivo.>>.
Qual è l’idea centrale di “Domani dimenticheranno?
<<E’ una commedia attuale. Viene descritta quella che può essere una giornata tipo nella casa di coinquilini universitari, esasperata dalle ossessioni dei protagonisti. Al pubblico sarà possibile riconoscersi nei personaggi, anche se le loro caratteristiche sono particolarmente accentuate. Avevo intenzione di mostrare un po’ il mondo di oggi, quello che si può raccontare dei nostri giorni. Prima gli argomenti erano tanti, Eduardo de Filippo ha scritto durante la guerra alcune delle sue commedie più importanti, riusciva a far ridere in un momento di grande crisi. Io vorrei fare lo stesso, credo che il modo migliore per far riflettere le persone è provocando in loro il sorriso, altrimenti non verranno mai a teatro. Il mio progetto, infatti, è proprio quello di avvicinare a questo mondo chi non c’è mai stato, anche se credo che possa essere di gradimento anche per un pubblico più esperto – dice sorridendo timidamente- per ora ho avuto solo commenti positivi.>>.
Com’è cambiato, secondo lei, il teatro rispetto al tempo degli attori dei quali tesse le lodi?
<<Questo è interessante – afferma dopo un attimo di esitazione – Ci sarebbe sicuramente tanto da dire. L’elemento più importante credo sia il fatto che prima non si sapeva minimamente che con il teatro si faceva fortuna e si diventava ricchi; lo si faceva soltanto per passione. Adesso il teatro è quasi un lusso, e molti giovani vi si accostano per apparire, per essere riconosciuti, o per far soldi e quella passione si è quasi dappertutto persa. Forse solo chi muore di fame può produrre buona arte.>>.
Lei, che così giovane è già regista ed attore, ha qualche consiglio per chi si avvicina a questo mondo?
<<La passione, prima di tutto. Se non c’è quella, se l’obiettivo è soltanto essere riconosciuti e divenire famosi, è inutile che si comincia. E’ un lavoro duro e si inizia da niente, quindi è necessaria
tanta forza di volontà e convinzione. Per chi vuol fare il regista poi, credo che sia obbligatorio – lo ripete più volte – andare a teatro spesso durante la settimana. E’ un obbligo, ed è lì che si devono cercare gli attori, così come ho fatto io ; il provino è troppo umiliante per un attore.>>.
Sul palco, tutte le promesse vengono mantenute. Ritroviamo i nostri amici, vicini di casa o parenti nei protagonisti: Il comunista Ernesto; il maniaco della perfezione Federico; il moralista Luciano; la libertina Samantha; il prete Don Pompilio e tutti gli altri.
Si instaura quasi un dialogo con il pubblico, tenendo insieme teatro e metateatro. Risate assicurate per il conflitto tra Ernesto e Don Pompilio, che riprende quello tra Don Camillo e Peppone; per le mimiche del meticoloso Federico; o per le espressioni colorite di Luciano, accanito tifoso del Napoli.
Angelo Sateriale veste i panni proprio di quest’ultimo che, forse proprio come lui, sostenitore dei vecchi valori, è scaraventato nell’epoca moderna.”Domani dimenticheranno” è l’espressione chiave,veicolata dalla commedia, per descrivere i giovani di oggi, sostenitori di valori effimeri che per convenienza sono disposti a mettere da parte; un mondo dove chi ha ferme convinzioni morali è costretto ad estraniarsi dalla società, restando a casa in pigiama.
Dopo aver assistito allo spettacolo possiamo di certo riconoscere che l’obiettivo è stato raggiunto: Il pubblico ha imparato a riflettere con il sorriso.

Alice Andreuzzi
11 ottobre 2012

info:
Teatro Agorà Via della Penitenza 33 – Roma
Dal 9 al 14 ottobre 2012
ore 21.00 (domenica 14 alle 18.00)
Ingresso 10 euro
Interpreti:
Angelo Sateriale con
Roberto Di Marco, Emanuele Gabrieli,
Gaia Civelli, Philipp Botes, Eleonora Capri,
Livia Massimi e Tiziano Ferracci.

 

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